Lina Bellanca saluta la Soprintendenza, trent’anni al servizio dei beni culturali

La dirigente va in pensione dopo un’esperienza professionale in prima linea, tra restauri, vincoli, progetti e interventi di tutela di palazzi, chiese e monumenti

di Giulio Giallombardo

Trent’anni di lavoro tra sopralluoghi, restauri e pareri sulla tutela della bellezza. Lina Bellanca saluta gli uffici della Soprintendenza di Palermo, che ha guidato fino ad oggi, dopo un’esperienza professionale a tutto tondo in prima linea su più fronti: progetti, restauri, vincoli da apporre, gare d’appalto, sanatorie e interventi di somma urgenza. Un architetto “militante” sempre sul campo, che dall’1 gennaio 2021, alla scadenza dell’incarico triennale, andrà in pensione.

Lina Bellanca con Sebastiano Tusa

La sua avventura negli uffici regionali inizia nel 1990, dopo aver vinto un concorso come dirigente tecnico alla Presidenza della Regione Siciliana. Ma già due anni dopo, è già alla Soprintendenza, in servizio nella sezione Beni architettonici, viaggiando in lungo e in largo per una decina d’anni tra i centri della provincia. “Allora gli architetti facevano tutto, – ricorda Bellanca – non c’erano le divisioni per ambiti di competenza come oggi, dunque mi occupavo di ogni settore, dalle sanatorie ai restauri, fino ai vincoli. Forse era meglio allora, perché si poteva avere, secondo me, una visione d’insieme del territorio che oggi non c’è”.

Il loggiato di Palazzo Ajutamicristo, sede della Soprintendenza

Ai vertici della Soprintendenza da tre anni, nominata dall’allora assessore regionale ai Beni culturali, Vittorio Sgarbi, Lina Bellanca – prima come dirigente della sezione Beni architettonici, poi come soprintendente – ha inanellato una pioggia d’incarichi di progettazione e direzione dei lavori, svolti per l’amministrazione regionale. Per non parlare dei tantissimi interventi di somma urgenza finanziati dall’assessorato regionale ai Beni culturali e dal Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno.

La Cappella Palatina

“Mi considero fortunata, – ammette la soprintendente – quando frequentavo la facoltà di architettura, non avrei mai immaginato di avere questa opportunità. Aver condotto interventi di restauro su monumenti così straordinari mi ha dato delle soddisfazioni enormi”. E in effetti, si fa fatica a scorrere l’interminabile lista di lavori a cui l’architetto ha lavorato, che spaziano da Palermo fino a tutta la provincia. Tra gli interventi più importanti, certamente, c’è il restauro della Cappella Palatina, svolto in sinergia con Guido Meli, con la sponsorizzazione del Gruppo Würth. Un lavoro che si è sviluppato nell’arco di tre anni, dal 2005 al 2008, e ha riguardato sia l’esterno che gli interni del monumento normanno. Un recupero, a cantiere aperto, che ha consentito di valorizzare un bene di straordinaria importanza nella storia dell’arte medievale. Prima ancora, c’è stato il cantiere di Villa Cattolica, a Bagheria, recuperata e riaperta come Museo Guttuso; per non parlare degli allestimenti museali nella Cattedrale di Palermo, con la cripta e il tesoro, fino al diaconico e al percorso nella zona normanna.

I giardini di Maredolce

E ancora, tra i progetti portati avanti, il restauro delle sale del piano nobile del Palazzo Arcivescovile di Palermo e l’allestimento del Museo Diocesano di Monreale; il recupero della chiesa di San Giacomo dei Militari, all’interno della caserma Dalla Chiesa, e del Castello Beccadelli di Marineo, fino alla recente valorizzazione di Palazzo Ajutamicristo, tornato a essere sede della Soprintendenza, e del Castello di Maredolce, liberato dagli abusivi, dove sta rinascendo il giardino grazie all’affidamento ad alcune cooperative che curano l’area verde. Ultimo lavoro, ma non meno importante, è il cantiere di scavi archeologici a Villa Napoli, dove sono state scoperte le vasche arabe della Cuba Soprana (ve ne abbiamo parlato qui).

Scavi alla Piccola Cuba

“In questi anni ho sempre cercato di dialogare con tutti, dai privati agli enti locali, fino alle istituzioni – sottolinea Bellanca – , ho fatto del mio meglio per cambiare l’immagine di questo ufficio, spesso malvisto soprattutto per gli aspetti legati alla tutela. Siamo molto pressati da tantissime persone che hanno una quantità inverosimile di sanatorie edilizie, uno dei fenomeni peggiori che abbiamo in Sicilia, ma quasi mai osteggiato dalle classi dirigenti. I nostri uffici sono pieni di pratiche del genere che rallentano il nostro lavoro, cosa che non dice nessuno, basti pensare che lavoriamo ancora a sanatorie del 1985. Ormai la gente non rispetta più le regole, perché poi ci sono le sanatorie, questo è il messaggio peggiore che in questi anni si è dato”.

Il chiostro del Duomo di Monreale

Un percorso professionale, quello della soprintendente, che adesso lascia in sospeso – non senza un pizzico di amarezza – tanti cantieri che stanno per partire. C’è la programmazione di interventi di restauro su quasi tutti i siti normanni più importanti, con progetti già finanziati sul chiostro del Duomo di Monreale, sulla cattedrale di Cefalù, sul Castello dell’Uscibene e ancora su Maredolce. “Avrei voluto prolungare il mio incarico per un altro anno – ammette la soprintendente – sono tanti cantieri e il nostro ufficio è in difficoltà perché non ci sono professionalità sufficienti a seguirli tutti. Ma evidentemente, la mia disponibilità non è stata presa in considerazione e sono state fatte delle scelte diverse. Ma non importa, adesso voglio azzerare tutto e voltare pagina, dopo un anno difficilissimo per tutti”.

La chiesa dell’Origlione

Una nota stonata di fine incarico che, però, non cancella le emozioni di una vita spesa a servizio dei beni culturali. Tra i ricordi più belli, l’apertura della Chiesa dell’Origlione, a Ballarò, nel 2018, in occasione di Manifesta 12. “Gli operai erano giovani migranti che lavoravano in una cooperativa – ricorda la soprintendente, con un pizzico di commozione – con una piccola cifra, abbiamo riaperto e ripulito questa chiesa straordinaria che era in condizioni terribili, e durante l’inaugurazione sono stati questi ragazzi a ringraziare noi per l’opportunità che avevano avuto. È stato un giorno bellissimo”.

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