L’Orto botanico di Palermo diventa plastic free

Un gruppo di giovani studenti ha stilato il regolamento, razionalizzato le zone di raccolta per la differenziata e definito tre punti di distribuzione di acqua potabile. Inoltre vigileranno sulla corretta gestione dei rifiuti

di Maria Laura Crescimanno

L’Orto botanico di Palermo non poteva tingersi di verde più di così. Da oggi è infatti la prima struttura cittadina “plastic free”, non solo a parole, ma nei fatti, in base ad un preciso regolamento scritto che viene consegnato in due lingue ai visitatori, che da oggi in avanti sono tenuti a rispettare nel giardino una rigorosa raccolta differenziata. Già questa è una buona notizia.

I volontari del servizio civile

La seconda è che lo si deve ad un laborioso gruppo di nove giovani studenti che svolgono per l’ateneo palermitano il servizio civile e che già da tempo lavoravano all’idea di un orto libero da plastica e rifiuti inquinanti. “Un team creativo e motivato che ha risposto al bando ValorizziAmo indetto dall’Università per avviare il servizio civile”, spiega il direttore del Simua, il Sistema museale dell’Università di Palermo, Paolo Inglese, in apertura del convegno di questa mattina che ufficialmente mette al bando qualsiasi utilizzo di plastica monouso nel giardino botanico. Coordinati da Chiara Siddiolo, i ragazzi oltre ad aver organizzato la giornata di evento dalle 10 alle 17.30, hanno disegnato il logo, realizzato grafica, stilato il regolamento, razionalizzato i punti di raccolta per la differenziata e definito tre punti di distribuzione di acqua potabile. Si impegneranno, inoltre, ad effettuare controlli tra i visitatori affinché non circolino più sacchetti, bottigliette  e bicchieri, ma soltanto materiali riciclabili, bioplastica e cartone biodegradabile. Come se non bastasse, in accordo con la direzione dell’Orto, hanno previsto la sostituzione dei vasi di plastica con quelli di terracotta.

Cestini per la differenziata all’Orto botanico

Il servizio civile ha una forte implicazione etica, spiegano. Si tratta di un periodo di lavoro di un anno, non rinnovabile e retribuito, basato su progettualità concrete nel sociale, per la cultura e l’ambiente, e si può svolgere a due passi da casa. Un altro vantaggio, è che si può cumulare con il curriculum universitario grazie ai crediti formativi, oltre ad offrire un’esperienza pratica in continuità con il corso di studi seguiti. La giornata di convegno in sala Lanza è stata arricchita anche da un incontro tematico a cura del Wwf Sicilia Nord Occidentale che ha approfondito il tema “Un mondo di plastica”,  poi un’esposizione ed il contest fotografico nella casa del Papiro, e nel pomeriggio un seminario del biologo marino Renato Chemello.

Un momento dell’incontro all’Orto botanico

“Presto avremo in giro per l’ateneo le borracce in alluminio personalizzate, e altre iniziative per meglio differenziare i rifiuti che partono dagli studenti – ha dichiarato il rettore Fabrizio Micari, presente all’incontro di oggi – . La sensibilità alle tematiche ambientali da parte dei nostri ragazzi è forte, hanno capito bene che il mondo di oggi è quello che lasceranno ai loro figli. Ben venga una forte campagna mediatica ampia e coinvolgente”.

“Entro fine giugno – ha aggiunto il presidente della Rap, Giuseppe Norata – daremo alla cittadella universitaria una speciale macchina che distribuirà acqua potabile a chi conferisce plastica. Si producono troppi rifiuti, un chilo e 600 pro capite in città sono davvero eccessivi”.

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