Legumi siciliani, nasce un’associazione per valorizzarli

Tra gli obiettivi, puntare alla cultura alimentare dell’Isola per valorizzare la biodiversità e promuovere la produzione di qualità

di Marco Russo

Sono alimenti d’eccellenza, dalle origini antiche, ma in grado di competere con le sfide dell’agricoltura del futuro. Ai legumi siciliani è rivolta un’associazione che sta per costituirsi, formata da agronomi, ambientalisti, imprenditori e esperti. Sarà presentata venerdì 19 marzo alle 21, nel corso di una diretta sulla pagina Facebook dell’AssoCea Messina, associazione per lo sviluppo sostenibile e Centro di educazione ambientale Messina Aps (questo il link).

Il logo dell’associazione

Un giorno non casuale per presentare la costituenda associazione “Legumi siciliani”, a cui hanno già aderito: Francesca Rita Cerami, segretario generale dell’Idimed, Istituto per la promozione e valorizzazione della Dieta mediterranea; l’economista Pietro Busetta, il giornalista e scrittore Mario Liberto, l’agronomo Paolo Castelli e Francesco Cancellieri, presidente dell’AssoCea Messina.

Fagioli

“Abbiamo scelto il giorno di San Giuseppe perché questa ricorrenza celebra la condivisione, la fiducia, l’alleanza e il territorio – spiegano dalla costituenda associazione – . La minestra di San Giuseppe, infatti, veniva preparata dalle persone che avendo ricevuto la grazia dal Santo, ne cuocevano in grandi quantità, e ne distribuivano ai bisognosi. Una minestra semplice e genuina, come in fondo è San Giuseppe, simbolo della famiglia e dell’umiltà. In alcune zone della Regione, era usanza invitare a pranzo le persone più povere e condividere con loro un piatto di pasta con legumi, verdure spontanee e olio evo, simbolo della nostra tanto amata dieta mediterranea”.

Ceci

Dedicata alla memoria dell’agronomo Giuseppe Zaffuto, scomparso pochi mesi fa, l’associazione vuole puntare sulla cultura alimentare siciliana, per valorizzare la biodiversità e promuovere la produzione di qualità. Dunque, riflettori accesi su tutte le varietà di leguminose: lenticchie, fagioli, fave, ceci, piselli, lupini, cicerchie, arachidi, carrubo. “Crediamo che i legumi siciliani abbiano un valore culturale, ambientale ed economico – si legge nel manifesto dell’associazione – . Vogliamo investire in questa direzione le nostre energie e abbiamo la consapevolezza che è necessario aggregarsi e fare squadra. Siamo unici perché in Sicilia non esiste un organismo nel settore delle leguminose e ci rendiamo conto che, oggi più che mai, ci sono le condizioni per generare una rete di operatori del comparto che si riconoscono in valori, modelli operativi e visioni”.

Tra gli obiettivi, l’associazione punterà a informare sugli aspetti nutritivi dei legumi, diffondendo la conoscenza delle specificità agronomiche. Poi, la valorizzazione della biodiversità colturale anche attraverso l’avvio di campi sperimentali e di borse di studio, in collaborazione con la Banca del Germoplasma di Ucria, con le università e i centri di ricerca. Si lavorerà anche per aumentare la coltivazione su base regionale, così da sopperire alla mancanza prodotto locale sul mercato regionale. Spazio anche alla sostenibilità nei diversi passaggi della filiera, dalla produzione al riutilizzo degli scarti e a campagne di sensibilizzazione mirate all’aumento del consumo dei legumi.

“Abbiamo preso consapevolezza che in Sicilia vantiamo una cultura gastronomica stratificata e secolare, – scrivono i fondatori nel manifesto – custodiamo tesori di biodiversità vegetale e possediamo terreni vocati alla produzione. Rimane da sviluppare un lavoro di messa a sistema, di confronto, di dialogo, di raggruppamento strategico per conquistare qualità, quantità, prezzo, mercato, salute. Siamo sicuri che questo obiettivo possiamo raggiungerlo solo se ci lavoriamo insieme, ognuno con le sue competenze e specificità, tutti sullo stesso piano”.

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