Milo, borgo della musica tra i boschi dell’Etna

Per un caso del destino, il paesino del Catanese è stato rifugio sia di Franco Battiato che di Lucio Dalla, due grandi della canzone italiana

di Maria Laura Crescimanno

C’è un paesino sul versante sud del Parco dell’Etna, a 750 metri dal mare, dove si sono ritrovati, per un caso incredibile del destino, due grandi geni della canzone italiana. Milo, circa mille abitanti, è stato il rifugio dell’anima, luogo di ispirazione sia per Lucio Dalla che per Franco Battiato, il musicista, mistico ed artista catanese che si era chiuso in una villa tra i boschi fuori dal centro abitato per lavorare, comporre e registrare nell’ultima fase della sua malattia, sino alla morte (ve ne abbiamo parlato qui). Chiedersi perché Milo ed i suoi boschi silenziosi avessero fatto da casa a Battiato, e poi anche a Lucio Dalla, che a loro volta attiravano qui molti artisti nel corso delle fresche estati etnee, potrebbe spiegarci con maggiore chiarezza quale futuro si possa aprire per molti borghi siciliani immersi nella natura, nel buon cibo e nel quieto vivere.

Il municipio di Milo

Una risposta  – spiega il sindaco Alfio Cosentino, che conosceva Battiato personalmente – è di certo nell’energia e nella presenza dell’incombente vulcano attivo. “Il maestro Battiato, che era anche un raffinato mistico e pensatore riconosciuto a livello mondiale – afferma il sindaco – si era ritirato qui in cerca di ispirazione e nuova forza creativa. Aveva coniato per il festival da lui diretto per quattro edizioni il nome emblematico di MusicaMilo. Ma pensando, all’indomani della sua scomparsa, al miglior modo per ricordarlo durante l’estate – conclude – non vorremmo limitarci ad organizzare un tributo musicale, pur utilizzando i 1.700 posti del nostro teatro all’aperto, ma piuttosto ad un evento che esalti il suo legame spirituale con il borgo, cui il maestro aveva dato il suo tempo e le sue energie con la generosità che gli era propria. E siamo contenti che, per volere della famiglia, le sue ceneri torneranno a riposare nella sua casa di Milo”.

La Chiesa Madre

Tra boschi secolari di castagno, ci troviamo a pochi chilometri da Sant’Alfio e dal suo gigante verde, spettacolari ciliegi, orti, vigneti  e cantine di altissimo pregio, il paese si apre con la sua terrazza sul panorama del golfo di Giardini Naxos e di Taormina. Alle spalle, la chiesa madre in pietra lavica, attorno le case e le botteghe collegate da vicoli e scale, che in estate si animano di pochi turisti e residenti. Già alla fine del 1300, Milo era la località di villeggiatura del duca Giovanni D’Aragona, che veniva qui per sfuggire alla peste di Catania. A metà ottocento, anche un celebre fotografo tedesco che come molti altri europei nel Grand tour scopriva Taormina, vi si insediò per un lungo periodo.

Tetti innevati

Da anni Milo è già un borgo vocato per il turismo enogastronomico con la rassegna di settembre ViniMilo, che attira esperti ma anche turisti in giro per visite in cantina, per degustazioni di vini autoctoni, funghi, miele ed altri prodotti eccellenti del territorio. Ma dai prossimi giorni, l’amministrazione comunale si metterà al lavoro per cercare le risorse e la formula migliore che possa, in una sera d’estate, ricordare al meglio il suo maestro.

(La prima foto grande in alto è di Antonio Raciti)

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