Il Festival a Palermo per “rinascere nella bellezza”

Il Festival nel capoluogo riparte con 75 luoghi, 30 esperienze e 100 passeggiate d’autore. Debutta Monreale tra chiese sconosciute e terrazze mozzafiato

di Redazione

“Rinascere nella bellezza” abbracciando ancora una volta chiese, palazzi, carceri, oratori, ville nobiliari, ex conventi, archivi. Le Vie dei Tesori ritorna a Palermo, dove è nata quattordici anni fa, e aggiunge la vicina Monreale, con un inedito percorso tra chiese sconosciute e terrazze mozzafiato affacciate sulla valle. In quest’anno speciale, è stato messo insieme un programma diverso, meno siti – rinviati alla prossima edizione, tutti quelli in cui non si può condurre la visita in sicurezza, vuoi per il contingentamento, vuoi per la struttura del luogo – ma più esperienze. Non potendo accogliere le scuole, il festival ha scelto di aprire i siti sabato e domenica, dal 3 ottobre, aggiungendo una “coda” novembrina, fino all’8.

Il Castello di Maredolce

Il Festival ritorna a Palermo con 75 luoghi, 30 esperienze, 100 passeggiate d’autore e due itinerari d’artista (qui per scoprire il programma completo), in collaborazione con oltre cento tra partner pubblici e privati: l’assessorato ai Beni culturali della Regione siciliana con la sua Soprintendenza e i musei, i Comuni di Palermo e di Monreale, le diocesi, l’Università di Palermo, la Fondazione Unesco, il mondo della scuola, i teatri, le associazioni, le cooperative e tutta la filiera turistico-culturale. Visite per acqua, terra e mare, il Festival quest’anno spinge a percorsi slow, green, di conoscenza, di scoperta, magari invoglia al bruscolo di avventura sempre rimandata – un volo in piper, un’immersione in sicurezza, una visita in sottomarino -, ma anche degustazioni, mostre pop, cookingclass dedicate allo street food, e tanto altro. Non dimentica l’itinerario contemporaneo, in un palazzo nobiliare prestato all’arte e in una storica galleria; né le famose passeggiate d’autore, condotte da storici, botanici, giornalisti, appassionati.

Un momento della conferenza stampa a Villa Niscemi

“In questo anno e in questo periodo di ripartenza, anche Le Vie dei Tesori è, come ognuno di noi, in fase di start-up – dice il sindaco Leoluca Orlando intervenuto alla conferenza stampa di presentazione a Villa Niscemi – ma è questa la loro natura: pur avendo ormai una grande esperienza, si presentano ogni anno in forma innovativa, ampliando l’offerta, arricchendo le modalità di fruizione e confermando lo straordinario valore di promozione della conoscenza del nostro territorio”. Un festival trasversale che scopre beni culturali, diventa vettore turistico, investe sui giovani. “Il comparto del turismo è stato il più colpito, ricordiamoci sempre che rappresenta il 13 per cento del Pil dell’Isola – interviene l’assessore regionale al Turismo Manlio Messina – ma siamo vicini a chi decide di mettersi in gioco e ripartire”.

Laura Anello

“La Regione partecipa a questa festa della cultura con un cospicuo numero di monumenti e siti che costituiscono parte integrante del nostro ricchissimo patrimonio storico-culturale”, invia il suo saluto l’assessore regionale ai Beni Culturali Alberto Samonà. Il festival, ideato nel 2006 in occasione del Bicentenario dell’Università di Palermo, rafforza il suo rapporto con l’istituzione. “Saranno oltre cento gli studenti dell’Ateneo che svolgeranno il loro tirocinio formativo obbligatorio nei luoghi delle Vie dei Tesori, accolti dagli enti che fanno parte del partenariato, a partire dalla Regione, dal Comune, dalla diocesi” annuncia l’assessore regionale all’Istruzione Roberto Lagalla. Affiancheranno i cento ragazzi che lavoreranno nell’ambito del Festival, insieme con una quarantina di volontari, con il supporto degli studenti in alternanza scuola-lavoro. “La mission del progetto si può riassumere in una sola frase – spiega Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori onlus -: far crescere lacomunità a partire dal suo patrimonio, materiale e immateriale. Le Vie dei Tesori è un grande laboratorio di narrazione collettivo, un’occasione di riconoscimento identitario, di inclusione sociale, di comunità. Per ripartire, insieme, con la bellezza”.

I LUOGHI 

L’Aquarium dell’Orto botanico

A Palermo il Festival durerà sei weekend, dal 3 ottobre fino all’8 novembre. Le chicche quest’anno non mancano, anche se il numero dei luoghi è forzatamente ridotto (qui tutti i luoghi). E le sorprese neanche: sono gli stessi responsabili a parlarne, che sposano un’unica visione di intenti, aperture e percorsi inediti: Paolo Inglese, direttore del Simua, sistema museale dell’Università, spiega che per il festival verrà presentato l’allestimento dell’herbarium all’Orto Botanico; Caterina Greco, direttore del Museo Salinas esporrà i reperti etruschi della collezione Bonci Casuccini; padre Giuseppe Bucaro, a capo dei Beni Culturali della Diocesi, ricorda che aprono le porte tutti gli oratori serpottiani e il convento di santa Caterina, Aurelio Angelini per Fondazione Unesco, dà supporto organizzativo.

Cantiere di restauro dell’Hotel delle Palme

Ed eccoci ai tanti altri luoghi. Giungendo al Teatro del Sole, avete più volte notato uno dei Quattro Canti in rovina? Bene, Palazzo Costantino nasconde un affresco straordinario (perfettamente conservato) del Velasco. All’Albergo delle Povere ci sono ancora le vasche per la coltivazione dei bachi da seta e a Villa Airoldi, i saloni decorati si affacciano sul green; l’Hotel delle Palme mostrerà, soltanto ai visitatori del festival, i primi ambienti restaurati dove soggiornò Wagner, al Museo Salinas verranno esposti i reperti etruschi della collezione Bonci Casuccini, all’Abatellis si entrerà nei laboratori accessibili solo ai restauratori, a Palazzo Ajutamicristo la Soprintendenza ospita due pannelli a mosaico dell’insegna liberty del famoso panificio Morello al Capo; a Palazzo Utveggio vi mostreranno i saloni affrescati dal Gregorietti, appena recuperati, e alla Tonnara Bordonaro, le feritoie per le mitragliatrici della Guerra.

Serbatoi di San Ciro

Apriranno le porte tutti gli oratori serpottiani e, tra merletti di stucco, si scoprirà la prima “Santa Rosalia patrona” del Van Dyck al Santissimo Rosario in San Domenico, e nel festival ritornano anche le famose carceri della Santa Inquisizione dello Steri con i graffiti dei detenuti. Villa Niscemi debutterà con le sontuose stanze private, Villa Boscogrande aprirà i saloni amati da Visconti e Villa Airoldi quelli affrescati affacciati sul green (dove potrete anche prendere una lezione di golf). Fuori città, minacciano di essere uno dei luoghi più gettonati di questa edizione, le vasche di san Ciro  dell’Amap, due serbatoi capaci di oltre 35mila metri cubi d’acqua, ricoperti da volte a botte sostenute da archi e pilastri. La visita è affascinante perché si osservano le acque di Scillato che si gettano con forza nelle vasche.

LE ESPERIENZE

Villa Tasca

Anche a Palermo, le esperienze saranno il punto di forza di questa edizione, un modo per riprendersi la città, dedicando tempo a se stessi (qui tutte le esperienze). Per tutti i gusto: i più avventurosi potranno volare in piper sulla città, o sfrecciare a 100 chilometri orari sulle Madonie, scoprire il waterfront in barca a vela, scendere nei fondali su un fiammante red submarine o immergersi senza paura con i sub. Si andrà a cavallo in un maneggio storico o si entrerà nei palazzi con la guida dei proprietari (Villa Virginia è deliziosamente liberty, e visitandola si contribuirà al restauro di una parete dipinta da Otama; Villa Tasca aprirà i saloni privati); nelle Stanze al genio ci si muove tra 5000 mattonelle, le orchidee dell’Orto Botanico hanno un profumo diverso di notte.

Area archeologica su Monte Iato

Si potrà salire guidati dagli archeologici sia a Monte Iato che a Solunto, dove vi mostreranno la necropoli e la cripta appena ritrovata; si potrà visitare il laboratorio di Mimmo Cuticchio, seguire i duelli tra cristiani e saraceni al Museo delle Marionette (sia qui che all’Orto, laboratori per i più piccoli, in tutta sicurezza) o assistere a una cantata al Ditirammu. Con i frati si conteranno le tombe storiche di Santa Maria del Gesù o si raggiungeranno glie remi su Monte Grifone, mentre da Gitto vi racconteranno al storia del “verde” di Mondello e a Maredolce, i giardini dell’emiro. Senza dimenticare la bici, sui passi di Donna Franca Florio o lungo i percorsi protetti dall’Unesco; né le degustazioni: street food a Casa San Francesco (con tanto di lezione di cucina); pranzo dai nobili natali allo Stand Florio (e non dimenticate la mostra di foto storiche della famiglia, affidate dalla pronipote donna Costanza Afan de Rivera, scomparsa da pochi giorni), brunch al Museo Salinas o assaggiare la birra prodotta dai monaci di San Martino delle Scale, perdersi tra i profumi del caffè Morettino.

Il chiostro della Magione

Il festival proporrà una visita privilegiata a diverse mostre che stanno per aprire in città: dai pezzi originali del misterioso Banksy tra Loggiato San Bartolomeo e l’inedita Fondazione Barbaro, alle foto del maestro giapponese Sukita su David Bowie a Sant’Elia, sottolineati dal sovrintendente Antonio Ticali; dalla più grande collezione di bronzi di Antonio Ugo alla galleria Athena alla collezione la mostra sulla sterminata collezione di maioliche degli antiquari Tschinke-Daneu al Convento della Magione, – come spiega la soprintendente Lina Bellanca che apre anche nuovi percorsi a Palazzo Ajutamicristo, con due pannelli a mosaico dell’insegna liberty del famoso panificio Morello al Capo – fino alla personale di Laura Panno alla normanna cappella dell’Incoronata.

LE PASSEGGIATE

A spasso con Le Vie dei Tesori

Ci saranno, poi, circa cento passeggiate, condotte da botanici, guide naturalistiche, giornalisti, storici, appassionati (qui tutte le passeggiate). Quest’anno si potrà partecipare, in piena sicurezza, seguendo poche regole fondamentali, dalla mascherina lungo i percorsi al distanziamento. Dai Quattro Mandamenti alle periferie, dentro e fuori le “mura”, di giorno e di notte, all’alba e al tramonto, dalla Palermo araba alle incursioni di street art, fino ai giri in bicicletta. Tante passeggiate green anche per scoprire che i dintorni della città sono straordinari. e visto che quest’anno il festival ha dovuto rinunciare al suo coté kids, diverse passeggiate saranno per tutta la famiglia, con una particolare attenzione per i più piccoli.

L’ITINERARIO CONTEMPORANEO

Palazzo Oneto di Sperlinga

Torna anche quest’anno l’Itinerario contemporaneo. Due le sedi scelte da Paola Nicita: si visiteranno gli spazi del palazzo-cantiere Oneto di Sperlinga, popolato da opere e installazioni di Emanuele Lo Cascio, Luca Bullaro e Francesco Santoro, che hanno come tema il senso dell’abitare, concretamente e metaforicamente. Mentre nello storico Palazzo Petrulla, da quarant’anni ha sede la galleria L’Altro Arte Contemporanea di Nicola Bravo, che, per questa occasione, ospiterà una selezione di artisti siciliani di differenti generazioni, per dar luogo ad una narrazione visiva composita e articolata, trasversale e molteplice. La magnifica terrazza, da cui sembrerà di toccare il mare, ospiterà incontri con gli artisti.

MONREALE

Santa Maria dell’Orto a Monreale

Monreale, invece, debutta il 10 ottobre e dura 4 weekend, fino all’1 novembre. “Monreale è sempre stata il Duomo normanno con il suo chiostro benedettino. Eppure la città possiede tesori straordinari, chiese nascoste con inaspettati e sontuosi interni barocchi, palazzi nobiliari affacciati sulla valle e biblioteche cinquecentesche, che di solito sfuggono al visitatore offuscato dalla magnificenza del Pantocratore: siamo pronti a farli conoscere”, spiega l’assessore comunale alla Cultura, Ignazio Davì. Dieci siti, scelti con il supporto del Comune (qui tutti i luoghipartendo proprio di fronte al Duomo, dagli stucchi serpottiani della chiesa degli Agonizzanti per poi scoprire la storia delle pie donne della Madonna dell’Orto, farsi (virtualmente) bisbigliare la ricetta dei biscotti dalle suore di San Castrenze, osservare dalle grate della clausura della Santissima Trinità; o ascoltare la storia lunga sei secoli del santuario del Santissimo Crocifisso alla Collegiata e la leggenda di fra’ Mariano al Calvario delle Croci. Dall’ex Ospedale pubblico si passa alle ventidue stanze e alla vista panoramica di Palazzo Cutò, fermandosi al passaggio a palazzo di Città dove è da non perdere la Madonna con bambino in terracotta del Gagini. Le tre passeggiate condurranno lungo il fiume Sant’Elia, tra mulini e antichi lavatoi; alla ricerca di fontane e edicole votive; nei quartieri storici Ciambra e Pozzillo.

COME FUNZIONA QUEST’ANNO

Villa Boscogrande

Tutto si svolge in piena sicurezza: il festival che per primo nell’Isola ha spinto verso modalità 4.0, oggi insiste e rilancia; prenotazione ovunque caldamente consigliata, presidi di sicurezza, distanziamento, acquisto online (qui una guida pratica del Festival). Senza perdere di vista quello che è “marchio” che contraddistingue il festival: il racconto del luogo, la sua scoperta. Dove non si potrà farlo di persona, verrà affidato ad un’audioguida d’autore registrata da esperti o dai giovani Amici delle Vie dei Tesori, la neonata “costola” del festival composta da appassionati che scelgono di restare tutto l’anno accanto a Le Vie dei Tesori, e che quest’anno stanno beneficiando già di sette giorni di prelazione sulla prenotazione dei siti (qui per iscriversi all’associazione).

La sede dell’assessorato regionale dei Beni culturali

La manifestazione, che non gode di risorse pubbliche garantite ma di quelle che anno dopo anno intercetta partecipando a bandi di evidenza pubblica, anche quest’anno è rientrata nella graduatoria degli eventi cofinanziati dall’assessorato al Turismo della Regione siciliana, nelle Idp (Iniziative direttamente promosse) dell’assessorato ai Beni culturali della Regione Siciliana che sosterrà alcune spese editoriali, di un supporto ai costi di allestimento da parte del Fondo sociale europeo gestito dall’assessorato all’Istruzione e alla Formazione della Regione siciliana. Quest’anno può contare sull’aiuto di UniCredit come mainsponsor e da altri sponsor e sostenitori privati. “UniCredit è da sempre vicina alla Cultura – spiega Roberto Cassata, responsabile relazioni per il territorio Sicilia -. E quest’anno è ancora più importante perché la gente ha bisogno di sicurezza ma anche di bellezza”. A queste risorse si affiancano i contributi pagati dai visitatori, che vengono suddivisi con tutti i partner titolari/gestori dei luoghi e delle attività. Contributi che altro non sono che donazioni, scaricabili dalla dichiarazione dei redditi, una forma di finanziamento diffuso che rende possibile la manifestazione. Un modello di autosostenibilità studiato in ambito istituzionale e accademico come progetto di innovazione sociale.

Visite al Palazzo Vescovile di Mazara

In questo strano 2020, Le Vie dei Tesori dura in tutto nove settimane divise essenzialmente in due tranche. La prima – che ha già messo insieme 15mila visitatori nei due primi fine settimana e si appresta all’ultimo weekend in cui entra in gioco anche Naro – ha aperto circa 80 luoghi tra Caltanissetta, Trapani, Marsala, Mazara del Vallo, Messina, Sambuca e la più amata, Bagheria. Ovunque, code ordinate, siti pieni, ma soprattutto passeggiate esaurite, tanto che alcune vengono replicate in corsa. E per questo exploit finale, alcuni siti apriranno in notturna (qui tutte le novità dell’ultimo weekend di settembre). La seconda tranche, oltre a Palermo e Monreale, dal 3 ottobre fino all’1 novembre vede Catania, mentre dal 3 al 18 ottobre tocca a Ragusa, Noto, Scicli e Sciacca (qui per scoprire i programmi delle città).

Bottega dei Fratelli Ducato a Bagheria

Quest’anno, accanto alle visite, alle passeggiate e alle esperienze si aggiunge un altro tassello nell’offerta del Festival: i tour organizzati in collaborazione con Insider Sicily, il tour operator che fa scoprire un’isola autentica, fuori dalle consuete rotte turistiche. “Mezza giornata con noi”, per vivere il Festival in libertà con otto ingressi e un pranzo/cena tipico (con prenotazione dei luoghi garantita dall’organizzazione) e “Un weekend con noi”, un finesettimana in tutte le città del Festival per scoprire tesori dell’arte e del palato.

Uno dei bus Labisi

Inoltre, partendo la mattina da Palermo, si potranno raggiungere comodamente in pullman le altre città del Festival e dopo le visite, rientrare in serata. Torna anche quest’anno l’iniziativa delle Vie dei Tesori in collaborazione con Labisi, vettore ufficiale della manifestazione. Nel pieno rispetto di tutte le normative anti-Covid, visto che i bus vengono sanificati prima di ogni tour, sono muniti di dispenser con gel igienizzante, e, oltre alla pulizia, viene svolta una accurata manutenzione degli impianti di riscaldamento e condizionamento (qui per prenotare un posto sul bus).

Per tutte le informazioni e prenotazioni visitare il sito www.leviedeitesori.com. È attivo, inoltre, il centro informazioni del Festival al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

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