L’elegante dimora del “signore dello zolfo”

Villa Testasecca, a Caltanissetta, è uno splendido esempio di residenza nobiliare di campagna nel cuore della Sicilia. Si potrà ammirare in occasione del festival Le Vie dei Tesori

di Marco Russo

Era la residenza del “signore dello zolfo”, il conte Ignazio Testasecca, una delle personalità più importanti e influenti nella Caltanissetta dell’Ottocento. L’affascinante Villa Testasecca è un emblematico esempio di dimora nobiliare di campagna nel cuore della Sicilia, sorta grazie alle possibilità economiche di una tra le famiglie nissene più ricche e potenti.

Villa Testasecca

La villa, realizzata nella seconda metà del XIX secolo, dalle forme eleganti e col suo caratteristico color rosso pompeiano, oggi fa parte dell’Associazione Dimore Storiche Italiane e appartiene alla famiglia Benza, che ne ha curato il restauro. È uno dei luoghi aperti in occasione del festival Le Vie dei Tesori, che per il terzo anno consecutivo torna a Caltanissetta, nei tre weekend dal 13 al 29 settembre, in contemporanea con altre città siciliane (ve ne abbiamo parlato qui). Inoltre, proprio a Villa Testasecca è in programma, sabato 21 settembre, una visita con degustazione di vini Planeta, guidata di un esperto (qui per prenotare).

Il giardino della villa

La famiglia Testasecca, originaria di Canicattì, deve la sua fortuna dall’unione tra il medico Gaetano Testasecca e Anna Maria Curcuruto, giovane rampolla di professionisti nisseni: da loro nacque nel 1849, Ignazio che per tutta la vita amministrò l’enorme patrimonio ereditato dai Curcuruto, tra cui la solfara in contrada Juncio e dieci feudi per un totale di 4000 ettari. Vicino al re, Ignazio Testasecca fu nominato conte dopo la realizzazione del “ricovero di mendicità” per gli orfani e i poveri, che fece costruire in onore dei 25 anni delle nozze reali del re Umberto I con la regina Margherita.

Il prospetto

L’imponente dimora, su tre elevazioni, si trova in contrada Bagno, lungo la strada che da Caltanissetta porta a San Cataldo e si inserisce in quello che rimane del Parco Testasecca, ex Parco Curcuruto. Dal portale d’ingresso, sormonato da una elegante balconata, passavano carrozze e auto, sino a giungere al portale opposto, sul lato sud del giardino, dove si trova una grande scalinata monumentale a tenaglia. Le elevazioni della villa sono caratterizzate da un intonaco di colore rosso pompeiano, racchiuso dalle paraste bianche e cornici marcapiano, che inquadrano le grandi aperture provviste di cornici, con persiane verdi. Notevole è la grande terrazza panoramica che si affaccia sulle colline nissene.

Il cimitero monumentale

La famiglia Testasecca oggi riposa nella cappella gentilizia fatta costruire dal conte Ignazio, nel cimitero monumentale che si trova a ridosso della chiesa di Santa maria degli Angeli. Sia il cimitero che la chiesa sono luoghi visitabili durante il festival (qui tutti i siti), quest’ultima, in particolare, mai aperta al pubblico dopo il restauro. Addossati al castello di Pietrarossa, i loculi e le cappelle gentilizie sono uno spaccato storico delle abitudini ottocentesche, in vita come in morte. Tra le tombe più spettacolari, quella dei Morillo di Trabonella, scavata in una cavità della roccia di Pietrarossa, forse un’antica stanza del castello e proprio la cappella gentilizia dei Testasecca, con guglie e una cripta, mentre la tomba dei Calefati vanta un peristilio a colonne.

La cappella Testasecca

Tornando al festival, novità di quest’anno, poi, sono i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città protagoniste. Dunque, chi dal capoluogo siciliano volesse andare alla scoperta dei tesori di Caltanissetta, potrà farlo domenica 22 settembre (qui per prenotare il pullman). Per informazioni sul festival a Caltanissetta visitare la pagina https://leviedeitesori.com/caltanissetta/. Per restare aggiornati su tutte le altre iniziative, visite e appuntamenti visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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1 Comment

  1. I nostri tesori nascosti e mai valorizzati. Dagli stessi nisseno che dovrebbero prendersene cura, e farli conoscere al tutto il mondo,le nostre ricchezze patrimonio dell’umanità

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