Le Vie dei Tesori tornano a Trapani con 25 luoghi

Carceri inaccessibili, campanili panoramici, palazzi nobiliari, aree archeologiche e un inedito progetto per i più piccoli

di Redazione

È stata una delle città protagoniste del festival lo scorso anno, con la Torre della Colombaia, luogo più gettonato. Le Vie dei Tesori tornano a Trapani dopo i numeri strabilianti della precedente edizione, con un debutto da oltre quindicimila visitatori, che le ha fatto superare tutte le altre città siciliane, al di fuori di Palermo. Saranno 25 i luoghi visitabili, durante i tre weekend dal 13 al 29 settembre, per questa seconda partecipazione festival che da tredici anni apre e racconta decine e decine di siti inediti (qui tutti i luoghi da visitare). Prima a Palermo, dove ad ogni edizione la città si è trasformata in un unico museo diffuso; poi due anni fa è stata la volta di Messina, Caltanissetta, Siracusa, Agrigento che hanno risposto in maniera straordinaria; poi ancora, l’anno scorso, le città siciliane che hanno aperto le porte sono state dieci più una mini edizione nazionale a Milano, Mantova e la Valtellina. Quest’anno Le Vie dei Tesori si allarga a quindici centri di tutta la Sicilia, in un percorso che mette insieme capoluoghi, città d’arte ma anche piccoli borghi che aspettano soltanto di essere scoperti.

Torre campanaria di San Domenico

A Trapani il festival si srotola con l’aiuto del Comune e della Diocesi e l’organizzazione logistica dell’associazione Agorà, formata da giovani trapanesi che per il secondo anno vogliono scommettere sulla loro città. Il Castello della Colombaia sarà l’unico sito su prenotazione e si raggiungerà in barca, ma ci si potrà arrampicare sul campanile ottagonale di San Domenico salendo la sua particolarissima scala elicoidale, oppure passeggiando sotto i portici dei due chiostri; scoprire i balconcini teatrali e i ricami di stucco della delicatissima Immacolatella. La chiesa di Santa Maria del Gesù, invece, è appena riaperta dopo il restauro e offre un doppio tesoro: perché una commovente Madonna invetriata di Andrea della Robbia si affaccia da un baldacchino in marmo del Gagini.

Torre di Bonagia

Trapani è veramente una scoperta, giocata soprattutto tra conventi e chiese nascoste, ma non si devono dimenticare le sue biblioteche preziose – la Fardelliana ha un patrimonio di 170 mila volumi e conserva le incisioni del Piranesi – prima di raggiungere l’antica Vicaria, oggi museo d’arte moderna e contemporanea la Salerniana; passare sotto gli archi barocchi di palazzo Riccio di San Gioacchino, fermarsi a palazzo D’Alì dove fu girato un episodio della “Piovra”, giungere tra gli arredi di palazzo Milo Pappalardo con la sua sala soppalcata dedicata alla musica; e chiudere con le due tonnare, la Bonagia con la cappelletta dove il rais pregava prima della mattanza, e la tonnara San Giuliano, dimenticata dai fascisti e oggi un tesoro da recuperare.

Santa Maria dell’Itria

Un passo indietro per ritrovare le chiese: conchiglie e frutti sorgono tra gli stucchi scenografici della Cappella della Mortificazione, marmi mischi e stucchi alla Badia Nuova. Le leggende dei crocifissi: si narra che quello di Santa Maria dell’Itria rivestito in guscio di tartaruga sia rimasto al suo posto proprio per volere del Cristo in croce; e al crocifisso di San Domenico sono stati attribuiti diversi miracoli. San Pietro, invece, fa storia a sé: è l’unica chiesa a cinque navate e custodisce l’organo più complesso d’Europa, costruito nella prima metà dell’ ‘800.

Affreschi di Palazzo Milo Pappalardo

Inoltre, saranno organizzate sette passeggiate d’autore alla scoperta della città (potete prenotarle qui). Le prime due (domenica 15 e 29 settembre), sulle “Leggende legate alla città” saranno guidate da Luigi Biondo, a lungo direttore del Polo regionale per i siti culturali, e oggi direttore del Museo Riso; quindi, su un bus ATM scoperto si potrà andare alla scoperta delle Saline di Nubia, tra fenicotteri rosa, falchi e avocette (domenica 22 settembre due possibilità, sia alle 10 che alle 12, a cura di Valeria Grizzaffi) oppure del giardino ottocentesco di Villa Margherita, protagonista di una visita “botanica” con Rotary e Piero Sansone (tre appuntamenti, sabato 14, 21 e 28 settembre). Poi, anche a Trapani, arriva il Festival Kids, per guidare i più piccoli alla scoperta dei luoghi, tramite visite teatralizzate, storie e laboratori. E, novità di quest’anno, i viaggi in pullman con gite giornaliere da Palermo per le altre città del festival (ve ne abbiamo parlato qui).

“È bellissimo rivedere qui Le Vie dei Tesori: vuol dire che ci credete voi e ci crediamo noi – sorride l’assessore comunale alla Cultura di Trapani, Rosalia D’Alì -; il Comune si impegna ad aprire e riconsegnare alla città i suoi luoghi pubblici. Quindi Le Vie dei Tesori sposano benissimo il nostro lavoro”. Secondo padre Gaspare Gruppuso, rettore della Cattedrale, “l’amore per il bello, è un modo per volersi bene”. Trapani è l’unica delle città siciliane, tranne Palermo, ad aver organizzato sia le passeggiate che un programma dedicato ai bambini. “Trapani l’anno scorso è andata ben oltre le aspettative – interviene il vicepresidente de Le Vie dei Tesori, Marcello Barbaro –. Ormai non è più una sfida, ma una certezza. È l’unica città a presentare un programma completo, attento ai diversi utenti, l’unica oltre a Palermo, ornai rodata da dodici anni”.

“Quest’anno siamo passati da 17 luoghi a 25, e abbiamo cercato di proporre percorsi nuovi e siti inediti – spiega Dario Gentile, presidente di Agorà -; penso a Palazzo Milo Pappalardo, che sarà una sorpresa fantastica anche per i trapanesi, come anche la bottega di Platimiro Fiorenza, l’ultimo corallaro. E sono già arrivate le prime prenotazioni per la Torre della Colombaia”.

Per informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18, oppure visitare il sito www.leviedeitesori.com.

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