Le carceri dell’Inquisizione a portata di app: la tecnologia entra allo Steri

Uno strumento inedito renderà per la prima volta accessibile in formato digitale il repertorio dei graffiti sulle pareti delle 14 celle del bastione seicentesco di piazza Marina

di Antonio Schembri

Innovazione e tecnologia per agevolare, da una parte, la fruizione dei beni monumentali anche attraverso percorsi museali virtuali e supportare, dall’altra, la ricerca scientifica e artistica. È l’iniziativa condotta da un partenariato accademico internazionale capitanato dal Simua, il Sistema museale di Ateneo dell’Università di Palermo, nel quale si inquadra il progetto di una nuova app, quella dedicata alle Carceri dell’Inquisizione dello Steri di Palermo. Uno strumento inedito che renderà per la prima volta accessibile in formato digitale lo straordinario repertorio dei graffiti sulle pareti delle 14 celle del bastione seicentesco di piazza Marina.

I graffiti dello Steri

Luoghi dove dal 1605 al 1782 vennero recluse quasi 7mila persone: da letterati a commercianti, da artigiani a schiavi, e poi “streghe”, negromanti, guaritori in grado di applicare la propria conoscenza della chimica, in particolare quella legata alle piante e al loro utilizzo non ufficiale e in ragione di questo, bollati come eretici dalla Chiesa. Ma anche tanti frati, appartenenti però a correnti mistiche distanti dalla morale del tempo e perciò avversati e perseguitati. Le loro tracce incise sui muri compongono una grande opera collettiva che testimonia gli abomini del Tribunale dell’Inquisizione spagnola durante quei quasi 200 anni di repressione sanguinosa.

Un momento della conferenza stampa

Con i suoi contenuti storici, scientifici e artistici, la app “Carceri dell’Inquisizione” è già scaricabile gratuitamente da Appstore, la piattaforma di Apple e nei prossimi giorni anche da Google Play. Inoltre grazie a un QRcode è direttamente utilizzabile all’interno delle Carceri. “La realizzazione di questo strumento tecnologicamente avanzato, che offre un’esperienza di visita immersiva, è il risultato delle politiche di valorizzazione del patrimonio museale portate avanti dal nostro Ateneo verso l’obiettivo di una sua completa fruizione – dice Fabrizio Micari, rettore dell’Università di Palermo – . Tenevamo a riaprire gli spazi del complesso monumentale dello Steri nel segno di una ripartenza necessaria. Turisti e cittadini possono adesso riscoprire qui un luogo carico di storia, di emozione e di bellezze come il soffitto ligneo della sala magna, la Vucciria di Guttuso, a cui prestissimo si affiancheranno il viridarium trecentesco e il nuovo Museo dell’Università, e che rappresenta un vero unicum nel panorama nazionale ed internazionale.”

Le carceri dell’Inquisizione allo Steri

Il progetto dell’applicazione digitale, che funzionerà anche con contenuti tradotti in inglese, è stato ideato da una compagine interdisciplinare composta da storici, storici dell’arte, informatici e esperti di didattica museale. E costituisce una costola di una più complessa attività scientifica collegata al progetto triennale Erasmus + Gap Graffiti Arti in Prison. “Si tratta di un repertorio iconografico immenso che era sì aperto ma non valorizzato e se un sito culturale non viene valorizzato non può funzionare”, afferma Laura Barreca, responsabile artistica di Gap Graffiti Arti in Prison. Il progetto ha richiesto 6 mesi di lavoro e un investimento di poco più di 7mila euro. Ammonta invece a 450mila euro quello della progettualità finanziata dal programma europeo Erasmus Plus, nella quale verranno coinvolti 20 dottorandi di 4 atenei.

Le sale dei graffiti

“Otto verranno scelti tra studiosi di arte e di beni culturali dell’Università di Palermo (la call per la selezione scade il 19 luglio, ndr) mentre il resto arriverà dagli altri 3 atenei aderenti al progetto, ovvero la sede di Firenze del Max Plank Institut di Monaco di Baviera, il dipartimento di Storia dell’arte dell’Università di Saragozza e la Abadir, l’Accademia di Design e Comunicazione Visiva di Catania – spiega Gemma La Sita, una delle progettiste del Gap Grafiti Art in Prison – . Questi studenti  saranno coinvolti in una attività di ricerca intensiva di 6 mesi suddivisa nei suddetti atenei in linea con la mobilità promossa da Erasmus. Il finanziamento coprirà le spese di soggiorno dei dottorandi selezionati, l’attività dei docenti, che includerà anche le pubblicazioni nel corso dei 3 anni, nonché il complesso di interventi che saranno curati portati aventi da artisti veri”.

Visite delle Vie dei Tesori alle Carceri dello Steri

Sempre riguardo alla app, questa offre un percorso di visita per gli adulti prestabilito all’interno delle celle ed un percorso di visita dedicato ai bambini, che saranno visivamente accompagnati da una mascotte con quiz e cacce al tesoro. I contenuti vengono completati da un ampio repertorio descrittivo e fotografico, approfondimenti e notizie storiche sul periodo dell’Inquisizione tra cinema, letteratura, arte dell’epoca.

Trifora con rosoni a Palazzo Chiaramonte

“Non possiamo immaginare che un patrimonio come lo Steri, a pochissima distanza dall’antico mercato della Vucciria, contraltare della parola negata bensì espressa, con ogni tono, anche urlato, resti confinato – sostiene Paolo Inglese, direttore del sistema museale dell’Ateneo di Palermo – . Questo luogo deve invece entrare nella coscienza dei palermitani, perché profondamente intriso di modernità: in tante parti del mondo la parola è ancora incarcerata, negata, mutilata. Così come avveniva nelle celle di questo carcere, dove quei graffiti erano un mezzo di espressione, di protesta, una risorsa, un metalinguaggio censurato”.

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