L’itinerario Liberty di Palermo e quel museo che fa discutere

Non piace a tutti l’idea di costruire nell’area della ex Villa Deliella, ma l’intenzione della Regione è di creare un itinerario che metta a rete i tesori dell’Art Nouveau della città

di Ruggero Altavilla

Un itinerario del Liberty a Palermo, con il suo fulcro nel museo che sorgerà al posto di Villa Deliella, che metterà a rete altri luoghi simbolo della Belle Époque. È il progetto della giunta regionale contenuto in una delibera approvata pochi giorni fa su proposta dell’assessore ai Beni culturali, Alberto Samonà.

Torretta del Villino Ida

Oltre al museo del Liberty, per cui sono stati stanziati tre milioni di euro (ve ne abbiamo parlato qui), l’intenzione è di creare un itinerario che comprenda altri tesori dell’Art Nouveau, fra questi, Villino Ida, progettato nel 1903 dall’architetto Ernesto Basile, che diventerà museo di se stesso e sarà dedicato alla memoria dello stesso architetto, ma anche Villino Favaloro, che sarà la sede del museo regionale della fotografia, e il Villino Florio, destinato anche ad ospitare esposizioni temporanee oltre ad altre testimonianze dell’architettura liberty.

Villino Favaloro

Ma l’idea di ricostruire un edificio al posto del gioiello di Basile che fu distrutto in una notte più di 60 anni fa in piazza Crispi, non piace a tutti. C’è chi crede che non sia questo lo strumento giusto per risanare quella ferita inferta dal “sacco” di Palermo, che fa ancora male a distanza di tanti anni. È quanto sostiene la storica dell’arte Eva Di Stefano, che ha lanciato una raccolta firme online per istituire il museo del Liberty in altre sedi già esistenti, come lo stesso Villino Ida, ripensando a un diverso progetto di riqualificazione di piazza Crispi.

Villino Florio

“Non ci sembra la modalità più consona per risanare una ferita infliggerne una nuova, – si legge nella petizione online indirizzata ai vertici della Regione Siciliana – perché tale sarebbe investire in una nuova costruzione a fronte di un patrimonio di edifici da recuperare e più adatti allo scopo. La sede naturale del Museo del Liberty esiste già in via Siracusa, angolo via Villafranca: è il Villino Ida, edificio progettato da Ernesto Basile e sua dimora, capolavoro del Liberty palermitano e internazionale, e nelle sue geometrie vicino ai modelli della Secessione viennese, uno dei rari esempi rimasti in città”. Inoltre, nella petizione si fa riferimento anche a “un altro edificio di proprietà regionale che andrebbe recuperato, Palazzo Florio in via Catania, il cui prospetto si affaccia sul viale della Libertà, dove potrebbero essere allestite altre collezioni e testimonianze qualora lo spazio del Villino Ida si rivelasse insufficiente”.

Una foto storica di Villa Deliella

Nella petizione, che ha raggiunto quasi mille firme in poche ore, si chiede, infine, un “ripensamento sulle modalità di riqualificazione dell’area della ex Villa Deliella (potrebbe, per esempio, divenire una traccia di archeologia urbana legata alle vicende del sacco, vetrificando semplicemente dall’alto il piano interrato superstite in grado di accogliere, suggestivamente, il pubblico visitatore) e, per l’appunto, una più consona e meno dispendiosa localizzazione del museo del Liberty presso le sedi naturali già esistenti di cui è ricca la città di Palermo”.

Villino Messina Verderame

A proposito di Villino Ida – fanno sapere dall’assessorato regionale ai Beni culturali – all’Ars è attualmente depositato un ddl che prevede la sua trasformazione in casa-museo. Disegno di legge su cui il governo regionale ha dato da tempo parere favorevole. E infine, – aggiungono dagli uffici di via delle Croci – è di un paio di mesi fa la delibera di giunta che, su proposta dell’assessore all’Economia e vicepresidente della Regione, Gaetano Armao, ha stanziato 1.207.000 euro di risorse dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione per restaurare il Villino Messina Verderame (ve ne abbiamo parlato qui).

Torretta del Villino Favaloro

“Si tratta di un progetto ambizioso – dice l’assessore Samonà a proposito dell’itinerario dell’Art Nouveau – che unisce una visione e una progettazione innovativa degli spazi secondo i principi della rigenerazione urbana al recupero della memoria, valorizzando alcuni importanti luoghi-simbolo del Liberty. A questo proposito, – afferma ancora l’assessore – sono felice di apprendere che è in corso una petizione per chiedere di aprire proprio Villino Ida alla pubblica fruizione, praticamente sposando il progetto su cui siamo impegnati oramai da mesi. I luoghi del Liberty sono molti e l’istituzione da parte del governo regionale dell’itinerario dell’Art Nouveau pone finalmente le basi per la nascita di quel museo diffuso che ci consentirà di lasciarci alle spalle l’oblio dei decenni passati”.

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