Le isole siciliane si preparano alla “fase due”

Mentre la Regione pensa a incentivi e bonus per i turisti, nelle piccole “oasi” in mezzo al mare si studiano strategie per convivere col virus in vista della bella stagione

di Maria Laura Crescimanno

L’estate è alle porte, e l’industria turistica è in ginocchio. Mentre a livello nazionale si discute sull’idea del bonus di 500 euro a famiglia per le vacanze, all’assessorato regionale al Turismo si lavora ad una strategia di incremento dei flussi di incoming con un piano di iniziative volte ad incoraggiare il turista che sceglie la Sicilia e le sue località sicure, con agevolazioni di bonus sui servizi e pacchetti che, acquistati dalla Regione, saranno poi offerti gratuitamente come incentivo con un effetto definito moltiplicatore. La proposta dell’assessore Manlio Messina è stata inserita nella nuova legge finanziaria.

Faro di Punta Omo Morto a Ustica (foto Maria Laura Crescimanno)

Nelle isole minori siciliane, che hanno goduto durante l’inverno di un isolamento naturale, l’effetto covid è stato pressoché assente, anche grazie ai controlli delle forze dell’ordine. Si sono registrati solo alcuni casi isolati. Un virus che, seppur ancora poco conosciuto dai virologi, sembra non destare preoccupazioni per la sua presenza in mare. Spiega infatti il biologo marino Franco Andaloro che in mare vivono già altri coronavirus non patogeni e che, allo stato delle conoscenze attuali ed in assenza di future mutazioni adattative del virus, il covid 19 non può sopravvivere a lungo in acqua, dove, in ogni caso, avrebbe enormi diluizioni al fine del contagio.

La spiaggia di Pollara a Salina

Adesso, come sarà la stagione balneare nei piccoli eden isolani, dove il mare grazie all’effetto lockdown di queste settimane si è rigenerato con effetti che sono sotto gli occhi di tutti, è un rebus sul quale molti in queste ore si stanno cimentando; di sicuro i sindaci locali che si riuniscono via skype per confrontarsi su possibili soluzioni da proporre. L’intento comune, in attesa del nuovo decreto del governo in materia di sicurezza, è quello di far partire la stagione 2020 forse più avanti del solito, ma proteggendo sia i residenti da eventuali contagi che i lavoratori e i turisti nelle strutture.

Salina vista dall’alto

Spiega Clara Rametta, sindaco di Malfa, nell’isola di Salina, proprietaria dell’hotel Signum: “Sino a ieri sera con i soci del consorzio Salina Isola Verde, che riunisce oltre venti operatori di strutture pubbliche, siamo stati in video conferenza per cercare di definire un protocollo di possibile riapertura in sicurezza, dal nostro punto di vista, da sottoporre poi insieme agli altri sindaci, alla Regione. L’idea è di farci trovare pronti per inizio giugno, prima sarebbe rischioso per tutti, residenti, lavoratori e visitatori. Ancora le soluzioni sono aperte alla discussione per arrivare ad un regolamento comune. Oltre alle distanze sociali ed all’uso di mascherine, stiamo ragionando sull’ipotesi di tamponi da poter fare nei porti d’ingresso ai turisti, a carico della pubblica amministrazione, per chi arriva agli imbarchi e non sia provvisto di screening di immunità o di altra documentazione che escluda la presenza di virus in corso. Per i lavoratori degli hotel e ristoranti invece, pensiamo ad un controllo a spese dei gestori da ripetere ogni 15 giorni. Escludiamo comunque le soluzioni che prevedano schermi di plexiglass sulle spiagge e nei luoghi di ritrovo all’aperto”.

Uno scorcio di Ustica (foto Maria Laura Crescimanno)

Sull’isola di Ustica, meta di subacquei nazionali ed internazionali che di solito cominciano ad arrivare da maggio per la stagione, nessuno si sbilancia in previsioni. I diving infatti non intravedono facili soluzioni alla questione del distanziamento sociale da mantenere sulle barche e nei gommoni. Il sindaco Salvatore Militello, spiega: “Stiamo lavorando anche noi alla nota congiunta con le altre isole minori, anche se personalmente la stagione turistica mi pare piuttosto compromessa. È d’obbligo molta prudenza in questo momento, anche perché il tema della sicurezza da mantenere per gli abitanti è primario. Sull’isola non abbiamo avuto casi di contagio, l’inverno è trascorso in una segregazione che per noi è abbastanza usuale”.

Il centro di accoglienza dell’Area marina protetta di Ustica

“Ho proposto l’abbattimento tariffario del 40 per cento del costo del biglietto di aliscafo, che dovrebbe essere pagato dalla Regione – prosegue il sindaco – , quando un protocollo di sicurezza comune sarà condiviso e comunicato a livello regionale. Sulla piccola isola di Ustica, area marina protetta, ci sarà anche un problema di accessi al mare, già pochi e regolamentati dalle prescrizioni dell’Amp. Un’idea potrebbe essere quella di aprire altri accessi al mare nella zona dello Spalmatore, per assicurare ancor più le distanze tra le persone. Per il turismo subacqueo non abbiamo soluzioni attuative al momento, si attendono linee guida dal Ministero, da cui comunque dipende l’Area marina protetta”.

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1 Comment

  1. Scritto bene questo articolo è utilissimo sia per fare conoscere le isole siciliane dal punto di vista naturalistico che anche per rendere noto il fatto che sono a contagio “zero” . Le agevolazioni per raggiungerle e per soggiornarvi sono la ciliegina sulla torta.

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