Le Vie dei Tesori a Sciacca e Erice, il meglio del secondo weekend

Ascoltare il racconto di chi ha vissuto nella tonnara, visitare la chiesa dimenticata che un artista ha trasformato in “Domus”, pescare di notte alla luce delle lampare, scoprire città della scienza dove si studiano i terremoti: tanti appuntamenti da non perdere

di Redazione

Entrare in una chiesa chiusa da sessant’anni e respirarne la storia: lo Spasimo a Sciacca è stato sede di una sezione della Corte di Assise di Agrigento, ha ospitato processi penali, e nel 1963 Pietro Germi vi girò la scena del processo di “Sedotta e abbandonata”. Ma è silente da tempo: qui sono arrivati tanti giovani che hanno portato via tonnellate di rifiuti, centimetri vischiosi di guano: e l’hanno fatta rivivere, tanto che dalla scorsa settimana i saccensi sono in coda per poterla riscoprire.

La mostra Domus di Franco Accursio Gulino

E sempre nella chiesa dello Spasimo, Franco Accursio Gulino ha fatto nascere “Domus”, la sua personale curata da Laura Anello e Anthony Bentivegna, che si inaugurerà sabato prossimo: è un artista che ama le stratificazioni, le sue opere entrano in sinergia con lo spazio, cercano di raccontarne la storia per immagini. Buste, lettere quasi fossilizzate, dipinti con terre colorate, alcune tratte dalla sua casa di Agrigento: “Domus” non è nata facilmente, Gulino cercava un sito adatto da tempo, con lo Spasimo si è creato un cortocircuito straordinario.

Chiesa del Carmine

L’altro luogo che i cittadini di Sciacca hanno riscoperto con sorpresa è stata la chiesa del Carmine: sali una scala moderna e ti trovi dentro una cupola medievale, con le lunette a corredo. È il cuore antico e nascosto del Carmine, guardato a vista da un bellissimo Cristo in legno: un’altra scala ripida e sei sui tetti, a pochi centimetri dalle campane, affacciato sulla città (qui tutti i luoghi di Sciacca). Ma questo secondo weekend delle Vie dei Tesori  – da venerdì 8 a domenica 10 ottobre con il supporto del Comune e con UniCredit come main sponsor, in contemporanea a Palermo, Catania, Cefalù, Erice, Ragusa e Scicli  – è anche esperienze inedite, una dopo l’altra, straordinarie (qui per prenotare): potrete salire sulla coloratissima Ape car di Francesco che vi porterà a rotta di collo tra i vicoli antiche della Kasbah, dove le auto non riescono a passare: domenica potrebbe anche condurvi alla scoperta degli studi degli artisti e dei tanti murales che punteggiano i muri del quartiere più antico di Sciacca, ormai abitato solo dai vecchi abitanti.

La tonnara di Sciacca

Se invece raggiungerete la Tonnara – il vecchio stabilimento con la ciminiera è stato trasformato in un luogo per gli amanti del mare – potrete ascoltare la viva voce di chi un tempo ha abitato questo luogo: Niccolò Barrabini, allora figlio dell’ultimo amministraturi della Tonnara, oggi ultrasettantenne racconterà di rais, di tonni, di attese e ritorni, dei canti raccolti da Lomax e della vita quotidiana in riva al mare nel dopoguerra. Ma ci sarà tanto da fare questo weekend a Sciacca: potrete raggiungere le grotte dell’antico Caricatore, e camminare sulle tracce di un aromatario settecentesco per scoprire che ci son fiori che si mangiano e che esiste la menta al cioccolato.

Palazzo Licata Borsellino

Se preferite invece i palazzi eleganti, non perdete i saloni e gli arredi sontuosi di palazzo Licata Borsellino, ma soprattutto passeggiate nel giardino segreto e annusate, gli aranci amari possiedono un profumo penetrante; e qui vi racconteranno come sono nate le ova murina di Donna Beatrice, nei mesi estivi in cui bisognava rinunciare ai cannoli di ricotta. Entrate a Casa De Cicco, accolti dal padrone di casa: il dottor Domenico vi racconterà come le Murgie hanno qualcosa in comune con Sciacca, e sono presepi, cimeli, mobili antichi e la collezione straordinaria di ceramica siciliana.

Ceramiche Carlino a Sciacca

Ancora: ogni ceramista ha il suo segno, il suo tocco, la sua scuola, i suoi colori, ogni bottega la sua particolarità. Conoscerle tutte sarà un’impresa, ma nel frattempo potreste scoprire come si lavora il corallo, come nasce uno scialle all’uncinetto. Se invece non ce la fate proprio a rinunciare al mare neanche per qualche ora, potrete salire su una barca e osservare Sciacca dall’acqua oppure armarvi di pazienza e salire su un peschereccio al tramonto per partecipare ad un battuta di pesca con le lampare: trascorrerete la notte ascoltando i racconti dei pescatori mentre si attende di arrivare sui banchi per pescare sardine e acciughe che poi si arrostiranno all’alba, prima di tornare a riva. Sembra strano, ma per i pescatori è un’abitudine quotidiana.

LE PASSEGGIATE

Sciacca dal mare

Sono sei le passeggiate di Sciacca (qui per prenotare): venerdì alle 15, ci si ritroverà immersi nei “mestieri” del mare,  battitori d’asta, cucitori di reti, carpentieri navali. Sarà possibile visitare un’azienda artigianale in cui in cui sarde ed alici vengono confezionate dalle donne del luogo, per poi terminare alla lega Navale con il racconto degli “stazzunari” e la degustazione del gambero rosa e delle alici di Sciacca, in collaborazione con il Flag “Il sole e L’azzurro”. Sabato alle 10 si visiterà la necropoli Tranchina, con le tombe ipogeiche dell’Età del Bronzo o si raggiungeranno in bici, belvedere mozzafiato. Sempre sabato, ma alle 16, una passeggiata in costume nel centro storico seguendo le orme della principessa normanna, Giuditta D’Altavilla e della contessa Eleonora d’Aragona. Domenica alle 10, tour a San Leonardo, groviglio di vicoli dove crebbe la prima comunità ebraica di Sciacca e che fu anche quartiere a luci rosse.

ERICE, UN’EDIZIONE-GIOIELLO

Casa Santa di Sales

A Erice si cammina vicini al cielo: e infatti ognuno di questi sette luoghi aperti dalle Vie dei Tesori, è legato ad un modo di vivere lento, morbido, alla ricerca di spazi dove riconoscersi (qui tutti i luoghi di Erice). Le visite, organizzate con la Pro Loco e le associazioni del luogo, con il supporto del Comune, porteranno sotto gli affreschi di Casa Santa Sales, l’ex ritiro spirituale settecentesco; nella gotica chiesa del Carmine, parte del complesso dei Carmelitani, dove non dovete dimenticare la copia in maiolica dell’Annunciazione del Gagini; la chiesa di San Pietro, che ospita una mostra temporanea delle opere d’arte della Salerniana trapanese; l’imponente presepe allestito da Jaemy Callari e Roberta Fontana che ha riprodotto la Erice settecentesca; il Quartiere Spagnolo che altro non è che una robusta struttura militare arrampicata su uno sperone roccioso, da cui si ha una vista incredibile sul mar Tirreno; la Torretta Pepoli, nata “libera” ed eclettica, che divenne un circolo intellettuale attorno al conte Agostino Pepoli, illuminato intellettuale.

Sismografo del Centro Ettore Majorana

La rete sismica “Alberto Gabriele” è invece una sorta di sicurezza: la fondò Antonino Zichichi nei primi anni ’80 nell’antico Monastero di San Rocco, come sede di un laboratorio di studi sui terremoti. Sabato mattina si potrà partecipare a una  passeggiata tra le vie del borgo, alla scoperta dei laboratori artigianali; sulle mura puniche, una vera opera di ingegneria militare a difesa della città (appuntamenti sia sabato che domenica, alle 10,30 e alle 15). Sold out invece l’escursione del Cai al “piede del diavolo”. Infine, si potrà anche andare “a lezione” dagli aspiranti sommelier, gli allievi dell’Alberghiero Ignazio e Vincenzo Florio che spiegheranno sentori e retrogusto di cinque nettari proposti della Strada del vino Erice DOC (qui per prenotare).

Per tutti il programma completo del Festival cliccare qui. Per informazioni telefonare allo 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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