A Messina tra abbazie e villaggi fantasma

Tutto pronto per il Festival che torna per la quarta volta nella città dello Stretto, con un programma che raccoglie dodici siti e quattro passeggiate

di Redazione

Rinascere dalla bellezza dei luoghi, siano essi palazzi, chiese o affreschi ritrovati, villaggi fantasma o ville eleganti. Ma mai come quest’anno è necessario ripartire, in piena sicurezza. Il Festival che “racconta” l’Isola – e che l’anno scorso ha superato a Messina gli undicimila visitatori – ritorna da sabato prossimo, 12 settembre, per la quarta volta nella città affacciata sullo Stretto. Con un programma che raccoglie dodici siti, alcuni inediti e altri graditi ritorni, dove si entrerà sabato e domenica, preferibilmente su prenotazione e con numeri contingentati, nel pieno rispetto delle norme anticovid (qui per scoprire come funziona quest’anno il Festival). Main sponsor per tutta l’edizione 2020, sarà Unicredit.

Lo Stretto di Messina

Alcuni luoghi di Messina sono inediti, altri sono stati inseriti nel programma a grande richiesta dei tanti fan del Festival (qui per scoprirli tutti). Ma è soprattutto lo sguardo attorno alla città, la vera matrice del festival di quest’anno. Dopo quattro edizioni passate ad esplorare Messina, stavolta si partirà per i suoi immediati dintorni, dove ci sono luoghi bellissimi e inaspettati. Come il villaggio fantasma di Massa San Nicola, abbarbicato sulle colline, un paese irreale posto sotto il vincolo della Soprintendenza; o il villaggio medievale di Mili San Pietro, nascosto sui Peloritani, con l’abbazia basiliana di Santa Maria di Mili, la più antica chiesa normanni di Sicilia. E bisogna farsi raccontare la leggenda del quadro di San Giovanni scampato al naufragio, se si visita la chiesa a lui dedicata a Castanea delle Furie.

Chiesa di San Nicolò a Giampilieri

Se poi si arriva a Giampilieri, si troveranno sì le tracce dell’alluvione di oltre dieci anni fa, ma anche una comunità combattiva che si aggrappa alla sua Matrice di San Nicolò, alla miracolosa tela del Barbalonga. Zafferia invece, fa storia a sé perché è un villaggio accarezzato dal soffio divino: quando il Sabato di Pasqua coincide con il 25 marzo, festività dell’Annunciazione, il borgo messinese gode del privilegio dell’Anno Santo simile al Giubileo di Roma. Il prossimo sarà celebrato nel 2062. Tornando in città, ecco la chiesa di San Giovanni Battista, cuore religioso di Larderia dove vi mostreranno due enigmatici anagrammi aritmetici, che rimandano a un esercizio filologico diffuso tra gli intellettuali delle classi nobiliari e borghesi.

Il Forte San Salvatore

Amatissimi restano sia Forte San Salvatore da dove la vista abbraccia la costa della Sicilia e quella della Calabria: è sempre stato il sito più amato e visitato, soprattutto dai messinesi; come anche il complesso benedettino di San Placido Calonerò con gli ambienti ipogeici, nel sottosuolo e la piccola Cuba nel giardino; da ritrovare la Santissima Annunziata dei Catalani, che riesce a raccontare la genesi urbana della città prima del terremoto; o i ruderi del monastero di Santa Maria di Gesù Superiore, oggetto di contesa tra gli storici perché, secondo alcuni, ospiterebbe la tomba di Antonello da Messina. Infine due ville, gettonatissime nelle scorse edizioni: Villa Cianciafara dove si ritrovano i nobili arredi di un tempo e lo stile del fotografo Filippo Cianciafara, cugino di Giuseppe Tomasi e di Lucio Piccolo; e Villa Stefania, anche se i messinesi la conoscono come Villa Alfè, dalle iniziali dei pronipoti di Stefania Filiberto, la nobildonna alla quale il marito Federico Roberto fece dedicare la dimora.

Chiesa di San Tommaso il Vecchio

Tornano anche quest’anno le passeggiate (qui per prenotare): ne verranno organizzate quattro che indagheranno la vera storia di Messina. Dalla città medievale con la gotica chiesa di San Francesco all’Immacolata, la normanna San Tommaso il Vecchio, e la Cattedrale fondata nel 1197; all’antica Via del Dromo che collegava Messina e Catania, tra resti di fabbriche di essenze di agrumi e gelsomino, chiese, palazzi signorili. E ancora, si andrà alla scoperta della Messina eclettica di inizio Novecento, innamorata del Liberty oppure ci si perderà sulle orme dei Crociati che partivano (o ritornavano) dalla Terrasanta.

Galleria Vittorio Emanuele

La 14esima edizione de Le Vie dei Tesori durerà nove settimane, divise essenzialmente in due tronconi: il primo si apre sabato 12 settembre e durerà tre settimane, fino al 27 settembre: con Messina, in contemporanea apriranno le porte Trapani, Marsala e Mazara – visitabili con coupon validi nelle tre città – e debutterà Bagheria; ritornerà per la quarta volta Caltanissetta, farà il bis Sambuca, e, soltanto nell’ultimo weekend (26-27 settembre), riecco anche il borgo di Naro. Dal 3 ottobre, la seconda tranche: toccherà alla sontuosa Catania scolpita nella lava, all’elegante Ragusa e alle (diversamente) barocche Scicli e Noto; ritornerà Sciacca e debutterà Monreale che partirà addirittura dal 10 ottobre, dopo l’ammiraglia, Palermo, dove il Festival durerà sei weekend, fino all’8 novembre. Aneddoti, informazioni e ogni altra curiosità sul festival sul portale www.leviedeitesori.com.

Uno dei bus Labisi

Quest’anno, accanto alle visite, alle passeggiate e alle esperienze si aggiunge un altro tassello nell’offerta del Festival: i tour organizzati in collaborazione con Insider Sicily, il tour operator che fa scoprire un’isola autentica, fuori dalle consuete rotte turistiche (scopritelo qui). “Mezza giornata con noi”, per vivere il Festival in libertà con otto ingressi e un pranzo o cena tipico (con prenotazione dei luoghi garantita dall’organizzazione) e “Un weekend con noi”, un finesettimana in tutte le città del Festival per scoprire tesori dell’arte e del palato. Tornano, poi i viaggi in pullman da Palermo nelle altre città del Festival, in collaborazione con Labisi, vettore ufficiale della manifestazione. Messina si potrà comodamente raggiungere in bus il 20 settembre, partendo la mattina e rientrando in serata (qui per prenotare il bus). Altri viaggi sono previsti per Caltanissetta e Trapani (13 settembre); Marsala e Messina (20 settembre); Naro, Sambuca e Mazara (27 settembre). Qui trovate tutte le destinazioni.

I luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda di ciascuno spazio e delle caratteristiche dei siti. È stata istituita ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o a Messina nell’info point allestito nella chiesa di San Giovanni di Malta. Le visite si faranno con la guida in presenza, se la logistica dei luoghi lo consente, oppure con l’audioguida d’autore registrata dalla viva voce dei giovani dell’associazione Amici delle Vie dei Tesori. Per tutte le informazioni e prenotazioni visitare il sito www.leviedeitesori.com. È attivo, inoltre, il centro informazioni del Festival al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

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