Le Vie dei Tesori arrivano al Nord

La presentazione del Festival partito 12 anni fa da Palermo oggi nella sede della stampa estera di Milano. Saranno oltre 30 i luoghi aperti tra il capoluogo lombardo, Mantova e la Valtellina negli ultimi 2 weekend di ottobre

di Antonella Lombardi

A pochi passi dall’unica piazza barocca di Milano, la cui prima pietra fu posata dal cardinale Federico Borromeo – la chiesa di Sant’Alessandro, nel centro del capoluogo lombardo – è stata “battezzata” la prima edizione del Festival Le Vie dei Tesori che da quest’anno arriva anche a Milano, Mantova e Valtellina.

Saranno 30 i luoghi aperti e raccontati negli ultimi due weekend di ottobre (20-21 e 27-28). Il festival che trasforma le città in musei diffusi, apre così in Lombardia case private, giardini nascosti, chiese poco conosciute, luoghi poco raccontati o borghi da scoprire, grazie anche alla partnership, a Milano, degli Amici del Museo Poldi Pezzoli.

Nelle otto città della Sicilia coinvolte sono stati oltre 70mila i visitatori che si aggiungono agli oltre 36mila registrati a Palermo soltanto nel primo weekend. E il 19 ottobre sarà la volta di Catania, con un itinerario straordinario di 32 luoghi. L’anno scorso Le Vie dei Tesori hanno portato a Palermo 300mila visitatori con una ricaduta turistica di oltre 3 milioni di euro. Il festival, nato 12 anni fa a Palermo per celebrare i 200 anni dell’Ateneo, è diventato col tempo un progetto di innovazione sociale che oltre a estendersi a tutta la Sicilia ora guarda al resto d’Italia.

E così alla presentazione nella sede della stampa estera di Milano c’erano i rappresentanti istituzionali di Milano, Mantova, Valtellina, come l’assessore al patrimonio Unesco di Mantova, Paola Nobis, Italo Scaietta, presidente Federazione italiana Amici dei Musei, che ha annunciato dal 2 al 4 novembre la presenza a Palermo, in coincidenza con Manifesta e l’ultimo weekend de Le Vie dei Tesori, dei rappresentanti europei Fidam, insieme al vicepresidente Aldo Citterio e di Manuela Rosignoli, della direzione esecutiva del festival Pianocity che con Le Vie dei Tesori ha sposato l’idea dell’apertura e condivisione dei luoghi con due concerti che a Palermo sono stati un successo.

Tra i presenti alla conferenza anche Angelo Sajeva, co-founder della concessionaria Gds media che ha creduto in questo progetto e che ha parlato di “un risveglio delle città e di un progetto che sta educando alla conoscenza della città”. “Riuniamo 60 associazioni di Amici dei musei che sono espressione dei territori – ha detto Scaietta – la nostra è la più antica forma di volontariato culturale del mondo”.

Tra le chicche che saranno aperte al pubblico a Mantova, le stanze blindate di Palazzo Te, con opere di artisti internazionali o palazzo Magnaguti con la scala in marmo che riproduce quella michelangiolesca nella biblioteca Laurenziana di Firenze, ma anche luoghi rimossi dalla memoria collettiva, come San Nicolò che durante i rastrellamenti nazisti diventò un campo di concentramento per i militari catturati al fronte, ma anche il museo dedicato alla Gazzetta di Mantova, quotidiano più antico con la sua prima copia del 1665 o la Villa Liberty che fu di Tazio Nuvolari.

Infine, il patrimonio storico, naturalistico e artistico della Valtellina, con un percorso inedito dedicato all’Orlando furioso. Ma sono tanti i luoghi che svelano con questa prima edizione de Le Vie dei Tesori, l’anima nascosta di un Nord Italia da raccontare e far conoscere. È il caso, a Milano, del giardino di via Saffi, oasi romantica a pochi passi dal Cenacolo di Leonardo Da Vinci, con piante secolari e angoli suggestivi, o il tempio civico di San Sebastiano insieme civile e religioso, o la casa Mangini Bonomi, con migliaia di oggetti della vita quotidiana frutto di collezioni in giro per l’Europa, passando per la Chiesa di San Carlo al Lazzaretto, tempio rinascimentale dove pregavano i malati di peste, o la chiesa di San Raffaele Arcangelo, scrigno del IX secolo nascosto a fianco del Duomo, fino alla fondazione Piero Portaluppi o agli orologi e preziosi strumenti musicali di Palazzo Lurani Cernuschi.

Ma l’elenco dei luoghi che a Milano potranno essere visitati con la formula de Le Vie dei Tesori è lungo. Tutti i luoghi vengono messi in rete e possono essere visitati attraverso i coupon che si trovano sul sito www.leviedeitesori.it.

“Questa straordinaria esperienza palermitana che adesso collega Palermo alla Lombardia è la conferma del successo di una promozione culturale e di conoscenza dei tesori delle nostre città”, ha detto in un videomessaggio inviato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

La presentazione del Festival partito 12 anni fa da Palermo oggi nella sede della stampa estera di Milano. Saranno oltre 30 i luoghi aperti tra il capoluogo lombardo, Mantova e la Valtellina negli ultimi 2 weekend di ottobre

di Antonella Lombardi

A pochi passi dall’unica piazza barocca di Milano, la cui prima pietra fu posata dal cardinale Federico Borromeo – la chiesa di Sant’Alessandro, nel centro del capoluogo lombardo – è stata “battezzata” la prima edizione del Festival Le Vie dei Tesori che da quest’anno arriva anche a Milano, Mantova e Valtellina.

Saranno 30 i luoghi aperti e raccontati negli ultimi due weekend di ottobre (20-21 e 27-28). Il festival che trasforma le città in musei diffusi, apre così in Lombardia case private, giardini nascosti, chiese poco conosciute, luoghi poco raccontati o borghi da scoprire, grazie anche alla partnership, a Milano, degli Amici del Museo Poldi Pezzoli.

Nelle otto città della Sicilia coinvolte sono stati oltre 70mila i visitatori che si aggiungono agli oltre 36mila registrati a Palermo soltanto nel primo weekend. E il 19 ottobre sarà la volta di Catania, con un itinerario straordinario di 32 luoghi. L’anno scorso Le Vie dei Tesori hanno portato a Palermo 300mila visitatori con una ricaduta turistica di oltre 3 milioni di euro. Il festival, nato 12 anni fa a Palermo per celebrare i 200 anni dell’Ateneo, è diventato col tempo un progetto di innovazione sociale che oltre a estendersi a tutta la Sicilia ora guarda al resto d’Italia.

E così alla presentazione nella sede della stampa estera di Milano c’erano i rappresentanti istituzionali di Milano, Mantova, Valtellina, come l’assessore al patrimonio Unesco di Mantova, Paola Nobis, Italo Scaietta, presidente Federazione italiana Amici dei Musei, che ha annunciato dal 2 al 4 novembre la presenza a Palermo, in coincidenza con Manifesta e l’ultimo weekend de Le Vie dei Tesori, dei rappresentanti europei Fidam, insieme al vicepresidente Aldo Citterio e di Manuela Rosignoli, della direzione esecutiva del festival Pianocity che con Le Vie dei Tesori ha sposato l’idea dell’apertura e condivisione dei luoghi con due concerti che a Palermo sono stati un successo.

Tra i presenti alla conferenza anche Angelo Sajeva, co-founder concessionaria Gds media che ha creduto in questo progetto e che ha parlato di “un risveglio delle città e di un progetto che sta educando alla conoscenza della città”. “Riuniamo 60 associazioni di Amici dei musei che sono espressione dei territori – ha detto Scaietta – la nostra è la più antica forma di volontariato culturale del mondo”.

Tra le chicche che saranno aperte al pubblico a Mantova, le stanze blindate di Palazzo Te, con opere di artisti internazionali o palazzo Magnaguti con la scala in marmo che riproduce quella michelangiolesca nella biblioteca Laurenziana di Firenze, ma anche luoghi rimossi dalla memoria collettiva, come San Nicolò che durante i rastrellamenti nazisti diventò un campo di concentramento per i militari catturati al fronte, ma anche il museo dedicato alla Gazzetta di Mantova, quotidiano più antico con la sua prima copia del 1665 o la Villa Liberty che fu di Tazio Nuvolari.

Infine, il patrimonio storico, naturalistico e artistico della Valtellina, con un percorso inedito dedicato all’Orlando furioso. Ma sono tanti i luoghi che svelano con questa prima edizione de Le Vie dei Tesori, l’anima nascosta di un Nord Italia da raccontare e far conoscere. È il caso, a Milano, del giardino di via Saffi, oasi romantica a pochi passi dal Cenacolo di Leonardo Da Vinci, con piante secolari e angoli suggestivi, o il tempio civico di San Sebastiano insieme civile e religioso, o la casa Mangini Bonomi, con migliaia di oggetti della vita quotidiana frutto di collezioni in giro per l’Europa, passando per la Chiesa di San Carlo al Lazzaretto, tempio rinascimentale dove pregavano i malati di peste, o la chiesa di San Raffaele Arcangelo, scrigno del IX secolo nascosto a fianco del Duomo, fino alla fondazione Piero Portaluppi o agli orologi e preziosi strumenti musicali di Palazzo Lurani Cernuschi.

Ma l’elenco dei luoghi che a Milano potranno essere visitati con la formula de Le Vie dei Tesori è lungo. Tutti i luoghi vengono messi in rete e possono essere visitati attraverso i coupon che si trovano sul sito www.leviedeitesori.it.

“Questa straordinaria esperienza palermitana che adesso collega Palermo alla Lombardia è la conferma del successo di una promozione culturale e di conoscenza dei tesori delle nostre città”, ha detto in un videomessaggio inviato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

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