Le Vie dei Tesori tornano a Siracusa

La città aretusea si prepara a bissare il successo dello scorso anno, con 25 luoghi tra siti inediti, chiese, cappelle e piccoli musei. Appuntamento col festival nei tre weekend dal 14 al 30 settembre

di Redazione

C’è un filo rosso che lega il Teatro Comunale di Siracusa e il Teatro Massimo di Palermo: per costruirli si dovettero sacrificare due conventi. E la maledizione delle monache cadde sulle sale. A Siracusa rinunciarono all’incarico sia Giovan Battista Basile (altro legame con Palermo) che Antonio Breda, e il teatro fu completato da Damiani Almeyda.

È questo uno dei tanti storytelling con protagonisti i luoghi di Siracusa: saranno 25 quest’anno quelli che saranno aperti da Le Vie dei Tesori, il festival che da dodici anni apre e racconta decine e decine di siti inediti, trasformando le città in un unico museo diffuso, visitabile con un unico coupon.

Siracusa vara quindi la nuova edizione, nei tre weekend, dal 14 al 30 settembre, e si prepara a bissare il successo dell’anno scorso: tanti luoghi aperti, tra siti inediti, chiese, cappelle e piccoli musei. Per raccontare la città candida che affonda profondamente nella storia greca, la patria di Archimede, capitale dell’Impero bizantino, distrutta dal terremoto del 1693 e rinata barocca. Oggi, patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, che l’anno scorso ha festeggiato le 2750 primavere.

La presentazione del programma (consultabile online nella sezione del nostro sito cliccando qui) si è svolta oggi alla Galleria regionale di Palazzo Bellomo, nel cuore di Ortigia. “Ritorniamo a Siracusa – dice Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori – con la sicurezza che il pubblico affollerà di nuovo i siti, scoprendo luoghi che anche i siracusani conoscono poco. Perché lo spirito della manifestazione è proprio quello di valorizzare le migliori realtà cittadine e di trasformare le città in musei diffusi e narrati, che offrano le stesse modalità di visita, e che siano visitabili facilmente da cittadini e turisti. Questo produce una straordinaria moltiplicazione di visitatori”.

Dello stesso avviso Fabio Granata, assessore comunale alla Cultura, che stamattina ha presentato la manifestazione alla Galleria regionale di Palazzo Bellomo, a giornalisti, insegnanti, partner, ospiti del direttore Lorenzo Guzzardi. “Le Vie dei Tesori ci ha indicato un metodo: aprire i luoghi, raccontarli ai visitatori; sta a noi amministratori continuare sulla stessa scia e renderli disponibili per tutto l’anno. O intervenire per aprire luoghi magari già restaurati ma ancora non disponibili”.

La direttrice del Museo Paolo Orsi, Maria Musumeci ha sottolineato la disponibilità del giardino di Villa Landolina, “un angolo verde straordinario per questa città che di posti così ne possiede pochissimi. Persino i siracusani ignorano questo giardino, conoscono solo il museo”.

Alla conferenza sono intervenuti Giuliana Taverniti, dell’Usr (Ufficio scolastico Regionale) che impegnerà per Le Vie del Tesori, 150 studenti – non solo di Siracusa, ma anche di Avola, Pachino e Augusta -, nel progetto Alternanza Scuola Lavoro; il tenente di Vascello Anna Bonanno che ha raccontato l’ex Stazione marittima che aprirà i battenti per il festival, e suor Lucia sulla chiesa di santa Maria della Concezione. Presente Giuseppe Castrogiovanni che cura la Biblioteca Vittorini, che il primo weekend di programmazione resterà chiusa per un problema tecnico.

L’anno scorso quattro altre città siciliane sono state protagoniste di un primo progetto pilota: Siracusa registrò un vero e proprio boom di visite, seguita da Messina, Caltanissetta e Agrigento. In due weekend, Siracusa contò 12.277 visitatori entusiasti.

Il luogo più gettonato fu il Castello Maniace (2831 visitatori), seguito dall’Apollonion (1021 visitatori), dalla chiesa di San Filippo Apostolo con l’ipogeo (961). Quest’anno si replica, e il Festival arriva in tutta la Sicilia con tappe anche a Trapani, Ragusa, Modica, Scicli, tutte nei weekend tra il 14 e il 30 settembre; poi i tradizionali 5 weekend a Palermo (dal 5 ottobre al 4 novembre) e infine Catania (dal 19 ottobre al 4 novembre). E un nuovo progetto-pilota, stavolta in Nord Italia.

Quest’anno, il viaggio de Le Vie dei Tesori si insinua nell’antica Giudecca, passa dall’ipogeo e arriva alla Cappella Sveva nel cuore del Palazzo Arcivescovile. Ma prima chiede aiuto agli dei benevoli: ecco l’Artemision di Ortigia, consacrato alla dea vergine, i cui resti sono nel seminterrato dell’antico palazzo del Senato (oggi Comune); o le Latomie che i frati trasformarono da necropoli in giardino. Le biblioteche: l’Archivio di Stato con i suoi 80 mila volumi e un frammento del “Codice Aristotelico”; e l’Alagoniana con i suoi 72.800 testi, tra codici miniati e incunaboli; e lo studio intonso di Elio Vittorini. I segreti: dal pavimento in arenaria bianca, tale e quale un merletto, a San Filippo Neri; il parco millenario, pressoché sconosciuto, del museo Paolo Orsi. E tanto, tanto altro.

In collaborazione con Planeta, sono state organizzate, pagando un contributo, anche due visite guidate d’autore con degustazione di vini: due venerdì, 14 settembre alle 19 al Teatro Comunale e il 28 settembre a Palazzo Greco. Vanno prenotate sul sito www.leviedeitesori.it. Per le visite nei luoghi non occorre prenotare. Basta acquisire il coupon per l’ingresso con visita guidata sul sito e presentarsi all’ingresso dei luoghi.

La città aretusea si prepara a bissare il successo dello scorso anno, con 25 luoghi tra siti inediti, chiese, cappelle e piccoli musei. Appuntamento col festival nei tre weekend dal 14 al 30 settembre

di Redazione

C’è un filo rosso che lega il Teatro Comunale di Siracusa e il Teatro Massimo di Palermo: per costruirli si dovettero sacrificare due conventi. E la maledizione delle monache cadde sulle sale. A Siracusa rinunciarono all’incarico sia Giovan Battista Basile (altro legame con Palermo) che Antonio Breda, e il teatro fu completato da Damiani Almeyda.

È questo uno dei tanti storytelling con protagonisti i luoghi di Siracusa: saranno 25 quest’anno quelli che saranno aperti da Le Vie dei Tesori, il festival che da dodici anni apre e racconta decine e decine di siti inediti, trasformando le città in un unico museo diffuso, visitabile con un unico coupon.

Siracusa vara quindi la nuova edizione, nei tre weekend, dal 14 al 30 settembre, e si prepara a bissare il successo dell’anno scorso: tanti luoghi aperti, tra siti inediti, chiese, cappelle e piccoli musei. Per raccontare la città candida che affonda profondamente nella storia greca, la patria di Archimede, capitale dell’Impero bizantino, distrutta dal terremoto del 1693 e rinata barocca. Oggi, patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, che l’anno scorso ha festeggiato le 2750 primavere.

La presentazione del programma (consultabile online nella sezione del nostro sito cliccando qui) si è svolta oggi alla Galleria regionale di Palazzo Bellomo, nel cuore di Ortigia. “Ritorniamo a Siracusa – dice Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori – con la sicurezza che il pubblico affollerà di nuovo i siti, scoprendo luoghi che anche i siracusani conoscono poco. Perché lo spirito della manifestazione è proprio quello di valorizzare le migliori realtà cittadine e di trasformare le città in musei diffusi e narrati, che offrano le stesse modalità di visita, e che siano visitabili facilmente da cittadini e turisti. Questo produce una straordinaria moltiplicazione di visitatori”.

Dello stesso avviso Fabio Granata, assessore comunale alla Cultura, che stamattina ha presentato la manifestazione alla Galleria regionale di Palazzo Bellomo, a giornalisti, insegnanti, partner, ospiti del direttore Lorenzo Guzzardi. “Le Vie dei Tesori ci ha indicato un metodo: aprire i luoghi, raccontarli ai visitatori; sta a noi amministratori continuare sulla stessa scia e renderli disponibili per tutto l’anno. O intervenire per aprire luoghi magari già restaurati ma ancora non disponibili”.

La direttrice del Museo Paolo Orsi, Maria Musumeci ha sottolineato la disponibilità del giardino di Villa Landolina, “un angolo verde straordinario per questa città che di posti così ne possiede pochissimi. Persino i siracusani ignorano questo giardino, conoscono solo il museo”.

Alla conferenza sono intervenuti Giuliana Taverniti, dell’Usr (Ufficio scolastico Regionale) che impegnerà per Le Vie del Tesori, 150 studenti – non solo di Siracusa, ma anche di Avola, Pachino e Augusta -, nel progetto Alternanza Scuola Lavoro; il tenente di Vascello Anna Bonanno che ha raccontato l’ex Stazione marittima che aprirà i battenti per il festival, e suor Lucia sulla chiesa di santa Maria della Concezione. Presente Giuseppe Castrogiovanni che cura la Biblioteca Vittorini, che il primo weekend di programmazione resterà chiusa per un problema tecnico.

L’anno scorso quattro altre città siciliane sono state protagoniste di un primo progetto pilota: Siracusa registrò un vero e proprio boom di visite, seguita da Messina, Caltanissetta e Agrigento. In due weekend, Siracusa contò 12.277 visitatori entusiasti.

Il luogo più gettonato fu il Castello Maniace (2831 visitatori), seguito dall’Apollonion (1021 visitatori), dalla chiesa di San Filippo Apostolo con l’ipogeo (961). Quest’anno si replica, e il Festival arriva in tutta la Sicilia con tappe anche a Trapani, Ragusa, Modica, Scicli, tutte nei weekend tra il 14 e il 30 settembre; poi i tradizionali 5 weekend a Palermo (dal 5 ottobre al 4 novembre) e infine Catania (dal 19 ottobre al 4 novembre). E un nuovo progetto-pilota, stavolta in Nord Italia.

Quest’anno, il viaggio de Le Vie dei Tesori si insinua nell’antica Giudecca, passa dall’ipogeo e arriva alla Cappella Sveva nel cuore del Palazzo Arcivescovile. Ma prima chiede aiuto agli dei benevoli: ecco l’Artemision di Ortigia, consacrato alla dea vergine, i cui resti sono nel seminterrato dell’antico palazzo del Senato (oggi Comune); o le Latomie che i frati trasformarono da necropoli in giardino. Le biblioteche: l’Archivio di Stato con i suoi 80 mila volumi e un frammento del “Codice Aristotelico”; e l’Alagoniana con i suoi 72.800 testi, tra codici miniati e incunaboli; e lo studio intonso di Elio Vittorini. I segreti: dal pavimento in arenaria bianca, tale e quale un merletto, a San Filippo Neri; il parco millenario, pressoché sconosciuto, del museo Paolo Orsi. E tanto, tanto altro.

In collaborazione con Planeta, sono state organizzate, pagando un contributo, anche due visite guidate d’autore con degustazione di vini: due venerdì, 14 settembre alle 19 al Teatro Comunale e il 28 settembre a Palazzo Greco. Vanno prenotate sul sito www.leviedeitesori.it. Per le visite nei luoghi non occorre prenotare. Basta acquisire il coupon per l’ingresso con visita guidata sul sito e presentarsi all’ingresso dei luoghi.

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