Le Vie dei Tesori torna a Mantova tra percorsi inediti e spettacoli

Un percorso “in verticale” in otto luoghi e due esperienze teatrali. Si visita eccezionalmente per il festival la chiesa abbandonata di San Cristoforo. Si sale anche fino alla Specola e apre il misterioso Pronao albertiano di Sant’Andrea

di Ruggero Altavilla

In tanti hanno scoperto il Pronao albertiano della basilica di Sant’Andrea, di solito non accessibile al pubblico, o hanno ammirato la città dalla cima della Specola o, ancora, sono entrati nella quattrocentesca chiesa di San Cristoforo, abbandonata da tanti anni. Sono alcuni dei luoghi aperti in occasione delle Vie dei Tesori che ritorna per il quarto anno consecutivo a Mantova con un’edizione-gioiello. Due weekend – il primo appena trascorso e il secondo in programma sabato 30 e domenica 31 ottobre – per scoprire otto luoghi della città lombarda e due esperienze teatrali.

Basilica di Sant’Andrea

Ecco quindi una nuova edizione, sempre in collaborazione con la Fidam, la Federazione italiana Amici dei musei, sotto il patrocinio del Comune di Mantova. Il mainsponsor è UniCredit; partner, gli Amici di Palazzo Te e dei Musei mantovani, in sinergia con associazioni culturali, Comune, Università, Diocesi, Demanio.

 

Chiesa di San Cristoforo

Archiviato il weekend appena trascorso, ci si prepara al successivo, quando riapriranno le porte otto luoghi restituiti alla città, con percorsi inediti che non stanno mancando di meravigliare gli stessi mantovani. Tra questi, sicuramente la quattrocentesca chiesa di San Cristoforo, abbandonata da tanti anni, che possiede una storia particolare:  nasce come chiesa conventuale dell’ordine dei Celestini. L’ex convento, nel tempo, è diventato proprietà del demanio militare ed è abitato. La chiesa, invece, chiusa da decenni, viene eccezionalmente aperta e resa visitabile per le Vie dei Tesori. “San Cristoforo attende un bando di concessione d’uso – interviene il soprintendente all’Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Mantova, Cremona e Lodi, Gabriele Barucca – . È in uno stato di conservazione precario come manutenzione e decorazioni interne. Ho aderito con grande piacere alle Vie dei Tesori proprio per farla apprezzare e sperare presto in una sua nuova vita”.

La Specola

È una visione “in verticale” della città, osservata nella sua pienezza e nel disegno urbanistico: appare così dalla cima della sua Specola, parte del complesso dei Gesuiti, e stazione meteorologica mantovana, alta 44 metri, attiva dai primi anni Trenta dell’800: da quassù il panorama è meraviglioso. Ma le sorprese non finiscono qui: Le Vie dei Tesori permette anche di accedere ad alcune parti di solito non fruibili del Pronao albertiano di Sant’Andrea – lo racconta Carlo Togliani, docente del Politecnico di Mantova –  un luogo misterioso che gli storici hanno immaginato come un vero progetto politico reso dalla mano di Leon Battista Alberti su incarico di Ludovico Gonzaga.

È il marchese a volere questa enorme “teca” monumentale per l’adorazione della reliquia del Sangue di Cristo, sottratta ai frati Benedettini. La piazza è troppo piccola e abitata, e l’architetto disegnerà la facciata imitando un arco romano che renda conto anche visivamente, della grandezza del Signore mantovano. Come si scopre durante la visita, il pronao introduce a salette diverse e gli storici ipotizzano si tratti di percorsi di visita in caso di pestilenza.

Spazio Hofer

Sempre con il festival si ricorda Andreas Hofer, patriota austriaco della Val Passiria, eroe romantico per Wordsworth, Coleridge, lord Byron e Shelley. Hofer combatté per l’indipendenza del Tirolo; catturato dai francesi, venne fucilato a Porta Giulia, là dove ora è nato uno spazio che lo ricorda e che verrà raccontato dagli studenti del Politecnico con l’unica porta monumentale rimasta della cinta muraria di Mantova. Tra gli altri luoghi, da non perdere la sagrestia, con gli armadi originari, e il chiostro di San Barnaba Apostolo; le collezioni scientifiche dell’esploratore e archeologo Giuseppe Acerbi, ghiotta occasione per scoprire anche Palazzo di San Sebastiano, o la Sala delle Lettrici della Biblioteca Comunale Teresiana. E ritornano anche le visite all’idrovora Valsecchi (qui tutti i luoghi del festival a Mantova).

Una scena dello spettacolo “The eyes don’t lie”

La chiesa della Madonna della Vittoria (via Claudio Monteverdi) diventa teatro per due spettacoli tra danza e fotografia. Dopo aver ospitato sabato scorso, “Icons” della compagnia Iiuvenis Danza, sabato 30 ottobre alle 19 e alle 21,15, ecco “The eyes don’t lie”, performance di danza contemporanea su sfondo fotografico (su scatti che ricordano molto l’uso della luce nel Caravaggio) di COD danza, una coreografia di Chiara Olivieri sulle immagini di Federico Ferro e Enrico Panina (qui per prenotare).

Le Vie dei Tesori 2021

Il festival che ha sempre spinto verso modalità 4.0, oggi insiste e rilancia; prenotazione ovunque caldamente consigliata, green pass e acquisto dei coupon online. Basta un coupon unico per accedere alle visite: all’ingresso di ogni sito, verrà smarcato e si accederà immediatamente alla visita, condotta dai volontari e dai ragazzi dagli studenti del liceo classico “Virgilio”, del liceo scientifico “Belfiore”, del liceo artistico “Giulio Romano” e del Politecnico – Facoltà di Architettura – Polo territoriale di Mantova. È stato allestito un info point nell’ex chiesa della Madonna della Vittoria (via Claudio Monteverdi 1) aperto dal 28 al 31 ottobre dalle 14.30 alle 18. Per informazioni su luoghi e esperienze del festival a Mantova cliccare qui.

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