L’Art Bonus aiuta Palazzo Sclafani: al via il restauro

Saranno rimosse le colate di calce che deturpano il prospetto del monumento medievale nel centro storico di Palermo

di Giulio Giallombardo

Palazzo Sclafani smetterà presto di “piangere” calce. Saranno finalmente cancellate le colate bianche di malta che deturpano la facciata di una delle poche residenze medievali di Palermo conservate nella loro integrità. Al via l’intervento di restauro annunciato quasi due anni fa, che sarà realizzato grazie all’Art Bonus, agevolazione che consente ai privati di sostenere il patrimonio culturale con una detrazione fiscale del 65 per cento.

Le bifore di Palazzo Sclafani

La Soprintendenza dei Beni culturali di Palermo ha firmato il contratto con la ditta a cui sono stati affidati i lavori, finanziati con 19.800 euro donati dal gruppo Riolo. Adesso è arrivato anche il decreto del dirigente generale del dipartimento regionale dei Beni culturali, Sergio Alessandro, che ha approvato sia il contratto che il quadro economico dell’intervento. I lavori prevedono la rimozione delle colature di malta, nelle zone in cui è fuoriuscita dagli interstizi dei conci. Per farlo si procederà con un trattamento di pulitura aeroabrasivo, particolarmente adatto a interventi controllati e selettivi in superfici di pregio storico e artistico. Saranno asportati i residui di malta, polvere e altri sedimenti, lavorando anche al consolidamento delle superfici lapidee e ravvivando il colore alla facciata, con un adegauato trattamento cromatico dei conci.

Palazzo Sclafani da via dei Biscottari

Seppur lentamente, dunque, l’Art Bonus – a cinque anni dall’introduzione – comincia a crescere anche in Sicilia. Le donazioni ammontano ad oggi intorno a 750mila euro, cifra più che triplicata rispetto a quanto era stato raccolto circa un anno fa. Ma solo 13 su 34 beni disponibili hanno ricevuto elargizioni da parte di privati, tra questi spicca il Giardino della Kolymbethra nella Valle dei Templi di Agrigento, giunto alla terza raccolta; il ritrovato Loggiato San Bartolomeo, nel centro storico di Palermo; e ancora la Fondazione Teatro Massimo e il Teatro Greco di Siracusa.

Il Trionfo della Morte

Così, adesso toccherà a Palazzo Sclafani, la cui facciata tornerà a risplendere. Costruito nel 1330 dal feudatario Matteo Sclafani e oggi sede del Comando Regione Militare Sud, rivaleggia in bellezza con lo Steri, con le sue arcate intrecciate che incorniciano bifore di derivazione normanna. Nel 1430, dopo un periodo di abbandono, il Senato cittadino acquista l’edificio che diventerà l’Ospedale Grande e Nuovo, con l’obiettivo di accorpare gran parte dei numerosi piccoli ospedali della città, tutti di estrazione e pertinenza religiosa. La struttura si abbellisce di nuove opere d’arte tra cui il Trionfo della Morte, che oggi è custodito a Palazzo Abatellis. Successivamente, nell’Ottocento, viene dichiarato bene demaniale e destinato a gendarmeria. Aperto al pubblico soltanto in rare occasioni, ci si può accontentare ammirando il prospetto che si affaccia sulla piccola piazza San Giovanni Decollato, a due passi dalla cattedrale. Uno gioiello d’architettura che presto tornerà al suo antico splendore.

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