Le Vie dei Tesori, terzo weekend con tante novità

Apre le porte la Prefettura di Messina e per un solo giorno anche il MuMe, il museo che ospita due Caravaggio e due Antonello. A Caltanissetta le foto di Sciascia e la quadreria di San Francesco

di Redazione

Si rimette in moto il festival della bellezza. Le prime dieci città de Le Vie dei Tesori sono pronte a riaprire i loro 170 luoghi per l’ultimo weekend, prima di passare il testimone a Palermo, Catania, Ragusa, Modica e Scicli, a partire dal 4 ottobre. Nei primi due weekend, i visitatori sono stati 46mila, spalmati su tutta la Sicilia che è diventata un unico museo diffuso. Da domani (venerdì 27 settembre) il viaggio riprende a Messina, Caltanissetta, Trapani e Marsala, Sambuca, Sciacca e Naro, Acireale, Siracusa e Noto.

La Prefettura di Messina

Partendo dalla Sicilia orientale, questa settimana è Messina la città da non perdere (qui tutti i luoghi aperti): perché si potrà godere il panorama straordinario dal salone principale della Prefettura dove sembra di essere sulla prua di una nave. Il Palazzo che mischia stile neoclassico e rinascimentale, apre anche la biblioteca, la stanza del Prefetto con il soffitto a cassettoni e i salottini. Disponibile venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 17,20. E sempre a Messina, soltanto sabato, dalle 10 alle 18, sarà possibile scoprire i due capolavori di Antonello e le due tele del Caravaggio, tra altri straordinari tesori che fanno parte della collezione del Museo regionale interdisciplinare. Solo domenica si potrà visitare, invece, il Circolo della Borsa a Villa Rodriguez, affrescata da Guido Viola; restano chiuse Villa Maria e Villa Stefania, aperte invece Villa Cianciafara e Villa De Pasquale. E se volete fare una passeggiata fuori porta, non perdete quell’immersione nei suoni antichi che è il museo etnografico dei Peloritani a Gesso. La passeggiata del festival condurrà sabato alla periferia sud della città, lungo l’antica Via del Dromo che collegava Messina a Catania, sulle tracce devote alla Madonna lungo chiese e cappelle (qui per prenotare).

Palazzo Vescovile di Acireale

Da Messina ad Acireale, la scoperta continua: la cittadina delle 40 chiese e delle 100 campane ha avuto una buona performance. Tra i luoghi aperti (qui per scoprirli tutti) – e oltre al palazzo vescovile, visitabile sabato e domenica – ecco la chiesa del Collegio domenicano dell’Arcangelo Raffaele detto allora “Ritiro delle donzelle oneste”: bellissima e pressoché sconosciuta; Santa Venera, chiusa da trent’anni, o ‘a chiesa di fimmini (Santa Maria delle Grazie) che è una piccola Cappella Sistina con affreschi straordinari, e la delicata San Biagio che apre eccezionalmente lo spettacolare chiostro ricco di affreschi pagati dalle famiglie acesi del tempo. Resta invece chiusa la loggia Giuratoria del Comune. Le ultime passeggiate portano alla scoperta delle “chiazzette” della Timpa e della cittadina secentesca (qui per prenotare).

Terrazza di Casa Piccione a Siracusa

Eccoci a Siracusa, dove Castello Maniace è ancora il sito più visitato di questa prima tranche di festival, con oltre 3500 presenze (qui tutti i luoghi visitabili). Sabato e domenica sono le ultime due possibilità di scoprire (dalle 18 alle 20) “Il seppellimento di Santa Lucia” del Caravaggio alla chiesa di Santa Lucia alla Badia. E una visione del tutto inedita la offrirà la terrazza su piazza Duomo di Palazzo Arezzo di Targia, che Pucci e Conchita Piccione apriranno per una degustazione Planeta (qui per prenotare). Le tre mattine (dalle 10 alle 13) è aperta Villa Reimann con il suo parco immenso, e solo venerdì e sabato, anche santa Maria della Concezione che ha riaperto dopo il restauro, con il suo bel portale quattrocentesco; apre la medievale San Giovannello (solo domenica) e la chiesa del Carmine dove durante la guerra, si accamparono i militari. Ultime lezioni di yoga (venerdì dalle 16 alle 18 e sabato dalle 9 alle 11), stavolta al Ginnasio Romano, mentre le due passeggiate condurranno, sabato, alla scoperta delle dimore private e, sia sabato che domenica, sulle tracce del Caravaggio in fuga da Malta (qui per prenotare).

Palazzo Nicolaci a Noto

Noto è una delle scoperte di questo festival (qui tutti i luoghi) e il pubblico è stato talmente tanto, che la Curia ha deciso di aprire una sala preziosa del Museo di Arte sacra, colma di ostensori e paramenti, che è entrata a far parte del percorso di Palazzo Landolina, che è vicino palazzo Trigona di Canicarao e palazzo Nicolaci. Ma è tutta Noto a meritare il viaggio: pescando nel programma, da non perdere il convento di santa Chiara che nasconde una delicatissima Madonna attribuita a Gagini (ma anche il Santissimo Crocifisso conserva una madonnina gaginiana di commovente bellezza); la chiesa di san Domenico, felicemente barocca, con la cripta; la badia Nuova con una statua dei palermitani de Battista e Sant’Agata con la vicina l’ex caserma Cassonello.

San Francesco a Caltanissetta

Dall’altro lato della Sicilia, invece, a Caltanissetta, si aggiungono alcuni luoghi nuovi (qui per scoprirli tutti). Oltre a riaprire questo weekend le porte di Villa Grazia (che l’anno scorso fece un boom di visitatori e dove si trova una delle collezioni più pregiate della Amorelli Pipe), dell’ex Palazzo delle Poste con gli affreschi fascisti di Morici, e della cappella di San Giuseppe dentro il Museo Diocesano, propone un inedito percorso tra le chiese più belle (spesso con iniziative ad hoc per il festival), ad iniziare da San Francesco con una quadreria visitabile in esclusiva per Le Vie dei Tesori; la chiesa della Provvidenza dove foto e documenti raccontano il rapporto di Leonardo Sciascia (che qui si sposò) con la città; Sant’Agata al Collegio con gli affreschi del Borremans e la chiesa del Signore della Città con alcuni cimeli appartenuti al venerabile Padre Angelico Lipari. Riapre le porte anche lo stabilimento Averna dove da un elisir “cappuccino” nacque l’amaro della Real Casa, donato ai visitatori in formato mignon.

La Cappella della Mortificazione a Trapani

Per Trapani (qui tutti i luoghi) il viaggio comincia, invece, da quella Cappella della Mortificazione, che è un trionfo del barocco e di solito non è visitabile; la cappella dei crociati con il Crocifisso a cui sono attribuiti miracoli; l’Immacolatella che sembra un teatro colmo di stucchi e Santa Maria del Gesù dove si scopre una Madonna di Andrea della Robbia. La passeggiata sabato porterà al laghetto silenzioso di Villa Margherita e domenica, tra misteri e leggende della città (qui per prenotare).

Passiamo a Marsala e andiamo per cripte e ipogei (qui tutti i luoghi): su prenotazione si può visitare l’antro della Sibilla sotto la chiesa di san Giovanni, poi l’Ipogeo di Crispia Salvia, in cui ci si trova immersi tra i melograni dipinti; e la cripta della Madonna Orante, scoperto di recente sotto santa Maria dell’Itria. Anche la chiesa di santo Stefano merita una visita per l’antico camminamento usato sotto le bombe e così anche l’archivio Ingham-Whitaker, alle Cantine Pellegrino,che racconta gli scambi commerciali della Sicilia tra ‘800 e ‘900. Ricordate sempre che per Trapani e Marsala (come anche per Siracusa e Noto) valgono gli stessi coupon. E così anche per Sciacca, Sambuca e Naro, tre novità di questa edizione che i visitatori hanno scoperto in crescendo. Naro soprattutto, che ha superato Sambuca per numero di visitatori, sciamati tra chiese e palazzi (qui tutti i luoghi): sabato e domenica, rieccoci tra l’ex collegio dei Gesuiti con il suo fonte battesimale tardo gotico, e il Castello Chiaramontano con le sue storie di amore e guerra; dalla collezione grafica di Bruno Caruso al Museo Civico a santa Caterina dove vi potranno solo raccontare che un tempo lontano era affrescata interamente e che la mano era quella di Cecco da Naro, colui che dipinse il soffitto dello Steri.

Palazzo Planeta a Sambuca

Sambuca è agguerritissima: schiera i suoi gioielli (sempre sabato e domenica, qui tutti i luoghi), dalla particolarissima Casa Amodeo con tanto di rifugio antiaereo (il luogo finora più visitato) alla scala elicoidale della chiesa del Purgatorio (dove si potrà salire solo durante il festival): al museo Gianbecchina si scoprirà la collezione del pittore “della gente umile e dei campi” mentre a Palazzo Planeta sembrerà di immergersi in un (elegante e sontuoso) tempo lontano: lo potrete gustare durante l’aperitivo di sabato alle 19 (qui per prenotare). Poco lontano, affacciata sulla costa, ecco Sciacca con la sua tradizione marinara, le grotte del commercio del grano, le collezioni pittoriche: è una scoperta, ed è bella (qui tutti i luoghi). Si entra al museo Scaglione con un’intima collezione di paesaggisti ottocenteschi e piccolo giardino segreto, si scopre la chiesa Madre (solo sabato e domenica) con la leggenda della liberazione dalla peste, e San Nicolò La Latina dove si ritrovano spunti arabi. La passeggiata in programma domenica (già sold out) farà approfondire la storia delle dimore nobiliari, da palazzo Steripinto a Palazzo Tagliavia di San Giacomo, esempi di un tempo lontano in cui Sciacca era uno snodo politico importante e batteva moneta nella zecca cittadina.

Anche questa domenica, inoltre, in programma i viaggi in pullman da Palermo verso alcune delle città protagoniste del festival, in collaborazione con Labisi, vettore ufficiale de Le Vie dei Tesori. Domenica 29 settembre si potranno raggiungere Trapani, Marsala, Sambuca e Siracusa (qui per prenotare il pullman). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Hai letto questi articoli?
Articolo PrecedenteProssimo Articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le vie dei Tesori News

Send this to a friend