Le Vie dei Tesori, esperienze e dati a confronto

Giornata di studi sugli effetti virtuosi innescati dalla manifestazione, capace di moltiplicare i visitatori e suscitare interessi e curiosità

di Ruggero Altavilla

Le Vie dei Tesori modello innovativo di promozione dei beni culturali. Il festival che ogni anno trasforma le città in musei diffusi, aprendo le porte di chiese, palazzi e monumenti a centinaia di cittadini e turisti, è diventato ormai una delle manifestazioni culturali più importanti d’Italia.

All’effetto moltiplicatore del festival, che l’anno scorso ha chiuso la 12esima edizione con 365mila visitatori in tutta la Sicilia, è dedicata una giornata di studi dal titolo “I dati del Festival e le esperienze a confronto”, che si svolgerà venerdì 1 febbraio alle 10,30, nella sede dell’assessorato regionale dei Beni culturali, in via Delle Croci, a Palermo.

Si discuterà degli effetti innescati dalla manifestazione, capace di moltiplicare i visitatori, ma soprattutto suscitare interesse e curiosità che, come una cascata, ricadono su altri luoghi. Al centro dell’incontro, una ricerca curata dall’Osservatorio turistico delle Isole europee, che mette in evidenza gli aspetti virtuosi del festival.

Saranno presenti l’assessore Sebastiano Tusa, il dirigente generale dell’assessorato Sergio Alessandro, il direttore del Cricd, Caterina Greco e numerosi responsabili di poli museali e sovrintendenze regionali.

La ricerca, realizzata dall’Otie, sarà presentata dal suo presidente Giovanni Ruggieri, docente di Economia del Turismo. Per parte universitaria parteciperanno il prorettore Paolo Inglese e il docente di Marketing Carlo Amenta. Testimonianze di Lina Bellanca, soprintendente ai Beni culturali di Palermo; Francesca Spatafora, direttore del Museo archeologico Salinas di Palermo; Caterina Di Giacomo, direttore del Polo regionale di Messina; Luigi Biondo, soprintendente ai Beni culturali di Agrigento e direttore del Polo museale di Trapani.

Giornata di studi sugli effetti virtuosi innescati dalla manifestazione, capace di moltiplicare i visitatori e suscitare interessi e curiosità

di Ruggero Altavilla

Le Vie dei Tesori modello innovativo di promozione dei beni culturali. Il festival che ogni anno trasforma le città in musei diffusi, aprendo le porte di chiese, palazzi e monumenti a centinaia di cittadini e turisti, è diventato ormai una delle manifestazioni culturali più importanti d’Italia.

All’effetto moltiplicatore del festival, che l’anno scorso ha chiuso la 12esima edizione con 365mila visitatori in tutta la Sicilia, è dedicata una giornata di studi dal titolo “I dati del Festival e le esperienze a confronto”, che si svolgerà venerdì 1 febbraio alle 10,30, nella sede dell’assessorato regionale dei Beni culturali, in via Delle Croci, a Palermo.

Si discuterà degli effetti innescati dalla manifestazione, capace di moltiplicare i visitatori, ma soprattutto suscitare interesse e curiosità che, come una cascata, ricadono su altri luoghi. Al centro dell’incontro, una ricerca curata dall’Osservatorio turistico delle Isole europee, che mette in evidenza gli aspetti virtuosi del festival.

Saranno presenti l’assessore Sebastiano Tusa, il dirigente generale dell’assessorato Sergio Alessandro, il direttore del Cricd, Caterina Greco e numerosi responsabili di poli museali e sovrintendenze regionali.

La ricerca, realizzata dall’Otie, sarà presentata dal suo presidente Giovanni Ruggieri, docente di Economia del Turismo. Per parte universitaria parteciperanno il prorettore Paolo Inglese e il docente di Marketing Carlo Amenta. Testimonianze di Lina Bellanca, soprintendente ai Beni culturali di Palermo; Francesca Spatafora, direttore del Museo archeologico Salinas di Palermo; Caterina Di Giacomo, direttore del Polo regionale di Messina; Luigi Biondo, soprintendente ai Beni culturali di Agrigento e direttore del Polo museale di Trapani.

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