L’Oratorio delle Dame, tra devozione e solidarietà

In questo luogo di culto, nel cuore di Palermo, ancora oggi dopo secoli, le sorelle aiutano le donne prossime al parto o da poco diventate madri, confezionando abiti e biancheria per i bimbi dell’Albergheria. È uno dei beni aperti per Le Vie dei Tesori

di Federica Certa

“Non ci vedo quasi più, ma finché riuscirò a muovere le mani continuerò a cucire e ricamare i corredini”. I tempi cambiano, le mode passano, i riti si sfilacciano. Ma certe cose restano immutate. Agata Riva Sanseverino, superiora delle nobili Dame dell’Aspettazione del parto della Vergine, responsabile per le attività di assistenza che da quattro secoli accompagnano le donne dell’Albergheria prossime al parto o da poco diventate madri, se lo sente ripetere ogni anno: “Abbiamo tante volontarie che, nonostante gli acciacchi e l’età, non rinunciano a confezionare con le loro mani le copertine, i vestiti, la biancheria per i bimbi del quartiere, figli di ragazze palermitane in difficoltà, ma anche di tante giovani immigrate”.

Li chiamano “canestri”, una tradizione che inizia con la fondazione stessa della congregazione, all’inizio di Seicento, e prosegue cambiando registro e destinatari, ma sempre “con la stessa missione che ci caratterizza dalla nostra nascita”.

Il 18 dicembre, ricorrenza della Madonna del parto, i corredi – raccolti a centinaia dalle case delle consorelle, con o senza quarti di nobiltà – vengono sistemati sull’altare barocco in marmi mischi che domina il piccolo, splendido spazio dell’oratorio della Cappella delle Dame, in via Ponticello, e benedetti in vista della successiva distribuzione.

L’oratorio, dall’assetto canonico con anti-oratorio, aula e presbiterio rettangolare, è il cuore della congregazione, che negli anni dello scontro fra truppe napoleoniche e borboniche, quando la corte di Ferdinando IV si era rifugiata a Palermo, fu “governata” anche da diverse regine, da Maria Carolina a Elena Petrovich del Montenegro, passando per Margherita di Savoia.

Qui le dame, ancora oggi, si riuniscono ogni venerdì e pregano per la “buona morte” delle consorelle defunte e per le partorienti. Ma non solo. “Collaboriamo con il Centro di aiuto alla vita – racconta Riva Sanseverino – che per un anno e mezzo prende in carico giovani madri indigenti, con il Giardino di madre Teresa e con le sorelle comboniane di suor Valeria, che portano avanti una dura battaglia contro la tratta delle straniere, spesso appena bambine. Il nostro obiettivo – aggiunge – è far conoscere una parte di Palermo all’altra parte della città, che la ignora o non ne sa abbastanza”.

Per l’edizione 2018 de Le Vie dei tesori, l’oratorio di via Ponticello – già dichiarato monumento nazionale e “adottatato” dal festival l’anno scorso, quando fu scelto come uno dei luoghi da sostenere, con un finanziamento per avviare il restauro delle 39 panche e dello stallo lignei – aprirà al pubblico per due week-end di visite guidate e mostrerà il portale in pietra di Billiemi, sormontato dal medaglione in marmo bianco con il monogramma della Vergine, i ricchissimi stucchi barocchi, il “giardinello” e la sacrestia, la cappella affrescata dal maestro Antonino Grano con le opulente cornici scolpite, la parete del presbiterio decorata a trompe l’oeil con finte prospettive architettoniche, il ciclo di pitture dei “Misteri” e la tela della Madonna del parto, il crocefisso settecentesco, sovrastato dal quadro che raffigura l’ultima cena, l’altare arredato con una batteria di candelabri e vasetti di fiori in argento e la copia seicentesca dello “Spasimo di Sicilia”, l’opera dipinta da Raffaello conservata un tempo nell’omonima chiesa palermitana e oggi custodita al Prado di Madrid.

Tanti gli interventi di recupero che hanno interessato l’oratorio, il più delle volte grazie all’impegno delle dame che si sono autotassate: nel 1873 l’allora preside donna Bianca Lucchesi Palli si adoperò per arricchirlo con nuovi decori e raffinati pavimenti maiolicati, come testimonia la targa murata nell’intradosso del muro della porta d’ingresso dell’aula; nel 1957 si intervenne per riparare i danni dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, e, più recentemente, nell’85 sono stati eseguiti lavori di manutenzione straordinaria per arginare le infiltrazioni di acqua dalla copertura del tetto della cappella.

Eccezionalmente per Le Vie dei tesori, l’oratorio sarà aperto nei fine settimana del 19-20 e del 26, 27 e 28 ottobre, dalle 9 alle 12.30. Tutte le informazioni su leviedeitesori.com.

In questo luogo di culto, nel cuore di Palermo, ancora oggi dopo secoli, le sorelle aiutano le donne prossime al parto o da poco diventate madri, confezionando abiti e biancheria per i bimbi dell’Albergheria. È uno dei beni aperti per Le Vie dei Tesori

di Federica Certa

“Non ci vedo quasi più, ma finché riuscirò a muovere le mani continuerò a cucire e ricamare i corredini”. I tempi cambiano, le mode passano, i riti si sfilacciano. Ma certe cose restano immutate. Agata Riva Sanseverino, superiora delle nobili Dame dell’Aspettazione del parto della Vergine, responsabile per le attività di assistenza che da quattro secoli accompagnano le donne dell’Albergheria prossime al parto o da poco diventate madri, se lo sente ripetere ogni anno: “Abbiamo tante volontarie che, nonostante gli acciacchi e l’età, non rinunciano a confezionare con le loro mani le copertine, i vestiti, la biancheria per i bimbi del quartiere, figli di ragazze palermitane in difficoltà, ma anche di tante giovani immigrate”.

Li chiamano “canestri”, una tradizione che inizia con la fondazione stessa della congregazione, all’inizio di Seicento, e prosegue cambiando registro e destinatari, ma sempre “con la stessa missione che ci caratterizza dalla nostra nascita”.

Il 18 dicembre, ricorrenza della Madonna del parto, i corredi – raccolti a centinaia dalle case delle consorelle, con o senza quarti di nobiltà – vengono sistemati sull’altare barocco in marmi mischi che domina il piccolo, splendido spazio dell’oratorio della Cappella delle Dame, in via Ponticello, e benedetti in vista della successiva distribuzione.

L’oratorio, dall’assetto canonico con anti-oratorio, aula e presbiterio rettangolare, è il cuore della congregazione, che negli anni dello scontro fra truppe napoleoniche e borboniche, quando la corte di Ferdinando IV si era rifugiata a Palermo, fu “governata” anche da diverse regine, da Maria Carolina a Elena Petrovich del Montenegro, passando per Margherita di Savoia.

Qui le dame, ancora oggi, si riuniscono ogni venerdì e pregano per la “buona morte” delle consorelle defunte e per le partorienti. Ma non solo. “Collaboriamo con il Centro di aiuto alla vita – racconta Riva Sanseverino – che per un anno e mezzo prende in carico giovani madri indigenti, con il Giardino di madre Teresa e con le sorelle comboniane di suor Valeria, che portano avanti una dura battaglia contro la tratta delle straniere, spesso appena bambine. Il nostro obiettivo – aggiunge – è far conoscere una parte di Palermo all’altra parte della città, che la ignora o non ne sa abbastanza”.

Per l’edizione 2018 de Le Vie dei tesori, l’oratorio di via Ponticello – già dichiarato monumento nazionale e “adottatato” dal festival l’anno scorso, quando fu scelto come uno dei luoghi da sostenere, con un finanziamento per avviare il restauro delle 39 panche e dello stallo lignei – aprirà al pubblico per due week-end di visite guidate e mostrerà il portale in pietra di Billiemi, sormontato dal medaglione in marmo bianco con il monogramma della Vergine, i ricchissimi stucchi barocchi, il “giardinello” e la sacrestia, la cappella affrescata dal maestro Antonino Grano con le opulente cornici scolpite, la parete del presbiterio decorata a trompe l’oeil con finte prospettive architettoniche, il ciclo di pitture dei “Misteri” e la tela della Madonna del parto, il crocefisso settecentesco, sovrastato dal quadro che raffigura l’ultima cena, l’altare arredato con una batteria di candelabri e vasetti di fiori in argento e la copia seicentesca dello “Spasimo di Sicilia”, l’opera dipinta da Raffaello conservata un tempo nell’omonima chiesa palermitana e oggi custodita al Prado di Madrid.

Tanti gli interventi di recupero che hanno interessato l’oratorio, il più delle volte grazie all’impegno delle dame che si sono autotassate: nel 1873 l’allora preside donna Bianca Lucchesi Palli si adoperò per arricchirlo con nuovi decori e raffinati pavimenti maiolicati, come testimonia la targa murata nell’intradosso del muro della porta d’ingresso dell’aula; nel 1957 si intervenne per riparare i danni dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, e, più recentemente, nell’85 sono stati eseguiti lavori di manutenzione straordinaria per arginare le infiltrazioni di acqua dalla copertura del tetto della cappella.

Eccezionalmente per Le Vie dei tesori, l’oratorio sarà aperto nei fine settimana del 19-20 e del 26, 27 e 28 ottobre, dalle 9 alle 12.30. Tutte le informazioni su leviedeitesori.com.

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