Le Vie dei Tesori nel cuore del Barocco ragusano

Aprono 53 luoghi tra Ragusa, Modica e Scicli. Si potrà salire sui campanili di notte, visitare la fabbrica del cioccolato o scendere in una grotta per scoprire un presepe

di Redazione

Un viaggio nel cuore del Barocco, dove ogni palazzo, balcone, convento, sembra nascere dalla mano di un artista. Il Val di Noto, protetto dall’Unesco, è alla sua seconda esperienza con Le Vie dei Tesori, con la maestosa Ragusa, la nobile Modica e Scicli, il gioiello amato dalle fiction. Saranno esperienze per viaggiatori appassionati: si “volerà” di campanile in campanile, si scoprirà dove nasce il cioccolato degli atzechi, si scenderà nelle grotte nascoste per scoprirvi un presepe. Tra l’altro, visitabili con gli stessi coupon validi per le tre città. Da venerdì 4 a domenica 20 ottobre, tre weekend da non dimenticare, con programmi che affiancano quelli delle due “capitane”: Palermo dove il festival è un appuntamento fisso da 13 edizioni e dove quest’anno aprono le porte 170 luoghi (qui il programma completo), e Catania, alla sua seconda partecipazione con 50 luoghi (qui il programma completo).

Vista su Ragusa dal campanile della cattedrale di San Giovanni

Il festival ritorna dunque nel Ragusano che riparte da un “tesoretto” di 21mila presenze lo scorso anno, con il pubblico affascinato da intarsi barocchi, chiese rupestri e palazzi sontuosi. “Un vero tour alla scoperta di tre città che formano un percorso per viaggiatori appassionati – spiegano il sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì e l’assessore al Turismo Francesco Barone che hanno presentato il festival al fianco dell’assessore comunale al Turismo di Modica, Maria Monisteri, e dell’assessore comunale alla Cultura di Scicli, Caterina Riccotti – un lavoro comune che parte dal riconoscimento dell’unicità del territorio”. I tre Comuni sottolineano non solo la collaborazione in atto tra le singole amministrazioni, ma anche la partecipazione dei giovani e dei volontari. “In tutta la Sicilia partecipano 1800 giovani, il festival cammina sulle loro gambe: sono loro a raccontare luoghi che di solito sono ‘muti’ – interviene Laura Anello, presidente dell’associazione le Vie dei Tesori – il Ragusano è anche una delle mete scelte per i nostri ‘viaggi dei tesori'”.

Il Circolo di conversazione a Ragusa Ibla

Quest’anno il percorso è ancora più particolare, vediamolo città per città. A partire dai 25 luoghi a Ragusa, divisi tra la città superiore con le sue chiese, le rocche, i passaggi che salgono in verticale (qui tutti i luoghi aperti). E poi Ibla (in siciliano “lusu”, ovvero quello che giace sotto) è un miraggio di luci e di ombre, palazzi e musei. E perfino l’antico circolo di conversazione riservato solo agli aristocratici. Una città che si svela in tappe-gioiello, per veri appassionati, come per esempio le piccole cappelle rupestri: non perdete San Rocco con la sua “cona”, ma anche il frammento superstite del Retablo di San Giorgio; o ancora, Sant’Agata ai Cappuccini con un trittico di Pietro Novelli, le mensole grottesche dei balconi di palazzo Zacco.

Chiesa di Santa Maria delle Scale a Ragusa

Ma è già facile prevedere che il boom lo faranno le visite in notturna – dalle 18 a mezzanotte, un colpo d’occhio straordinario sulla vallata – ai tre campanili, in collaborazione con le Scale del Gusto. Si potrà salire in vetta alla torre campanaria di Santa Maria delle Scale, scampata al terremoto, sotto cui c’è un fonte battesimale scolpito nella pece; al campanile di Santa Maria dell’Itria che possiede anche una cupola ottagonale a maioliche colorate con iris di vari colori; e trovare al Purgatorio un campanile che è separato dalla chiesa, anzi la affianca e poggia su un tratto delle mura bizantine del castello di Ragusa. Due le passeggiate che porteranno alla scoperta dei riti della vecchia Ragusa, tra santi e processioni, e alla particolarissima cava, sotto i ponti della città, tra latomie, forni per la calce, mulini e tombe protostoriche (qui per prenotare).

Fattojo Bonajuto a Modica

Modica barocca, l’antica capitale della Contea, è pronta ad accogliere i visitatori: sembra una città partorita da un sogno ardito, con le scale che si inseguono sulle colline e poi scendono giù nei dirupi. Per questo, e per i 17 ponti che fino all’Ottocento l’attraversavano, Modica nell’edizione dell’Enciclopedia Treccani del 1934 era definita la città più singolare d’Italia, come Venezia. Ai primi del ‘900, il fiume è diventato l’attuale corso Umberto, sono spariti i torrenti, i ponti e i 23 mulini ad acqua. Ma Modica è rimasta nello spirito la quarta città della Sicilia, come era un secolo fa, da scoprire in un viaggio lungo quindici tappe (qui tutti i luoghi visitabili) con curiosità veramente particolari, dal Fattojo Bonajuto, la più antica fabbrica di cioccolato in Sicilia dove si potrà assistere a tutte le fasi di lavorazione delle dolci tavolette; alle famose “botti” del Campailla dell’unico sifilicomio del Sud Italia, quando ancora la sifilide era una malattia da signori. Ma non ci si può esimere da una visita al famoso Castello dei Conti, con le carceri e la cappella dei detenuti. Alla Chiesa del Carminesi avrà l’inedita possibilità di visitare uno degli accessi laterali alla chiesa, un portale gotico che fu scoperto per caso nel 2008 in una casa privata; visibile anche l’ossario dei frati Cappuccini. Nella minuscola chiesa rupestre di San Nicolò si coprirà l’abside bizantino, mentre a Palazzo Castro Polara Grimaldi sembra che il tempo si sia fermato a due secoli fa.

Palazzo Spadaro a Scicli

Ultima, ma non per importanza, quel gioiello elegante che è Scicli, accarezzata dall’Unesco che le riconosce il valore delle facciate storiche dei palazzi settecenteschi, l’unicità di un barocco prezioso e ancora intatto. Apriranno tredici luoghi (qui l’elenco completo) – tra cui l’inedita grotta delle Cento scale che conduce sul serio nelle viscere della terra, dove però scoprirete un presepe in miniatura – con l’occhio imprescindibile alla fiction più conosciuta d’Italia: cercare il commissario Montalbano si può, il festival permetterà di scoprire alcune delle location più note, come la stanza dell’agguerrito impossibile Questore. Se ne avete abbastanza delle ampolle segrete e dei bilancini da speziale dell’Antica Farmacia Cartia, potete inerpicarvi fino a San Matteo: troverete un sito affascinante, anche se abbandonato, da dove lo sguardo spazia fino al mare lontano. A Palazzo Spadaro, un attimo prima di perdersi tra le marine di Guccione, bisogna lasciarsi incantare dal “ponte degli innamorati” , mentre nei “bassi” del ex convento San Michele sono stati ricostruiti i laboratori quotidiani di sartoria e cucina. Senza dimenticare le due passeggiate (qui per prenotare), che condurranno tra le chiese rupestri e alla ricerca delle più importanti committenze architettoniche degli ultimi due secoli.

Vista sul duomo di Modica da Palazzo Castro Grimaldi

Novità di quest’anno, inoltre, sono i “Viaggi dei Tesori”. In collaborazione con un tour operator, il festival offre viaggi da non perdere per scoprire angoli siciliani come non li avete mai visti. Con accompagnatori, alberghi ed esperienze gastronomiche che sono pure piccoli tesori da scoprire. Con Flyfamily Travel, si potranno assaporare Ragusa e Modica nel weekend del 12 e 13 ottobre lungo le rotte del barocco (qui per prenotare). I quaranta  tesori da scoprire si uniranno ai prodotti del territorio: oli, vini, formaggi, e il celebre cioccolato artigianale di Modica. Con la comodità del pullman privato, i consigli preziosi di un accompagnatore della città, le visite guidate nei luoghi del festival, un ottimo albergo e una cena da non perdere. E sulla stessa scia si muove anche il progetto nato con Labisi Eventi vettore ufficiale del festival: gite giornaliere in comodissimi pullman che da Palermo condurranno a Catania, sia domenica prossima, 6 ottobre, che domenica 27 ottobre (qui per prenotare). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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