Le Vie dei Tesori a Messina, porte aperte per il secondo weekend

Con 3500 accessi, è stata la città con più visite in Sicilia nello scorso fine settimana. Sono pronti a svelarsi ben 29 luoghi, tra palazzi, chiese e ville private

di Redazione

Lo scorso fine settimana è stata la città con più visite in Sicilia. Messina è attualmente la “regina” del festival Le Vie dei Tesori, con 3500 accessi registrati nel primo weekend. I visitatori si sono riversati in città, sciamando tra le sue eleganti ville private che aprivano i battenti per la prima volta, o i palazzetti storici con le collezioni inedite, e le chiese, tante, bellissime, ognuna con una sua storia.

Adesso si prepara al secondo weekend – da venerdì 21 a domenica 23 settembre – , forte dei suoi ventinove luoghi aperti al pubblico, tutti ad 1 euro, secondo la formula consolidata del festival. Anzi, si può anche partecipare ad un percorso guidato d’autore, fuori dagli orari di visita, con tanto di degustazione di vini Planeta: sarà venerdì, dalle 19, a Castel Gonzaga (per prenotare questo il link), dove non ci sono più i famelici coccodrilli nel fossato voluto disegnato dal Ferramolino, ma resta un camminamento anti-mina di grande suggestione. Altra visita, venerdì 28, alla chiesa di San Giovanni di Malta (questo il link per prenotare).

In questo secondo weekend, quello che si può consigliare è di… andar per chiese. Ad iniziare da San Giuseppe che è un vero racconto dell’arte delle maestranze argentiere messinesi dal XVI secolo in poi. Tra i reperti, la chiesa ospita un prezioso reliquiario settecentesco che contiene un anello che la tradizione vuole, sia appartenuto al santo. Oppure si può scoprire la chiesetta di settecentesca della confraternita dei marinai, ovvero Madonna di Portosalvo che custodisce il celebre Vascelluzzo. singolare fercolo rivestito d’argento, finemente cesellato, che raffigura un galeone con le vele spiegate.

Non vi basta? Eccone un’altra: le absidi merlate della chiesa di Francesco all’Immacolata sono raffigurate nel famoso dipinto “La Pietà con tre angeli” di Antonello da Messina, esposto al Museo Correr di Venezia. Edificata nel 1254, la chiesa di San Francesco faceva parte del primo complesso religioso dell’Ordine in Sicilia. Dai crolli del 1908 si salvarono solo le absidi. L’edificio venne ricostruito, ma rimase sotto le macerie dei bombardamenti e fu ristrutturato nel 1954.

Se si vuole fare una sortita fuori città, bisogna assolutamente arrampicarsi a Gesso, sui monti Peloritani, dove in un antico casale è stato impiantato un curioso, ma interessantissimo museo unico nel suo genere, visto che racconta la cultura popolare del pastori: tradizioni, lavoro, feste religiose e profane, giochi. Ci si perde tra ciaramedde (zampogne), friscaletti (flauti), tammuri e tammureddi (tamburi e tamburelli), marranzani, brogne e trumme (trombe). Ma il vero segreto sta dietro le quinte, in un laboratorio, dove i ragazzi imparano a costruire le zampogne e i flauti di canna. Ci sono pure una raccolta di Pupi siciliani, e le maschere de U cavaduzzu e l’omu sabbaggiu. Il museo è aperto nell’intero weekend, ma dalle 10 alle 12.30, poi dalle 15.30 alle 18.

Ma non è tutto. Sono stati organizzati dall’associazione Aura, degli itinerari guidati alla scoperta di aspetti inediti della città. Ne restano quattro, due durante questo weekend – Messina dopo il terremoto e la guida toponomastica della città – e due nel prossimo. La prima è “Messina dopo il terremoto” (sabato 22 settembre alle 10, questo il link per prenotare); poi “Gli antichi luoghi della Civitas” (domenica 23 settembre, alle 10.30, questo il link per prenotare); “Sulle orme di Maria” (sabato 29 settembre, alle 10, questo il link per prenotare) e “Sulle orme delle Confraternite” (domenica 30 settembre, alle 10.30, questo il link per prenotare).

Tutti i coupon si trovano online sul sito www.leviedeitesori.it. Qui invece trovate il programma completo delle visite in città. Per informazioni, telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Con 3500 accessi, è stata la città con più visite in Sicilia nello scorso fine settimana. Sono pronti a svelarsi ben 29 luoghi, tra palazzi, chiese e ville private

di Redazione

Lo scorso fine settimana è stata la città con più visite in Sicilia. Messina è attualmente la “regina” del festival Le Vie dei Tesori, con 3500 accessi registrati nel primo weekend. I visitatori si sono riversati in città, sciamando tra le sue eleganti ville private che aprivano i battenti per la prima volta, o i palazzetti storici con le collezioni inedite, e le chiese, tante, bellissime, ognuna con una sua storia.

Adesso si prepara al secondo weekend – da venerdì 21 a domenica 23 settembre – , forte dei suoi ventinove luoghi aperti al pubblico, tutti ad 1 euro, secondo la formula consolidata del festival. Anzi, si può anche partecipare ad un percorso guidato d’autore, fuori dagli orari di visita, con tanto di degustazione di vini Planeta: sarà venerdì, dalle 19, a Castel Gonzaga (per prenotare questo il link), dove non ci sono più i famelici coccodrilli nel fossato voluto disegnato dal Ferramolino, ma resta un camminamento anti-mina di grande suggestione. Altra visita, venerdì 28, alla chiesa di San Giovanni di Malta (questo il link per prenotare).

In questo secondo weekend, quello che si può consigliare è di… andar per chiese. Ad iniziare da San Giuseppe che è un vero racconto dell’arte delle maestranze argentiere messinesi dal XVI secolo in poi. Tra i reperti, la chiesa ospita un prezioso reliquiario settecentesco che contiene un anello che la tradizione vuole, sia appartenuto al santo. Oppure si può scoprire la chiesetta di settecentesca della confraternita dei marinai, ovvero Madonna di Portosalvo che custodisce il celebre Vascelluzzo. singolare fercolo rivestito d’argento, finemente cesellato, che raffigura un galeone con le vele spiegate.

Non vi basta? Eccone un’altra: le absidi merlate della chiesa di Francesco all’Immacolata sono raffigurate nel famoso dipinto “La Pietà con tre angeli” di Antonello da Messina, esposto al Museo Correr di Venezia. Edificata nel 1254, la chiesa di San Francesco faceva parte del primo complesso religioso dell’Ordine in Sicilia. Dai crolli del 1908 si salvarono solo le absidi. L’edificio venne ricostruito, ma rimase sotto le macerie dei bombardamenti e fu ristrutturato nel 1954.

Se si vuole fare una sortita fuori città, bisogna assolutamente arrampicarsi a Gesso, sui monti Peloritani, dove in un antico casale è stato impiantato un curioso, ma interessantissimo museo unico nel suo genere, visto che racconta la cultura popolare del pastori: tradizioni, lavoro, feste religiose e profane, giochi. Ci si perde tra ciaramedde (zampogne), friscaletti (flauti), tammuri e tammureddi (tamburi e tamburelli), marranzani, brogne e trumme (trombe). Ma il vero segreto sta dietro le quinte, in un laboratorio, dove i ragazzi imparano a costruire le zampogne e i flauti di canna. Ci sono pure una raccolta di Pupi siciliani, e le maschere de U cavaduzzu e l’omu sabbaggiu. Il museo è aperto nell’intero weekend, ma dalle 10 alle 12.30, poi dalle 15.30 alle 18.

Ma non è tutto. Sono stati organizzati dall’associazione Aura, degli itinerari guidati alla scoperta di aspetti inediti della città. Ne restano quattro, due durante questo weekend – Messina dopo il terremoto e la guida toponomastica della città – e due nel prossimo. La prima è “Messina dopo il terremoto” (sabato 22 settembre alle 10, questo il link per prenotare); poi “Gli antichi luoghi della Civitas” (domenica 23 settembre, alle 10.30, questo il link per prenotare); “Sulle orme di Maria” (sabato 29 settembre, alle 10, questo il link per prenotare) e “Sulle orme delle Confraternite” (domenica 30 settembre, alle 10.30, questo il link per prenotare).

Tutti i coupon si trovano online sul sito www.leviedeitesori.it. Qui invece trovate il programma completo delle visite in città. Per informazioni, telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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