Le nocciole dei Nebrodi in Giappone in cerca d’identità

È arrivato a Osaka uno studio della Banca vivente del germoplasma di Ucrìa per individuare le diverse varietà di frutti presenti nel territorio

di Alessandra Turrisi

Non ha nulla da invidiare alle sorelle piemontesi, ma la nocciola dei Nebrodi non riesce ad affermarsi sul mercato perché finora non è stata messa a punto una metodologia che garantisca la tracciabilità del prodotto. Adesso gli studiosi siciliani stanno correndo ai ripari per conoscere le varietà esistenti sul territorio e scriverne una sorta di carta d’identità. È sbarcato a Osaka in Giappone, al terzo congresso mondiale “Plant Genomics and Plant Science”, lo studio elaborato dalla Banca vivente del germoplasma di Ucrìa e mirato a sviluppare una metodologia per la certificazione varietale del germoplasma coricolo dei Nebrodi.

Banca del germoplasma di Ucrìa

La Banca del germoplasma, nata con un progetto del Parco dei Nebrodi finanziato con 400mila euro con i fondi strutturali della Comunità europea, ha sede in un bel caseggiato con sala conferenze e laboratorio, ma può vantare anche un giardino botanico dedicato a padre Bernardino da Ucrìa, vissuto nel Settecento e celebre per le sue ricerche e per avere curato l’allestimento storico delle collezioni dell’Orto Botanico di Palermo.

Uno scorcio del Parco dei Nebrodi da Cesarò

Il lavoro scientifico, coordinato da Anna Scialabba del dipartimento Stebicef dell’Università di Palermo e da Maria Carola Fiore del Crea-Dc di Bagheria, ha portato avanti l’obiettivo di individuare le cultivar di nocciolo del territorio nebroideo. “Nel campo sperimentale della Banca di Ucrìa ci sono 41 piante diverse, per le quali si sta procedendo con l’identificazione dopo l’analisi genetica – spiega Anna Scialabba – . Adesso dobbiamo conoscere le proprietà organolettiche dal punto di vista biochimico per garantire la tracciabilità del prodotto lavorato”.

La coltivazione del nocciolo nei Nebrodi dal 1800 rappresenta un elemento cruciale per sostenere lo sviluppo economico locale e salvaguardare il territorio dal dissesto idrogeologico. Attualmente la produzione tradizionale è basata su antiche cultivar con frutti molto pregiati e apprezzati per l’aroma, il profumo e il sapore. L’analisi molecolare ha evidenziato un’elevata diversità genetica del nocciolo nel territorio nebroideo. Il presidente della Banca vivente del germoplasma dei Nebrodi, Gianluca Ferlito, sottolinea che “la genotipizzazione è uno strumento innovativo importante per sviluppare una strategia di recupero, salvaguardia e valorizzazione della produzione corilicola siciliana”.

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