Lisca Bianca sull’onda del turismo solidale

Tornano i progetti sociali dell’associazione che ha ereditato la storica imbarcazione. Previste passeggiate in mare, campus didattici, aperitivi e concerti

di Giulio Giallombardo

Ha solcato gli oceani di tutto il mondo, diventando simbolo della più audace e romantica impresa marinara siciliana. Probabilmente Sergio e Licia Albeggiani, quando tra il 1984 e il 1987 realizzarono il loro sogno facendo il giro del mondo sull’amata Lisca Bianca, non sapevano che quella barca costruita a Porticello sarebbe stata per sempre avvolta da un’aura mitica. Oggi, dopo trent’anni d’abbandono, lo storico Carol Ketch di 11 metri realizzato dall’artigiano Carlo Treviso, tra il 1979 e il 1981, è diventato un vero e proprio monumento della città di Palermo.

Sergio Albeggiani durante il primo giro del mondo

Dopo la morte di Sergio Albeggiani, colpito da un malore a Las Palmas, dove si trovava con la moglie per il secondo viaggio intorno al mondo sulla Lisca Bianca, l’imbarcazione è stata abbandonata per molti anni, rischiando addirittura la demolizione. Nel 2014 è stata, quindi, ceduta dalla famiglia all’omonima associazione, con l’impegno, una volta ristrutturata, di destinarla ad attività sociali e di promozione della cultura marinara. Così ha inizio la rinascita di Lisca Bianca, oggi esempio di turismo solidale, ormeggiata alla Cala e “adottata” dagli studenti dell’istituto nautico “Gioeni Trabia” di Palermo, all’interno della 25esima edizione di “Panormus. La scuola adotta la città”.

L’associazione Lisca Bianca si prepara alla nuova stagione di attività, portando avanti i progetti di inclusione e inserimento lavorativo dei giovani svantaggiati, gli stessi che hanno contributo al restauro della storica imbarcazione. A partecipare alla rinascita dell’imbarcazione sono stati infatti i ragazzi dell’Istituto penale per i minorenni di Palermo e quelli della comunità di Sant’Onofrio, dedicata al recupero dei tossicodipendenti. I promotori da cui ha avuto origine il progetto sono stati l’Istituto Don Calabria e l’associazione Apriti Cuore onlus, che da anni si occupano di gestione di luoghi, comunità e iniziative in questo settore.

Lisca Bianca durante il varo del 1981

Così, con un aperitivo preparato dai ragazzi di Cottiinfragranza, laboratorio di prodotti da forno nato all’interno del Malaspina di Palermo, l’associazione festeggia, oggi alle 19 alla Cala, l’inizio della nuova stagione che, tra passeggiate in mare e campus didattici, si concluderà a fine settembre. Il calendario è ancora da definire, ma si partirà con un progetto già sperimentato lo scorso anno che coinvolge i piccoli pazienti del reparto di oncologia dell’Ospedale dei Bambini “Di Cristina”. Accompagnati da un tutor, vivranno l’esperienza di navigazione in barca a vela, che ha aspetti anche terapeutici. Con l’associazione di educazione ambientale “Palma Nana”, a luglio, previsti due mini-charter per ragazzi dagli 11 ai 14 e dai 14 ai 17 anni alla volta della riserva dello Zingaro, accompagnati da un biologo marino. E ancora, spazio, a due tipi di escursioni solidali: di mattina a Capo Zafferano o Mondello, e al pomeriggio, nelle ore del tramonto, verso la costa nord, in direzione Monte Pellegrino, con una sosta per fare un tuffo in mare e sorseggiare un aperitivo. Quest’anno, inoltre, saranno previste anche escursioni più lunghe, dai due ai quattro giorni, per vivere l’esperienza del pernottamento in barca. Una delle mete sarà Ustica. Infine, torneranno i concerti a bordo e altri appuntamenti legati ad eventi astronomici, come la notte di San Lorenzo, o a ricorrenze come il Festino di Santa Rosalia.

Lisca Bianca durante gli anni dell’abbandono – foto Filippo Mancuso

“Noi crediamo nel mare non solo come terapia, ma come strumento di coesione”, spiega a Le Vie dei Tesori News, lo skipper Marco Mancini, che fa parte dell’equipaggio e dell’associazione Lisca Bianca. “Le attività di turismo solidale che portiamo avanti – prosegue – entrano in un circolo virtuoso, perché chi viene da noi non solo fa una bella esperienza di navigazione in barca a vela, ma ci aiuta a proseguire le nostre attività sociali finalizzate al supporto delle comunità più fragili. In più, contribuisce a mantenere viva questa storica barca, che ha bisogno di continua manutenzione”.

Tornano i progetti sociali dell’associazione che ha ereditato la storica imbarcazione. Previste passeggiate in mare, campus didattici, aperitivi e concerti

di Giulio Giallombardo

Ha solcato gli oceani di tutto il mondo, diventando simbolo della più audace e romantica impresa marinara siciliana. Probabilmente Sergio e Licia Albeggiani, quando tra il 1984 e il 1987 realizzarono il loro sogno facendo il giro del mondo sull’amata Lisca Bianca, non sapevano che quella barca costruita a Porticello sarebbe stata per sempre avvolta da un’aura mitica. Oggi, dopo trent’anni d’abbandono, lo storico Carol Ketch di 11 metri realizzato dall’artigiano Carlo Treviso, tra il 1979 e il 1981, è diventato un vero e proprio monumento della città di Palermo.

Sergio Albeggiani durante il primo giro del mondo

Dopo la morte di Sergio Albeggiani, colpito da un malore a Las Palmas, dove si trovava con la moglie per il secondo viaggio intorno al mondo sulla Lisca Bianca, l’imbarcazione è stata abbandonata per molti anni, rischiando addirittura la demolizione. Nel 2014 è stata, quindi, ceduta dalla famiglia all’omonima associazione, con l’impegno, una volta ristrutturata, di destinarla ad attività sociali e di promozione della cultura marinara. Così ha inizio la rinascita di Lisca Bianca, oggi esempio di turismo solidale, ormeggiata alla Cala e “adottata” dagli studenti dell’istituto nautico “Gioeni Trabia” di Palermo, all’interno della 25esima edizione di “Panormus. La scuola adotta la città”.

L’associazione Lisca Bianca si prepara alla nuova stagione di attività, portando avanti i progetti di inclusione e inserimento lavorativo dei giovani svantaggiati, gli stessi che hanno contributo al restauro della storica imbarcazione. A partecipare alla rinascita dell’imbarcazione sono stati infatti i ragazzi dell’Istituto penale per i minorenni di Palermo e quelli della comunità di Sant’Onofrio, dedicata al recupero dei tossicodipendenti. I promotori da cui ha avuto origine il progetto sono stati l’Istituto Don Calabria e l’associazione Apriti Cuore onlus, che da anni si occupano di gestione di luoghi, comunità e iniziative in questo settore.

Lisca Bianca durante il varo del 1981

Così, con un aperitivo preparato dai ragazzi di Cottiinfragranza, laboratorio di prodotti da forno nato all’interno del Malaspina di Palermo, l’associazione festeggia, oggi alle 19 alla Cala, l’inizio della nuova stagione che, tra passeggiate in mare e campus didattici, si concluderà a fine settembre. Il calendario è ancora da definire, ma si partirà con un progetto già sperimentato lo scorso anno che coinvolge i piccoli pazienti del reparto di oncologia dell’Ospedale dei Bambini “Di Cristina”. Accompagnati da un tutor, vivranno l’esperienza di navigazione in barca a vela, che ha aspetti anche terapeutici. Con l’associazione di educazione ambientale “Palma Nana”, a luglio, previsti due mini-charter per ragazzi dagli 11 ai 14 e dai 14 ai 17 anni alla volta della riserva dello Zingaro, accompagnati da un biologo marino. E ancora, spazio, a due tipi di escursioni solidali: di mattina a Capo Zafferano o Mondello, e al pomeriggio, nelle ore del tramonto, verso la costa nord, in direzione Monte Pellegrino, con una sosta per fare un tuffo in mare e sorseggiare un aperitivo. Quest’anno, inoltre, saranno previste anche escursioni più lunghe, dai due ai quattro giorni, per vivere l’esperienza del pernottamento in barca. Una delle mete sarà Ustica. Infine, torneranno i concerti a bordo e altri appuntamenti legati ad eventi astronomici, come la notte di San Lorenzo, o a ricorrenze come il Festino di Santa Rosalia.

Lisca Bianca durante gli anni dell’abbandono – foto Filippo Mancuso

“Noi crediamo nel mare non solo come terapia, ma come strumento di coesione”, spiega a Le Vie dei Tesori News, lo skipper Marco Mancini, che fa parte dell’equipaggio e dell’associazione Lisca Bianca. “Le attività di turismo solidale che portiamo avanti – prosegue – entrano in un circolo virtuoso, perché chi viene da noi non solo fa una bella esperienza di navigazione in barca a vela, ma ci aiuta a proseguire le nostre attività sociali finalizzate al supporto delle comunità più fragili. In più, contribuisce a mantenere viva questa storica barca, che ha bisogno di continua manutenzione”.

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