“L’Estate del 78” di Alajmo vince il Premio Cento libri Alassio

Il romanzo dello scrittore siciliano racconta una storia privata che esplora i grandi temi della vita con delicatezza, “pudore autoironico e una tenerezza accorata che gli valgono la partecipazione del lettore” e il premio della giuria internazionale di autorevoli italianisti

di Marco Russo

Un legame che si spezza nel modo più lacerante e che trova la forza di essere raccontato con la maturità: “L’estate del ’78” di Roberto Alajmo, pubblicato da Sellerio, racconta il trauma che ha segnato la vita dello scrittore e direttore del teatro Biondo di Palermo, il suicido della madre. Un testo che ha vinto il “Premio Alassio Cento libri. Un autore per l’Europa” che sarà consegnato il 1 settembre ad Alassio.

Il volume racconta il non detto dei rapporti familiari, a partire da quell’estate del 1978: i genitori si sono separati, il giovane Roberto, che è rimasto con il padre, è a Mondello con degli amici per preparare la maturità, quando la madre compare all’angolo di una strada assolata, in attesa. È stanca, imbarazzata, si accontenta di poche parole di convenienza. Sarà il loro ultimo incontro. Che succede nei tre mesi seguenti, prima che la polizia la ritrovi esanime nel suo appartamento?
“Alajmo estrae da una storia privata i grandi temi della vita e li interroga con una delicatezza, una sapienza, un pudore autoironico e una tenerezza accorata che gli valgono la gratitudine e la partecipazione del lettore – ha scritto nelle motivazioni del premio Ernesto Ferrero, scrittore e presidente della giuria – Non esibisce e non nasconde, e trova la giusta misura per fare di una vicenda individuale qualcosa che contribuisce a una miglior conoscenza dell’umano”.

 La giuria dell’edizione di quest’anno è composta oltre che dal presidente Ferrero, da Giulio Anselmi, Luigi Barlocco, Alberto Beniscelli, Giovanni Bogliolo, Franco Gallea, Franco Manzitti, Lorenzo Mondo e Antonio Ricci. A questa commissione tecnica si affianca una commissione di illustri italianisti docenti di letteratura italiana nelle università estere, come Martin McLaughlin (Oxford), Gennady Kiselev (Mosca), Michael Roessner (Monaco di Baviera), Maria de Las Nieves Muniz Muniz (Barcellona) e Claude Cazalé Bérard (Parigi).
Sul palco di piazza Partigiani, ad Alassio, il 1 settembre Ferrero consegnerà il premio, a condurre la manifestazione sarà Gerry Scotti, mentre lo scrittore siciliano si sottoporrà al fuoco incrociato delle domande di Gallea.

Tra i libri di Alajmo ricordiamo “Repertorio dei pazzi della città di Palermo” (Garzanti), “Le scarpe di Polifemo e altre storie siciliane” (Feltrinelli), “Cuore di madre” (Mondadori), “È stato il figlio”, (Mondadori, da cui è stato tratto il film di Daniele Ciprì con Toni Servillo), “Palermo è una cipolla” (Laterza), “Carne Mia” (Sellerio).

Il romanzo dello scrittore siciliano racconta una storia privata che esplora i grandi temi della vita con delicatezza, “pudore autoironico e una tenerezza accorata che gli valgono la partecipazione del lettore” e il premio della giuria internazionale di autorevoli italianisti

di Marco Russo

Un legame che si spezza nel modo più lacerante e che trova la forza di essere raccontato con la maturità: “L’estate del ’78” di Roberto Alajmo, pubblicato da Sellerio, racconta il trauma che ha segnato la vita dello scrittore e direttore del teatro Biondo di Palermo, il suicido della madre. Un testo che ha vinto il “Premio Alassio Cento libri. Un autore per l’Europa” che sarà consegnato il 1 settembre ad Alassio.

Il volume racconta il non detto dei rapporti familiari, a partire da quell’estate del 1978: i genitori si sono separati, il giovane Roberto, che è rimasto con il padre, è a Mondello con degli amici per preparare la maturità, quando la madre compare all’angolo di una strada assolata, in attesa. È stanca, imbarazzata, si accontenta di poche parole di convenienza. Sarà il loro ultimo incontro. Che succede nei tre mesi seguenti, prima che la polizia la ritrovi esanime nel suo appartamento?
“Alajmo estrae da una storia privata i grandi temi della vita e li interroga con una delicatezza, una sapienza, un pudore autoironico e una tenerezza accorata che gli valgono la gratitudine e la partecipazione del lettore – ha scritto nelle motivazioni del premio Ernesto Ferrero, scrittore e presidente della giuria – Non esibisce e non nasconde, e trova la giusta misura per fare di una vicenda individuale qualcosa che contribuisce a una miglior conoscenza dell’umano”.

 La giuria dell’edizione di quest’anno è composta oltre che dal presidente Ferrero, da Giulio Anselmi, Luigi Barlocco, Alberto Beniscelli, Giovanni Bogliolo, Franco Gallea, Franco Manzitti, Lorenzo Mondo e Antonio Ricci. A questa commissione tecnica si affianca una commissione di illustri italianisti docenti di letteratura italiana nelle università estere, come Martin McLaughlin (Oxford), Gennady Kiselev (Mosca), Michael Roessner (Monaco di Baviera), Maria de Las Nieves Muniz Muniz (Barcellona) e Claude Cazalé Bérard (Parigi).
Sul palco di piazza Partigiani, ad Alassio, il 1 settembre Ferrero consegnerà il premio, a condurre la manifestazione sarà Gerry Scotti, mentre lo scrittore siciliano si sottoporrà al fuoco incrociato delle domande di Gallea.

Tra i libri di Alajmo ricordiamo “Repertorio dei pazzi della città di Palermo” (Garzanti), “Le scarpe di Polifemo e altre storie siciliane” (Feltrinelli), “Cuore di madre” (Mondadori), “È stato il figlio”, (Mondadori, da cui è stato tratto il film di Daniele Ciprì con Toni Servillo), “Palermo è una cipolla” (Laterza), “Carne Mia” (Sellerio).

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