Migliaia di libri da salvare dopo l’alluvione

Sono circa tremila i volumi della Biblioteca regionale danneggiati dal nubifragio di Palermo, tra cui alcuni risalenti al Cinquecento

di Giulio Giallombardo

Una strage di libri. Migliaia di volumi inzuppati d’acqua, alcuni danneggiati quasi irrimediabilmente, ma altri già salvati. Sono le ferite ancora aperte dell‘alluvione del Festino, che non ha risparmiato neanche il patrimonio librario della Biblioteca centrale della Regione Siciliana. “A causa delle piogge è entrata acqua anche nel magazzino bagnando molti volumi. Siamo costretti a chiudere la biblioteca fino a quando non saranno stati messi in sicurezza tutti i volumi”. Questo l’avviso che si legge sul sito web della biblioteca del centro storico di Palermo, lo stesso pubblicato sulla fanpage istituzionale su Facebook, dove all’indomani del nubifragio del 15 luglio erano spuntati anche alcuni post (poi rimossi) con le foto di tantissimi libri aperti ad asciugare.

Volumi disposti ad asciugare sui banchi della biblioteca

Da giorni, compreso il fine settimana, i professionisti del Laboratorio di restauro della Regione stanno lavorando senza sosta per salvare quanti più libri possibile. Secondo una prima stima sarebbero circa tremila i volumi danneggiati dall’acqua, molti dei quali antichi, tra cui cinquecentine e seicentine, ma anche libri del Settecento fino a testi di epoca più recente. Fortunatamente, alcuni libri sono stati già asciugati, mentre per altri il lavoro di recupero è ancora lungo. Dopo l’alluvione, la direzione della biblioteca ha inviato una relazione all’assessorato regionale ai Beni culturali, allertando anche la Soprintendenza di Palermo.

 

“Abbiamo fatto un sopralluogo accertando che l’acqua si è infiltrata da una stanza del convitto nazionale, attigua alla torre libraria della biblioteca – ha spiegato a Le Vie dei Tesori News, la soprintendente Lina Bellanca – . Purtroppo, quando arriva una quantità d’acqua così importante in pochissimo tempo, non c’è pluviale o grondaia che riesca a reggere e smaltire in modo indolore le infiltrazioni”. Così, l’acqua è scivolata da sotto la porta del nono dei dieci piani della torre metallica che occupa tutto il corpo dell’edificio, tracimando giù nei piani inferiori, causando danni soprattutto al settimo e al quarto piano, dove sono custoditi libri antichi, fino al pianterreno dove si trovano quelli più moderni.

Uno dei volumi danneggiati

Fortunatamente i volumi storicamente più preziosi si sono salvati, perché si trovano in una sala blindata, ma il colpo subito dal patrimonio librario regionale è stato duro. I restauratori, pur avendo lavorato in emergenza e con strumenti a disposizione limitati, a fronte di un evento eccezionale e imprevedibile, hanno già messo in sicurezza diversi volumi. Adesso, non resta che aspettare la riapertura della biblioteca, la seconda nell’arco di un mese, dopo i tempi bui della quarantena.

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