“L’inquinamento? Dentro l’uomo”

Giuseppe La Spada, artista milazzese, inaugura un’originalissima mostra al Castello della sua città. Si chiama “Fluctus”. E spiega: “Quintali di plastica nei fiumi e nei mari stanno generando l’embrione del futuro”

di Marco Russo

“Stiamo diventando plastica, nel cuore, nel modo di pensare. Avere intrapreso questo percorso significa avere anche un ruolo sociale, cercare di sintetizzare una traccia, fare dell’arte un’architettura sociale. Il termine ‘Fluctus’ porta con sé nella sua fonetica due momenti: uno leggero quasi di sospensione, il fluire sussurrato di quello che arriva o ci lascia. E poi un momento pesante, come l’impatto di un colpo assestato nello stomaco, così forte da farci fermare, frastornati dal riverbero”. Così Giuseppe La Spada, artista digitale, spiega il senso della sua opera, nata da una preoccupazione: il mare sta diventando sempre più inquinato, inghiottito da fiumi di plastica, come un’ onda sconsiderata che l’uomo continua a produrre.

“Se alzo gli occhi, sento il peso di una massa nera sopra il mio capo – dice – come se ci fosse improvvisamente qualcosa con cui fare i conti e paradossalmente lo sento dentro con empatia. Forse per noi umani è iniziata l’era delle conseguenze, l’era del comprendere le responsabilità dei nostri gesti passati. Stiamo diventando plastica, nel cuore, nel modo di pensare. Quintali di plastica nei fiumi e nei mari stanno generando l’embrione del futuro”. La Spada è convinto che il vero inquinamento risieda dentro l’essere umano e che lo abbia talmente penetrato da farne parte. “È la nostra parte nascosta, fumosa, estranea, buia. Come, appunto, un’onda di plastica nera, carnosa, che nelle fattezze e nella cromia rappresenta l’incombenza e la decadenza che l’essere umano sta vivendo. Un’onda scura che aleggia sulle nostre teste come un monito”.

Vincitore nel 2007 del Webby Awards (gli Oscar di Internet), La Spada ha collaborato con molti artisti, da Ryuichi Sakamoto (che ha composto una sua “voce della natura” musicale su un progetto visivo dell’artista siciliano) a Marco Mengoni, per il quale ha realizzato il video della canzone vincitrice a Sanremo nel 2013, “L’essenziale”. Ma La Spada è anche convinto di una battaglia che sta conducendo da anni contro l’inquinamento dei mari. Un digital-artist impegnato nell’ecologia: da questo duplice volto nasce Fluctus, l’installazione site specific che si inaugura domani, giovedì, alle 20 nel Duomo antico, all’interno del Castello di Milazzo (Me). L’iniziativa, promossa dal Comune di Milazzo, rientra nell’ambito del Mish Mash Festival, rassegna di musica underground che si svolge fino a domenica.

Sull’opera l’artista sottolinea che è come un “Leviatano che tutto assorbe, mastica e rigurgita: rappresenta la visione di un mare che sta diventando sempre più inquinato a causa del nostro comportamento. Una grande onda che, solitaria, chiede con forza il cambiamento collettivo, per ricucire (o tentare di ricucire) questa netta separazione dalla natura che ormai è in atto. Inarrestabile”.

Giuseppe La Spada, artista milazzese, inaugura un’originalissima mostra al Castello della sua città. Si chiama “Fluctus”. E spiega: “Quintali di plastica nei fiumi e nei mari stanno generando l’embrione del futuro”

di Marco Russo

“Stiamo diventando plastica, nel cuore, nel modo di pensare. Avere intrapreso questo percorso significa avere anche un ruolo sociale, cercare di sintetizzare una traccia, fare dell’arte un’architettura sociale. Il termine ‘Fluctus’ porta con sé nella sua fonetica due momenti: uno leggero quasi di sospensione, il fluire sussurrato di quello che arriva o ci lascia. E poi un momento pesante, come l’impatto di un colpo assestato nello stomaco, così forte da farci fermare, frastornati dal riverbero”. Così Giuseppe La Spada, artista digitale, spiega il senso della sua opera, nata da una preoccupazione: il mare sta diventando sempre più inquinato, inghiottito da fiumi di plastica, come un’ onda sconsiderata che l’uomo continua a produrre.

“Se alzo gli occhi, sento il peso di una massa nera sopra il mio capo – dice – come se ci fosse improvvisamente qualcosa con cui fare i conti e paradossalmente lo sento dentro con empatia. Forse per noi umani è iniziata l’era delle conseguenze, l’era del comprendere le responsabilità dei nostri gesti passati. Stiamo diventando plastica, nel cuore, nel modo di pensare. Quintali di plastica nei fiumi e nei mari stanno generando l’embrione del futuro”. La Spada è convinto che il vero inquinamento risieda dentro l’essere umano e che lo abbia talmente penetrato da farne parte. “È la nostra parte nascosta, fumosa, estranea, buia. Come, appunto, un’onda di plastica nera, carnosa, che nelle fattezze e nella cromia rappresenta l’incombenza e la decadenza che l’essere umano sta vivendo. Un’onda scura che aleggia sulle nostre teste come un monito”.

Vincitore nel 2007 del Webby Awards (gli Oscar di Internet), La Spada ha collaborato con molti artisti, da Ryuichi Sakamoto (che ha composto una sua “voce della natura” musicale su un progetto visivo dell’artista siciliano) a Marco Mengoni, per il quale ha realizzato il video della canzone vincitrice a Sanremo nel 2013, “L’essenziale”. Ma La Spada è anche convinto di una battaglia che sta conducendo da anni contro l’inquinamento dei mari. Un digital-artist impegnato nell’ecologia: da questo duplice volto nasce Fluctus, l’installazione site specific che si inaugura domani, giovedì, alle 20 nel Duomo antico, all’interno del Castello di Milazzo (Me). L’iniziativa, promossa dal Comune di Milazzo, rientra nell’ambito del Mish Mash Festival, rassegna di musica underground che si svolge fino a domenica.

Sull’opera l’artista sottolinea che è come un “Leviatano che tutto assorbe, mastica e rigurgita: rappresenta la visione di un mare che sta diventando sempre più inquinato a causa del nostro comportamento. Una grande onda che, solitaria, chiede con forza il cambiamento collettivo, per ricucire (o tentare di ricucire) questa netta separazione dalla natura che ormai è in atto. Inarrestabile”.

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