Le Vie dei Tesori al gran finale: il meglio del quinto weekend a Palermo

Ultimo fine settimana del festival tra palazzi ritrovati e collezioni scientifiche. Un crocifisso dell’Inquisizione tra le mani di Dulciora. E ancora, i codici dei Gesuiti, yoga tra gli alberi secolari e visite ad antiche fornaci

di Redazione

Nella Sicilia sconfitta dal maltempo, Le Vie dei Tesori si preparano al loro quinto weekend e pensano già ad una piccola sorpresa: i dieci luoghi e le tre passeggiate più amate dai visitatori comporranno una piccola “coda” novembrina, sabato 6 e  domenica 7 a Palermo, altri dieci siti e due esperienze domenica 7 per Catania, funestata dalle piogge; da prenotare già da lunedì prossimo su www.leviedeitesori.com. Per chi ha ancora voglia di scoprire, per chi ha trovato i siti sold out, per chi vuole ubriacarsi ancora di bellezza.

Nel frattempo, il weekend è anticipato da un interessante incontro per discutere di musei 4.0, opportunità e futuro: venerdì 29 ottobre alle 18,30 nella Sala delle Metope del Museo archeologico Salinas approda il road show del libro di Domenico Piraina e Maurizio Vanni “La nuova museologia: le nuove opportunità nell’incertezza. Verso uno sviluppo sostenibile” (Celid). Il futuro dei musei e dei luoghi della cultura passa da storytelling, percorsi su misura, performance inclusive, legami con gli stakeholder del territorio per entrare nella dimensione quotidiana dei cittadini: è la Museum Social Responsibility (MSR), il principale strumento di cui le istituzioni culturali dovranno dotarsi per affrontare le sfide post Covid19. Il musicologo, storico dell’arte e direttore del LuC.C.A. (Lucca center of Contemporary Art) Maurizio Vanni ne discuterà con il direttore del Salinas, Caterina Greco e il presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori Laura Anello. Ingresso libero e con green pass (qui per prenotare).

 

Il crocifisso dell’Inquisitore

Ed eccoci al weekend: ultima occasione per le visite teatralizzate (qui per prenotare), ma ci sarà una sorpresa. Un appassionato come Salvatore Savoia, direttore del Museo del Risorgimento, ha tratto dalla sua collezione senza fondo un prezioso quanto terribile crocifisso in legno del 1726, appartenuto a padre Erardo Kuglmayr da Radkersburg, ministro generale dei Cappuccini: è indicato come uno dei crocifissi degli inquisitori, durante gli interrogatori e gli autodafé dei condannati. Scuro, ombroso, vi è dipinto Cristo sulla croce con le ferite aperte che sanguinano, un segno imponente da mostrare ai prigionieri che imploravano misericordia.

Stefania Blandeburgo a Villa Pottino nei panni di zia Mimmi

Il crocifisso diventerà una sorta di testimone muto per l’elegante Dulciora, la donna che riuscì a gabbare il Sant’Uffizio: le darà voce Stefania Blandeburgo, domenica prossima, dalle 20 alle 22 proprio in quelle carceri colme dei graffiti dei prigionieri, allo Steri. E sempre l’attrice sarà anche la popolana Margheritina, moglie disgraziata del poeta di strada Peppe Schiera: il testo è di Salvo Licata e sarà proposto domenica dalle 11 alle 14 a Palazzo Costantino, una delle sorprese di questa edizione, la dimora sventrata dei Quattro Canti che nasconde affreschi superstiti: il palazzo è visitabile domani sera dalle 17 alle 21, poi sabato e domenica dalle 10 alle 20.  Il terzo e ultimo impegno di Stefania Blandeburgo sarà con l’affascinante zia Mimmi, l’ultima abitante dell’elegante Villa Pottino dove morì nel 2013 a 101 anni. Sabato dalle 11 alle 17, teatralizzazione e visita guidata.

Trio di sax al Museo Salinas

E sempre sabato, ma al Museo Salinas, riecco le “Invasioni musicali” a colpi di sax della L. Switters Sax Brotherhood, gruppo di virtuosi sassofonisti capitanato da Gianni Gebbia e costituito da alcuni tra i più conosciuti improvvisatori del sud Italia (come Demian Barbarin, al secolo Davide Barbarino; St. Pier de Chateau Royal, nickname per Pierfrancesco Mucari o J. Anton Goebius che nasconde lo stesso Gebbia): dialogheranno da vicino con le Metope, schiacceranno l’occhio alle statue, accarezzeranno di musica la Pietra di Palermo. La sortita sarà dalle 21 alle 23 (qui per prenotare).

Villa De Cordova

Per gli altri siti c’è solo imbarazzo nella scelta (qui tutti i luoghi): aprono le porte tutti i palazzi storici e le ville, un vero tour sontuoso tra gli interni rococò palazzo Burgio di Villafiorita (via Garibaldi 44, sab-dom 10-12,30 e 15-17,30), gli affreschi e i velluti di Palazzo di Città (sab-dom 10-17,20) all’appena restaurato Palazzo Oneto di Sperlinga (via Bandiera 24, sab-dom 10-17,30) all‘ex palazzo dei Valguarnera marchesi di Santa Lucia con lo straordinario affaccio su piazza Bellini (sab–dom 10 -17,20). Unica possibilità domenica (10-12,40) per visitare Villa Boscogrande (via Tommaso Natale 91) che Luchino Visconti scelse tra i set del Gattopardo, mentre solo per poche ore (sab-dom dalle 11 alle 13,30) è aperta poco distante anche una delle residenze più belle della Piana dei Colli, Villa de Cordova (via Tommaso Natale 80). Per scoprire i sontuosi arredi e il giardino di Villa Niscemi (piazza dei Quartieri 2) si può andare nel weekend tra le 10 e le 17. E se di residenze ne avete abbastanza, uscite nel delicatissimo e romantico giardino del Duca di Serradifalco (via Dante 332) una delle sorprese di questa edizione: è bellissimo, incantato e fermo nel tempo, dove si potrà anche partecipare alle lezioni di yoga di Stefania Meroni e Claudia Pessina (sab-dom dalle 9,30 alle 11).

Visite al Castello a Mare

Per chi se lo fosse perso lo scorso weekend, è tutto da scoprire il nuovo percorso del Castello a Mare che riapre dopo il lockdown (ve ne abbiamo parlato qui): si camminerà sui bastioni e si osserverà dall’alto il fossato, per poi arrivare alla porta Aragonese recuperata. Ingresso da via Patti, possibile solo sabato dalle 10 alle 17,30 e domenica fino alle 12,30. Per chi ama i marchingegni, ecco le eliche e i pistoni degli aerei delle due guerre, al Museo storico dei motori e dei meccanismi, dentro la Scuola Politecnica (viale delle Scienze, ed.8, dalle 10 alle 17,30); o perdersi tra i 400 strumenti scientifici d’epoca utilizzati per gli esperimenti di fisica e chimica e ora raccolti all’istituto Crispi Almeyda (museo delle scienze Margherita Hack, largo Mineo 4, solo sabato dalle 10 alle 12); o tuffarsi virtualmente nel Mar di Sicilia un tempo popolato da anguille e dentici enormi (lo capirete al museo di zoologia Doderlein, via Archirafi 16, sabato e domenica dalle 10 alle 17,30); una bellissima sorpresa saranno anche le 34 gigantesche tavole ottocentesche che raffigurano edifici antichi, e su cui studiava Giovanbattista Filippo Basile: ultima occasione per scopritele dalla viva voce dei docenti di Architettura, sabato dalle 10 alle 13, al Dipartimento di viale delle Scienze.

Museo della Guerra

Apre tutto il complesso di siti legati all’Esercito: armi, tascapane, elmetti e persino la ricostruzione di una trincea si trovano al “museo della guerra” della Caserma Ruggero Settimo (piazza San Francesco di Paola) dove sono stati anche scoperti antichi affreschi; il trecentesco Palazzo Sclafani (piazza della Vittorio 14) dove nacque il Trionfo della Morte oggi all’Abatellis: sono tutti aperti sabato e domenica 10-12,30), mentre il Circolo Ufficiali (piazza Sant’Oliva 25, è aperto 9-12 e 15-18. Solo domenica si visita Casa Massonica (piazzetta Pietro Speciale 9, domenica 10-17,30) che i palermitani hanno appena scoperto, ma non bisogna perdere l’occasione di visitare.

Laboratorio di restauro a Palazzo Montalbo

Non perdete il grande laboratorio del centro regionale di restauro, a Palazzo Montalbo (via dell’Arsenale 12): soltanto sabato dalle 9 alle 12,30 le restauratrici vi spiegheranno i segreti per recuperare arazzi, affreschi e fotografie d’epoca. Occasione ghiotta anche per le Antiche Fornaci Maiorana (via cardinale Mariano Rampolla 68), i cunicoli scavati dai “carusi” sotto la città per ricavare la calce (sab-dom 10-17,30): sono una vera esperienza, raccontata dagli eredi dei proprietari della miniera. Come è bellissimo scendere nella camera dello Scirocco di fondo Micciulla, scavata nella roccia all’ingresso di un qanat (domenica 10-16,30). Ritorna anche la settecentesca biblioteca di Casa Professa dove ammirare codici miniati manoscritti dei Gesuiti (sab-dom 10-17,30).

Gitto Garden

E se sono sold out le visite al Teatro Massimo, ci sono ancora posti per quelle al Politeama domenica dalle 10 alle 17,30). Solo per i visitatori delle Vie dei Tesori, al Museo Abatellis, all’Oratorio dei Bianchi e a Palazzo Mirto, i pezzi preziosi delle collezioni di Wunderkammer. Ultima possibilità per passeggiare nel verde dei vivai Gitto (via Castelforte 100) dove vi narreranno la storia di un lembo di costa strappato alle paludi e regalato alle ville liberty (Mondello dei primi del Novecento), solo sabato alle 11 e alle 16. Se invece volete partecipare a un’esperienza di narrazione condivisa, raggiungete l’Ecomuseo del mare (via Messina Marine 14) per entrare nella prima cupola in terra cruda, un piccolo “nido”, opera d’arte comunitaria dei collettivi Ideadestroyingmuros e Vide Terra (qui tutte le esperienze).

Info point delle Vie dei Tesori

Si potrà anche partecipare alle ultime passeggiate (ma anche qui ci saranno sorprese il prossimo fine settimana), che porteranno tra i segreti di giardini storici, sull’antica via dei mercati o lungo il percorso dello storico tram. Gli ultimi scampoli della Conca d’Oro, le storie di devozione raccontate dalle edicole votive e quelle degli anni più bui della guerra di mafia degli anni ’80. E ancora, grotte, neviere e fiumi da scoprire con escursioni fuori porta (qui per prenotare le passeggiate).

Per informazioni su tutti gli altri appuntamenti dell’ultimo weekend delle Vie dei Tesori cliccare qui, o telefonare allo 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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