Le Vie dei Tesori a Sambuca e Naro

Il Festival ritorna nei due borghi agrigentini aprendo chiese, palazzi e musei. Saranno visitabili in tutto diciannove siti, completati da quattro passeggiate

di Redazione

Torri, chiese, palazzi e musei in due borghi-gioiello tutti da scoprire. Le Vie dei Tesori torna per la seconda volta a Sambuca di Sicilia e Naro. Il Festival che ogni anno trasforma le città siciliane in “musei diffusi”, si inaugura sabato prossimo, 12 settembre, e andrà avanti fino all’8 novembre in quindici tra città e borghi (qui per saperne di più). I weekend a Sambuca saranno tre, il sabato e la domenica, fino al 27 settembre; Naro si aggiunge soltanto il 26 e 27 settembre. I due borghi agrigentini l’anno scorso avevano ottenuto un bellissimo successo inatteso di quasi seimila visitatori, quest’anno si visiteranno con un unico coupon, utilizzabile in tutti i siti, visitabili preferibilmente su prenotazione e con numeri contingentati, nel pieno rispetto delle norme anticovid (qui per scoprire come funziona il Festival quest’anno).

Chiesa di Santa Caterina a Sambuca

Nell’anno in cui l’emergenza ha portato a riscoprire un turismo slow, spesso sostenibile, attento ai luoghi, Le Vie dei Tesori si è trovata già un passo avanti. Perché sia Sambuca che Naro sono due borghi-gioiello: la prima con la luce morbida che accarezza le cave di tufo, le case recuperate con un’intelligente operazione di marketing, l’attenzione per i suoi personaggi illustri, Navarro o Gianbecchina, ma anche l’area archeologica punica che sembra proteggerla dall’alto. Il festival, che quest’anno è sostenuto da Unicredit, a Sambuca ha il supporto del Comune. “Le Vie dei Tesori ci permettono di riscoprirci – spiegano il sindaco Leonardo Ciaccio e il vicesindaco, e assessore alla Cultura, Giuseppe Cacioppo – ci riappropriamo del nostro territorio. E soprattutto i sambucesi ritroveranno la chiesa della Concezione, chiusa da due anni per restauri; o potranno salire a Monte Adranone dove già questa estate abbiamo organizzato degli spettacoli molto seguiti”.

Uno scorcio di Naro

E poi c’è Naro, arroccata, che nasconde un barocco sontuoso, anche se profondamente diverso da quello del Val di Noto. Anche qui il festival è alla sua seconda esperienza (qui tutti i luoghi e le passeggiate in programma). “Sono orgogliosa di riavere nella mia città questo importante appuntamento turistico culturale che valorizza nella sua pienezza tutte le bellezze della Fulgentissima”, sottolinea il sindaco Maria Grazia Brandara.

Casa Giambecchina Adragna a Sambuca

A Sambuca si potranno visitare dodici luoghi, con un collegamento netto tra il cuore antico di Zabut e le sue immediate vicinanze, sulle tracce di personaggi illustri che qui hanno scelto di vivere (qui tutti i luoghi). A partire dal “pittore degli umili” Gianbecchina di cui si visiteranno sia la pinacoteca cittadina, nata dal lascito alla città, che (novità di quest’anno) la casa-studio sulla collina di Adragna. E ancora, si cercheranno le passioni dello scrittore (ignorato alla massa), amico di Verga e Capuana: a Emanuele Navarro della Miraglia è dedicata un’importante biblioteca allestita dalla Banca Sicana. Sarà una vera scoperta curiosa anche la “macchina” ottocentesca nascosta nella Torre dell’Orologio, che si raggiungerà con un ripida scaletta a chiocciola.

Le Purrere

Riaprirà le porte dopo due anni, dopo un lungo restauro, la Chiesa della Concezione con il suo bellissimo portale arabo normanno, monumento nazionale, che proviene dall’ormai distrutta chiesa di San Nicolò di Adragna. E un portale simile lo accoglie anche la Chiesa di San Giuseppe che però risale al Seicento e nasconde straordinari affreschi di scuola palermitana e del sambucese fra’ Felice. Sono dei graditi ritorni, invece – oltre alle antiche Purrere, le cave di pietra che corrono sotto il borgo – la casa natale del primo sindaco di Sambuca post Liberazione, Tommaso Amodeo, un intero complesso fatto di ambienti diversi, ex vicoli, slarghi, terrazze, scale e salottini, con un inaspettato giardino mediterraneo; la chiesa di Santa Caterina che faceva parte del monastero e è un vero tripudio: furono queste monache a creare le famose “Minni di vergini”; la seicentesca chiesa del Purgatorio dove da poco più di un anno è aperto il Mudia, il Museo Diocesano; il rinascimentale Palazzo Panitteri con la bella collezione di reperti dagli scavi a Monte Adranone (che si raggiungerà durante la passeggiata); la collezione di sculture tessili della francese Sylvie Clavel; e infine, il Teatro l’Idea, creato da cinque imprenditori a metà ‘800, piccolino ma con una stagione seguitissima.

Il quartiere saraceno di Sambuca

Verranno organizzate due passeggiate, condotte da Antonella Di Giovanna. La prima, che l’anno scorso ha avuto un grande successo, condurrà tra i vicoli saraceni, nel cuore antico di Zabut (qui per prenotare). Ma è l’altra ad essere molto attesa: si salirà fino all’area archeologica di Monte Adranone, a mille metri d’altezza, sulle tracce della comunità che già nel IV secolo avanti Cristo viveva questa città-fortezza (qui per prenotare).

San Calogero a Naro

Naro accoglierà Le Vie dei Tesori nell’ultimo weekend, sabato 26 e domenica 27 settembre. Sono stati scelti sette siti, già molto frequentati lo scorso anno, che riescono a raccontare con attenzione la storia del borgo stretto arroccato attorno al suo castello (qui tutti i luoghi). La Fulgentissima amata da Federico II nel 1200 Naro era tutta raccolta in una cinta fortificata su cui si aprivano cinque porte. Ne è rimasta in piedi soltanto una, la Porta d’Oro, esempio di un piccolo gioiello medievale che poi si srotola nel barocco.

Chiesa di Santa Caterina

Sotto lo sguardo benevolo del Castello, si è sviluppata una comunità attiva, chiese e monasteri la punteggiano ovunque, in un intreccio di storie, culture e religioni di cui è simbolo la Matrice, che in un tempo antico era proprio una moschea. Si va dalla sacrestia di San Francesco con i suoi estrosi armadi intagliati, a Santa Caterina con le (poche) tracce degli affreschi attribuiti a Cecco da Naro, pittore che Manfredi Chiaramonte portò con sé a Palermo affidandogli il soffitto dello Steri, al convento di San Francesco che ospita la Biblioteca Feliciana, un tesoro enorme di  24 incunaboli, 500 cinquecentine, 56 manoscritti, un codice pergamenaceo in gotico miniato in oro; e una bibbia poliglotta in 8 lingue del 1657. Al Museo Civico si scopre la collezione di opere donate da Bruno Caruso e al Santuario di San Calogero si prega il santo Nero. Due le passeggiate, una alla scoperta di Naro barocca, tra monasteri e cappelle nobiliari; e un’altra tra le viuzze attorno via Vanelle, percorribili solo a piedi (qui per prenotare).

Un volume custodito nella Biblioteca Feliciana a Naro

La 14esima edizione de Le Vie dei Tesori durerà nove settimane, divise essenzialmente in due tronconi: il primo si apre sabato 12 settembre e durerà tre settimane, fino al 27 settembre: con Sambuca, in contemporanea apriranno le porte Trapani, Marsala e Mazara – visitabili con coupon validi nelle tre città – e debutterà Bagheria; ritorneranno per la quarta volta Messina e Caltanissetta, e poi si aggiunge Naro. Dal 3 ottobre, la seconda tranche: toccherà alla sontuosa Catania scolpita nella lava, all’elegante Ragusa e alle (diversamente) barocche Scicli e Noto; ritornerà Sciacca e debutterà Monreale che partirà addirittura dal 10 ottobre, dopo l’ammiraglia, Palermo, dove il Festival durerà sei weekend, fino all’8 novembre. Aneddoti, informazioni e ogni altra curiosità sul festival sul portale www.leviedeitesori.com.

Uno dei bus di Labisi

Quest’anno, accanto alle visite, alle passeggiate e alle esperienze si aggiunge un altro tassello nell’offerta del Festival: i tour organizzati in collaborazione con Insider Sicily, il tour operator che fa scoprire un’isola autentica, fuori dalle consuete rotte turistiche (scopritelo qui). “Mezza giornata con noi”, per vivere il Festival in libertà con otto ingressi e un pranzo o cena tipico (con prenotazione dei luoghi garantita dall’organizzazione) e “Un weekend con noi”, un finesettimana in tutte le città del Festival per scoprire tesori dell’arte e del palato. Tornano, poi i viaggi in pullman da Palermo nelle altre città del Festival, in collaborazione con Labisi, vettore ufficiale della manifestazione. Sambuca e Naro si potranno comodamente raggiungere in bus il 27 settembre, partendo la mattina e rientrando in serata (qui per prenotare il bus). Altri viaggi sono previsti per Caltanissetta e Trapani (13 settembre); Marsala e Messina (20 settembre); Naro, Sambuca e Mazara (27 settembre).

I luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda di ciascuno spazio e delle caratteristiche dei siti. È stata istituita ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o nell’info point sul posto. Le visite si faranno con la guida in presenza, se la logistica dei luoghi lo consente, oppure con l’audioguida d’autore registrata dalla viva voce dei giovani dell’associazione Amici delle Vie dei Tesori. Per tutte le informazioni e prenotazioni visitare il sito www.leviedeitesori.com. È attivo, inoltre, il centro informazioni del Festival al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

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