Le Vie dei Tesori, il meglio dell’ultimo weekend di settembre

Novanta luoghi, riproposte passeggiate sold out. Arriva Naro con un’edizione gioiello. Aperture in notturna a Caltanissetta e Marsala. Sambuca prolunga gli orari e inaugura l’organo della Matrice

di Redazione

Quindicimila visitatori nelle prime sette città, ma ci si prepara all’ultimo weekend della prima tranche de Le Vie dei Tesori. Fine settimana in cui la piccola ma preziosa Naro, apre sette siti di indiscutibile fascino antico. Ma dappertutto saranno faville: ognuna delle città coinvolte sta preparando un programma particolare per questa chiusura.

NARO

Il Castello Chiaramontano di Naro

Partiamo proprio dal borgo agrigentino di Naro che ha preparato un’edizione gioiello, piccola ma condensata (qui il programma). Si parte dal Castello Chiaramontano, imponente “guardiano” del borgo medievale, qui vaga ancora il fantasma di Donna Giselda che si innamorò del bel paggio Beltramo, ma, scoperta dal marito Pietro Giovanni Calvello, signore di Naro, fecero una brutta fine: il paggio fu scaraventato giù dalla torre e la nobildonna rinchiusa, morì di crepacuore. Sarà aperta la Chiesa Madre, con il suoprezioso fonte battesimale tardo gotico; San Francesco, con gli straordinari ed estrosi armadi intagliati della sacrestia; Santa Caterina dove lavorò Cecco da Maro, il pittore che affrescò Sala dei Baroni allo Steri: qui non perdete, nella cripta, i gocciolatoi per l’essiccazione dei cadaveri. Le tele donate da Bruno Caruso formano l’anima del Museo Civico; e alla Biblioteca Feliciana del Convento di san Francesco (sede del Comune) una gentile signora vi farà scoprire un codice pergamenaceo medievale ma soprattutto una preziosissima bibbia poliglotta in otto lingue del 1657.

Uno scorcio di Naro

Si chiude fuori porta, sulle tracce del “Santo nero”: tradizione vuole che Calogero abbia abitato la grotta sotto l’antico santuario a lui dedicato, anteriore al 1542; una scala porta alla cripta del 1566, con la statua del santo. E c’è un Cristo alla colonna molto singolare perché l’ignoto scultore ha adoperato marmo con tali venature che richiamano le ferite di Gesù. Due le passeggiate organizzate, una passa tra gli strettissimi vicoli della cittadina medievale (sabato e domenica alle 11), l’altra aggiunge (sabato e domenica alle 10) i palazzi di questo straordinario quanto poco conosciuto “barocco”, profondamente diverso seppure complementare, di quello del Val di Noto.

SAMBUCA DI SICILIA

Passeggiata nel vicoli saraceni di Sambuca

Ed eccoci alle altre città. L’antica Al Zabut questo weekend ha deciso di essere protagonista: ed eccola Sambuca, crogiolarsi in quella sua luce morbida che segna i contorni di case e palazzi (qui il programma). Consigliamo la “doppietta” con Naro, visto che i coupon saranno validi in tutti e due i borghi: i siti saranno aperti un’ora in più (fino alle 18) e si replica la passeggiata “Vicoli saraceni e dimore nobiliari. La millenaria storia del borgo” (domani alle 16) che si aggiunge a quella già in programma (domenica alle 10,30) alla scoperta dell’area archeologica punica a mille metri di altezza di Monte Adranone.

La Chiesa Madre di Sambuca

Ma sempre a Sambuca sarà inaugurato il nuovo organo della Chiesa Madre (sulla rocca che guarda il paese, risale al 1420), acquistato tramite una raccolta fondi tra i fedeli. Un’iniziativa lanciata dall’arciprete, don Lillo Di Salvo al quale è dedicato il concerto di domani (sabato) alle 19.30 in vista del suo trasferimento a Favara. Protagonisti, il pianista Franco Vito Gaiezza, il soprano Klizia Prestia e il flautista Stefan Mircea Cutean. Tutto l’evento vuole fare da sprone per il recupero dell’antico organo a canne dei fratelli Ferraro, distrutto nel terremoto del Belice.

BAGHERIA

Palazzo Villarosa

Bagheria resta in assoluto quella più amata, da sola, nei primi due weekend, ha messo insieme un terzo dei visitatori complessivi di questa prima tranche (qui il è programma). Questo fine settimana sarà l’ultima occasione per visitare le due nobili residenze private che aprono le porte, Palazzo Villarosa dove mise mano il Marvuglia e Villa Ramacca, raggiunta passando attraverso un inaspettato viale di piante esotiche; e non si deve assolutamente perdere la visita al giardino romantico di Villa San Cataldo, ultimo baluardo rimasto di quella un tempo che fu la residenza in stile neogotico dei principi Galletti. A Palazzo Butera resterete affettuosamente meravigliati dagli affreschi del Borremans, a Villa Cattolica ci si immerge nel mondo di Renato Guttuso, ma una sortita alla chiesetta della Beata Vergine Maria Addolorata ad Aspra, vi farà scoprire la “mano” del giovane pittore tacciato come “comunista. Aprono le porte i due musei-gioiello, dedicati alla gente di mare e ai giocattoli, e la bottega colorata dei pittori di carretti Ducato. Infine, sarà l’ultima occasione per visitare la strabiliante casa d’artista ideata da quel viaggiatore appassionato che è Nino Rizzo.

CALTANISSETTA

Il cimitero dei “carusi” di Caltanissetta

Caltanissetta sta preparando un weekend scoppiettante (qui il programma): i giovani di Creative Spaces hanno riprogrammato in corsa il percorso lungo le antiche miniere fino all’impressionante cimitero dei Carusi, 19 croci bianche piantate nel terreno per ricordare i bambini (9 rimasero senza nome) uccisi nel rogo di Gessolungo. E apre fino alle 20,30 l’eclettica chiesa di San Sebastiano, una vera meraviglia che mostra anche la sua cripta, appena recuperata; e, solo domenica, anche Palazzo del Carmine con il Teatro Regina Margherita (fino alle 20): lo spunto viene dato dal corteo, dal concerto (sabato alle 19,45) e dalle manifestazioni sulle Varicedde, esposte proprio nel cortile di Palazzo del Carmine.

Ricostruzione della trincea nella Casa del Mutilato

Un altro sito da non perdere è la Casa del Mutilato dove cimeli e documenti raccontano le due Guerre mondiali (ve ne abbiamo parlato qui): proprio per i visitatori del festival è stata ricostruita una vera e propria trincea della Grande Guerra, con sacchi, filo spinato, simulacri di armi, reticolato e altri accessori usati sul fronte, completata da una gigantografia di una postazione italiana. E non dimenticate il coté dolce: aprono le porte i golosi laboratori artigiani del famoso torrone nisseno.

MESSINA

Mili San Pietro

Messina rilancia il “fuori porta” che è tanto piaciuto ai visitatori (qui il programma): dopo quattro anni alla scoperta dei siti della città, quest’anno il festival porta alla scoperta del villaggio fantasma di Massa San Nicola, un paese irreale posto sotto il vincolo della Soprintendenza; o del villaggio medievale di Mili San Pietro, nascosto sui Peloritani, dove si scopre che l’abbazia basiliana è la più antica chiesa normanna dell’intera isola. In città, nel quartiere Larderia, vi mostreranno nella chiesa di San Giovanni Battista, due enigmatici anagrammi aritmetici, che rimandano ai salotti nobiliari.

TRAPANI

Corale manoscritto della Biblioteca Fardelliana

Siamo arrivati a Trapani (qui il programma), dove i giovani di Agorà, a Trapani rilanciano il restauro in diretta, alla Biblioteca Fardelliana, dei corali medievali, è vero che non bisogna perdersi l’ultima occasione per visitare la sfarzosa Villa Aula – modanature, arredi eleganti e vetrate liberty del Gregoretti, un piacere per gli occhi – una delle scoperte di questa edizione. Ultime possibilità anche per la visita alla Torre della Colombaia (si raggiunge in barca, se il tempo lo permette; sennò le visite acquistate saranno riprogrammate anche nei prossimi giorni). Visite teatralizzate a Palazzo D’Alì dove i visitatori saranno accolti da una nobildonna, Clotilde, pronta a ricordare cerimonie e balli di una volta.

MARSALA

Palazzo del VII Aprile

Marsala teme per le visite e le esperienze allo Stagnone, ma si deciderà in corsa secondo i ghiribizzi del tempo (qui il programma). Ma intanto l’attenzione sarà tutta per la chiesa della confraternita dei Barbieri, San Giovannello che si aggiunge in corsa al bouquet del festival e aprirà in notturna, dalle 18 alle 21. Manca la copertura, a questa chiesa del XIV secolo voluta dai Chiaramonte: i bombardamenti del ’43 l’hanno pressoché distrutta, ma un oculato restauro (completato proprio di recente) finalmente la restituisce a Marsala come luogo di futuri eventi culturali. Non perdete i resti di un portale trecentesco in stile chiaramontano, inserito nel contesto di una struttura barocca. E domenica fino alle 21, visite serali anche ai due siti più visitati negli ultimi due weekend marsalesi, Palazzo VII Aprile e Palazzo Grignani, con la pinacoteca comunale. E, sempre con l’aiuto di Nonovento, ci sarà l’ ultima occasione per visitare San Matteo (con il suo Crocifisso contro le catastrofi) o scendere nel complesso ipogeico di Santa Maria della Grotta.

MAZARA DEL VALLO

Palazzo Vescovile di Mazara

Mazara infine, debuttante di questa edizione, ma di certo non l’ultima (qui il programma): la straordinaria “città vescovile” nel suo complesso – il palazzo della Diocesi, il Seminario e la vicina cattedrale – hanno attirato la maggior parte dei visitatori, ma i mazaresi hanno fatto la fila per visitare i ruderi di Sant’Ignazio, la chiesa dei Gesuiti, di solito nascosti dietro un portale serrato. E con Casa Periferica si può partecipare alla passeggiata sul lungomare, lungo il waterfront che racconta il rapporto dei mazaresi con il mare: tre gli appuntamenti, sabato sia alle 17 che alle 18, e domenica alle 17.

Con il vettore ufficiale del festival, Labisi, inoltre, domenica 27 settembre, si possono raggiungere comodamente in pullman da Palermo e visitare in giornata, Naro, Mazara del Vallo e Sambuca (qui per prenotare). Per tutte le informazioni e prenotazioni visitare il sito www.leviedeitesori.com. È attivo, inoltre, il centro informazioni del Festival al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

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