Il Parco Forza di Ispica si veste di nuovo

Consegnati i lavori di riqualificazione dell’area archeologica ragusana. Prevista la manutenzione dei sentieri, una biglietteria rinnovata, bookshop, bar e sala multimediale

di Marco Russo

Sentieri tirati a lustro, nuova biglietteria con bookshop, caffetteria, una sala multimediale e illuminazione adeguata per le visite serali. Sono alcuni degli interventi di riqualificazione che interesseranno il Parco archeologico Forza di Ispica. I lavori sono stati consegnati oggi dall’assessore regionale dei Beni culturali, Sebastiano Tusa, alla presenza, tra gli altri, del soprintendente di Ragusa, Calogero Rizzuto, e del sindaco di Ispica, Pierenzo Muraglie. Un intervento di restyling completo per l’area archeologica ragusana, con un impegno economico di 2 milioni e 224mila euro, attinti dai fondi comunitari nell’ambito del Pon “Cultura e sviluppo” Fesr 2014-2020.

Il Centoscale

Grande attenzione è stata rivolta alla realizzazione di strutture per rendere il Parco accessibile ai soggetti con problemi di deambulazione. Infatti, già dal parcheggio, una struttura motorizzata consentirà il trasporto fino alla zona di ingresso per quei visitatori con difficoltà motoria. Inoltre, lungo il percorso, sono stati progettati, secondo uno stile in piena armonia con il territorio, arredi e servizi che agevoleranno la visita del parco ragusano.

Sentieri, panchine, fontane, cestini, radio di emergenza, altoparlanti con diffusione sonora, videosorveglianza: queste alcune delle realizzazioni che completeranno l’itinerario. Sono state previste, per il pieno rispetto dei luoghi, infrastrutture realizzate con materiali moderni ma con le forme delle strutture tipiche della zona. I locali di accoglienza, ad esempio, avranno la forma dei pagliai tradizionali utilizzati dai pastori locali. I lavori dureranno 5 mesi, dal primo marzo al 31 luglio. Alla riapertura Ispica e tutto il sistema culturale e archeologico della provincia potranno godere di una rinnovata offerta rivolta a turisti, studiosi e appassionati.

Un momento della presentazione dei lavori

Grazie alle risorse del Piano operativo nazionale, l’area definita “Centoscale”, sarà ripristinata e resa pienamente fruibile: uno spettacolare cunicolo rupestre del XII secolo, a sezione rettangolare, inclinato di 45 gradi che conduce fin sotto un torrente dopo oltre 230 gradini, utilizzato in passato per l’approvvigionamento idrico per il castello, anche in condizioni di assedio. Inoltre, attraverso uno schermo e un’interfaccia di controllo, sarà possibile visitare virtualmente, grazie alla realtà aumentata, la cavità rupestre. Una particolarità anche per chi, a causa di difficoltà motorie, non può entrate direttamente nel cunicolo.

Nel locale ipogeo dell’area cosiddetta “Scuderia” sarà allestito un antiquarium, con esperienze di visita multisensoriali e videoinstallazioni che illustreranno la storia e le tradizioni del territorio. A Palazzo Marchionale, sempre all’interno del Parco, sono previsti percorsi di visita lungo i cantieri di scavo attualmente in corso: un’ulteriore esperienza per i visitatori che vedranno gli archeologi al lavoro durante le fasi di scavo. Inoltre, dal ballatoio del Palazzo, sarà possibile ammirare il paesaggio anche virtualmente; infatti, i non vedenti avranno la possibilità di “guardare” in maniera tattile il paesaggio, sfiorando le strutture tridimensionali appositamente realizzate che rappresentano i luoghi e con un commento sonoro.

Una poltrona narrante chiamata “Cogito”, racconterà le storie collegate tematicamente con i valori dei luoghi e un sistema di visione ad alta tecnologia permetterà di “interrogare” il panorama, attivando approfondimenti su punti di interesse specifici. Infine, grazie a un sistema di profilazione elettronica, i visitatori potranno scegliere, con un codice sul proprio smartphone o su una tessera personalizzata che sarà consegnata all’ingresso, il tragitto che più si adatta alle proprie scelte e preferenze. Infatti, utilizzando con il proprio smartphone i lettori ottici disseminati lungo i sentieri, l’itinerario verrà adeguato in base alle esigenze di ognuno. Percorsi personalizzati e unici per un’esperienza avvincente e mai ripetitiva.

Il teatro all’aperto

Il Parco archeologico di Ispica, si trova nella parte settentrionale della omonima valle il cui percorso, fra ampie e profonde gole strapiombanti, si snoda per circa 14 chilometri, lungo i territori dei comuni di Modica, Ispica ed in piccola parte in quello di Rosolini. Il toponimo della località, “Forza“, deriva dal termine fortilitium per indicare la fortezza dell’antica cittadella di Spaccaforno (l’antica Ispica). Infatti, a monte dell’antico abitato, sullo sperone roccioso, sorgeva un castello medievale risalente al periodo normanno, che venne distrutto dal terremoto del 1693, insieme all’antica città.

Il Parco è costituito da una grande zona rocciosa ricca di insediamenti rupestri, santuari e tombe arcaiche, risalenti a un periodo compreso tra l’Antica età del Bronzo e quella medievale, fino almeno al XIV secolo. Nella zona si conservano anche i resti della Chiesa di San Pancrati, una delle più antiche del comprensorio ibleo, risalente alla metà del VI secolo. Un patrimonio di grande fascino dal punto di vista storico-archeologico e naturalistico.

Consegnati i lavori di riqualificazione dell’area archeologica ragusana. Prevista la manutenzione dei sentieri, una biglietteria rinnovata, bookshop, bar e sala multimediale

di Marco Russo

Sentieri tirati a lustro, nuova biglietteria con bookshop, caffetteria, una sala multimediale e illuminazione adeguata per le visite serali. Sono alcuni degli interventi di riqualificazione che interesseranno il Parco archeologico Forza di Ispica. I lavori sono stati consegnati oggi dall’assessore regionale dei Beni culturali, Sebastiano Tusa, alla presenza, tra gli altri, del soprintendente di Ragusa, Calogero Rizzuto, e del sindaco di Ispica, Pierenzo Muraglie. Un intervento di restyling completo per l’area archeologica ragusana, con un impegno economico di 2 milioni e 224mila euro, attinti dai fondi comunitari nell’ambito del Pon “Cultura e sviluppo” Fesr 2014-2020.

Il Centoscale

Grande attenzione è stata rivolta alla realizzazione di strutture per rendere il Parco accessibile ai soggetti con problemi di deambulazione. Infatti, già dal parcheggio, una struttura motorizzata consentirà il trasporto fino alla zona di ingresso per quei visitatori con difficoltà motoria. Inoltre, lungo il percorso, sono stati progettati, secondo uno stile in piena armonia con il territorio, arredi e servizi che agevoleranno la visita del parco ragusano.

Sentieri, panchine, fontane, cestini, radio di emergenza, altoparlanti con diffusione sonora, videosorveglianza: queste alcune delle realizzazioni che completeranno l’itinerario. Sono state previste, per il pieno rispetto dei luoghi, infrastrutture realizzate con materiali moderni ma con le forme delle strutture tipiche della zona. I locali di accoglienza, ad esempio, avranno la forma dei pagliai tradizionali utilizzati dai pastori locali. I lavori dureranno 5 mesi, dal primo marzo al 31 luglio. Alla riapertura Ispica e tutto il sistema culturale e archeologico della provincia potranno godere di una rinnovata offerta rivolta a turisti, studiosi e appassionati.

Un momento della presentazione dei lavori

Grazie alle risorse del Piano operativo nazionale, l’area definita “Centoscale”, sarà ripristinata e resa pienamente fruibile: uno spettacolare cunicolo rupestre del XII secolo, a sezione rettangolare, inclinato di 45 gradi che conduce fin sotto un torrente dopo oltre 230 gradini, utilizzato in passato per l’approvvigionamento idrico per il castello, anche in condizioni di assedio. Inoltre, attraverso uno schermo e un’interfaccia di controllo, sarà possibile visitare virtualmente, grazie alla realtà aumentata, la cavità rupestre. Una particolarità anche per chi, a causa di difficoltà motorie, non può entrate direttamente nel cunicolo.

Nel locale ipogeo dell’area cosiddetta “Scuderia” sarà allestito un antiquarium, con esperienze di visita multisensoriali e videoinstallazioni che illustreranno la storia e le tradizioni del territorio. A Palazzo Marchionale, sempre all’interno del Parco, sono previsti percorsi di visita lungo i cantieri di scavo attualmente in corso: un’ulteriore esperienza per i visitatori che vedranno gli archeologi al lavoro durante le fasi di scavo. Inoltre, dal ballatoio del Palazzo, sarà possibile ammirare il paesaggio anche virtualmente; infatti, i non vedenti avranno la possibilità di “guardare” in maniera tattile il paesaggio, sfiorando le strutture tridimensionali appositamente realizzate che rappresentano i luoghi e con un commento sonoro.

Una poltrona narrante chiamata “Cogito”, racconterà le storie collegate tematicamente con i valori dei luoghi e un sistema di visione ad alta tecnologia permetterà di “interrogare” il panorama, attivando approfondimenti su punti di interesse specifici. Infine, grazie a un sistema di profilazione elettronica, i visitatori potranno scegliere, con un codice sul proprio smartphone o su una tessera personalizzata che sarà consegnata all’ingresso, il tragitto che più si adatta alle proprie scelte e preferenze. Infatti, utilizzando con il proprio smartphone i lettori ottici disseminati lungo i sentieri, l’itinerario verrà adeguato in base alle esigenze di ognuno. Percorsi personalizzati e unici per un’esperienza avvincente e mai ripetitiva.

Il teatro all’aperto

Il Parco archeologico di Ispica, si trova nella parte settentrionale della omonima valle il cui percorso, fra ampie e profonde gole strapiombanti, si snoda per circa 14 chilometri, lungo i territori dei comuni di Modica, Ispica ed in piccola parte in quello di Rosolini. Il toponimo della località, “Forza“, deriva dal termine fortilitium per indicare la fortezza dell’antica cittadella di Spaccaforno (l’antica Ispica). Infatti, a monte dell’antico abitato, sullo sperone roccioso, sorgeva un castello medievale risalente al periodo normanno, che venne distrutto dal terremoto del 1693, insieme all’antica città.

Il Parco è costituito da una grande zona rocciosa ricca di insediamenti rupestri, santuari e tombe arcaiche, risalenti a un periodo compreso tra l’Antica età del Bronzo e quella medievale, fino almeno al XIV secolo. Nella zona si conservano anche i resti della Chiesa di San Pancrati, una delle più antiche del comprensorio ibleo, risalente alla metà del VI secolo. Un patrimonio di grande fascino dal punto di vista storico-archeologico e naturalistico.

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