Le Vie dei Tesori restaura tre gioielli

Il contest online premia le Sfingi dell’Orto Botanico, l’olio su tela nella Cappella della Mortificazione e la cupola del Campanile del Carmine

di Redazione

Al termine della tredicesima edizione de Le Vie dei Tesori, tre gioielli torneranno a risplendere grazie al supporto di Lottomatica Holding, e con il coinvolgimento di giovani restauratori dell’Università di Palermo. Il contest online lanciato sul portale del Festival, che ha totalizzato oltre diecimila voti, ha premiato tre beni: un olio prezioso della Cappella della Mortificazione di Trapani, il Campanile del Carmine di Marsala, le Sfingi dell’Orto Botanico di Palermo.

Cappella della Mortificazione

Il più votato in assoluto è stato l’olio della Cappella della Mortificazione, un dipinto realizzato tra il XVI e il XVII secolo da autore ignoto, che raffigura “La Pietà con le sante Lucia e Agata”. Si trova sulla parete di ingresso della cappella, un piccolo scrigno di architettura e di arte, inglobato nel complesso dei Domenicani, dietro l’abside della chiesa di San Domenico.  Il dipinto ha urgente bisogno del recupero che permetterà di rileggere le figure. La pellicola pittorica in più punti è compromessa (alterata oppure ossidata dagli agenti atmosferici) o addirittura caduta.

La cupola del campanile del Carmine

La tela è stata scelta dal 41,50 per cento dei votanti, distaccando di pochissimo la cupola del campanile del Carmine di Marsala – uno dei siti più curiosi e intriganti aperti durante il festival, per sole due persone alla volta –  che lo ha tallonato per tutto il contest e ha chiuso con il 40,9 per cento dei voti. Il campanile, a base ottagonale, colpisce per la sua scala interna elicoidale in arenaria, un vero capolavoro soprattutto quando la luce si infrange sui gradini e crea particolari effetti cromatici. Fa parte del complesso dell’Annunziata dei frati Carmelitani; spicca da lontano per la sua cupoletta, ricoperta da maioliche verdi. E proprio quest’ultima ha urgente bisogno di restauro: la Diocesi di Mazara di recente ha consolidato la struttura per permetterne l’apertura al pubblico, e sono stati ripristinati gli infissi originari, ormai ossidati. Necessita però del consolidamento degli intonaci della calotta interna, che non vanno raschiati o asportati (sono antichi e di bellissima fattura) ma spazzolati, puliti e trattati in maniera adeguata. Inoltre va pulita e impermeabilizzata la base d’appoggio della calotta esterna della cupola, per evitare altri danni e infiltrazioni all’interno.

Una delle sfingi del Gymnasium dell’Orto Botanico

Terze – con l’8,9 per cento dei votanti – le maestose Sfingi settecentesche in pietra di Billiemi dell’Orto Botanico di Palermo. Scolpite da Vitale Tuccio per l’ingresso del Gymnasium, alla fine del ‘700. Simboleggiano le incognite della scienza e la sfida ambigua che la sua progressiva conquista pone al genere umano. Nell’Europa dell’Illuminismo un elemento ricorrente, sia per la moda dell’Egitto dopo le prime scoperte archeologiche, sia per il diffondersi della massoneria con i suoi simboli. Le sfingi necessitano di un delicato restauro che colmi le lacune e riporti la pietra al colore originario. 

La scala del campanile del Carmine

Adesso per i tre beni si prepara il cantiere di restauro, in collaborazione con l’Università di Palermo e il coinvolgimento di studenti formati e in formazione, per una scelta precisa del Festival che punta a dare opportunità ai giovani. Quest’anno, accanto allo staff che lavora tutto l’anno, sono stati oltre 500 i collaboratori del Festival, cui si sono aggiunti i volontari, i tirocinanti universitari, gli studenti in alternanza scuola-lavoro delle scuole, tutti formati e assicurati. “Ragazzi straordinari – dice Laura Anello, presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori – ai quali cerchiamo di offrire opportunità, nello spirito di una manifestazione nata da un gruppo di professionisti che ha fatto una scelta di cittadinanza attiva per la propria terra. Ragazzi che riscoprono attraverso l’esperienza del Festival la consapevolezza delle potenzialità di un Sud orgoglioso della propria storia, fuori da logiche di rassegnazione, per un grande progetto di educazione al patrimonio. Adesso saranno adesso coinvolti in questa campagna di restauri di beni che hanno un forte valore identitario per le comunità. Ringrazio Lottomatica che ha condiviso la nostra mission affiancandoci in questo progetto, e che ha deciso di sostenere i restauri”.

Volontari de Le Vie dei Tesori

La votazione on line ha fatto seguito alla grande partecipazione collettiva delle città al Festival, che quest’anno ha registrato oltre 400mila ingressi: Trapani è già alla sua seconda edizione e quest’anno ha visto una crescita importante raggiungendo i 16.506 visitatori, mille in più dello scorso anno. E Marsala non è stata da meno: prima tra le “debuttanti” con 8.322 presenze. In tutte e due le città c’è stato un vero passaparola tra i follower e in tantissimi hanno voluto partecipare al contest: il restauro dei beni apparterrà virtualmente a tutti i cittadini.

Articolo PrecedenteProssimo Articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le Vie dei Tesori News

Send this to a friend