L’Aquila di Bonelli sceglie la Sicilia, scoperti altri due esemplari

La nuova “famiglia” non era nota agli esperti e la scoperta è avvenuta nel corso di un sopralluogo per la verifica delle condizioni di un altro volatile “scomparso dai radar”

di Redazione

Volano nel cuore della Sicilia altri due esemplari adulti di aquila di Bonelli, fino a ieri sconosciuti. La scoperta – fanno sapere dal Wwf – è stata fatta questa settimana dai tecnici Stefania Merlino e Salvo Manfrè dell’équipe del progetto Life ConRaSi.

Le aquile sono state osservate insieme ad un giovane esemplare, figlio della coppia, involatosi dal nido quest’estate. La nuova “famiglia” di aquile non era nota agli esperti e la scoperta è avvenuta nel corso di un sopralluogo per la verifica delle condizioni di un altro esemplare, “scomparso dai radar” del progetto e probabilmente in difficoltà.

I dati aggiornati della popolazione siciliana di questo rapace contano 27 coppie di aquile che nel 2018 hanno fatto involare 40 giovani. Si tratta di record: è il maggior numero di aquilotti che, dal 1990 ad oggi, sono riusciti a spiccare il loro primo volo dal nido.

L’Aquila di Bonelli è in Italia una specie a rischio d’estinzione che si riproduce solo in Sicilia. Nell’Isola è in corso un importante sforzo di conservazione, guidato dal Wwf, per scongiurare il pericolo della sua scomparsa. Oggi sono19 i giovani di Aquila di Bonelli equipaggiati dal progetto Life ConRaSi con trasmettitori satellitari e monitorati quotidianamente dagli esperti.

Analizzando giornalmente i dati provenienti dai piccoli Gps posti sul dorso degli animali i ricercatori studiano ogni esemplare. Se il segnale risulta provenire da uno stesso punto per più di 12 ore, i tecnici raggiungono il luogo indicato dalle coordinate trasmesse dagli apparecchi, per verificare le condizioni dell’animale e per procedere eventualmente al ritrovamento e al recupero per le cure. Questa tecnologia permettendo di seguire costantemente i voli esplorativi delle giovani aquile sul territorio siciliano facilita la conoscenza delle abitudini di vita, dell’alimentazione e dei pericoli che metterebbero a rischio la specie.

La nuova “famiglia” non era nota agli esperti e la scoperta è avvenuta nel corso di un sopralluogo per la verifica delle condizioni di un altro volatile “scomparso dai radar”

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Volano nel cuore della Sicilia altri due esemplari adulti di aquila di Bonelli, fino a ieri sconosciuti. La scoperta – fanno sapere dal Wwf – è stata fatta questa settimana dai tecnici Stefania Merlino e Salvo Manfrè dell’équipe del progetto Life ConRaSi.

Le aquile sono state osservate insieme ad un giovane esemplare, figlio della coppia, involatosi dal nido quest’estate. La nuova “famiglia” di aquile non era nota agli esperti e la scoperta è avvenuta nel corso di un sopralluogo per la verifica delle condizioni di un altro esemplare, “scomparso dai radar” del progetto e probabilmente in difficoltà.

I dati aggiornati della popolazione siciliana di questo rapace contano 27 coppie di aquile che nel 2018 hanno fatto involare 40 giovani. Si tratta di record: è il maggior numero di aquilotti che, dal 1990 ad oggi, sono riusciti a spiccare il loro primo volo dal nido.

L’Aquila di Bonelli è in Italia una specie a rischio d’estinzione che si riproduce solo in Sicilia. Nell’Isola è in corso un importante sforzo di conservazione, guidato dal Wwf, per scongiurare il pericolo della sua scomparsa. Oggi sono19 i giovani di Aquila di Bonelli equipaggiati dal progetto Life ConRaSi con trasmettitori satellitari e monitorati quotidianamente dagli esperti.

Analizzando giornalmente i dati provenienti dai piccoli Gps posti sul dorso degli animali i ricercatori studiano ogni esemplare. Se il segnale risulta provenire da uno stesso punto per più di 12 ore, i tecnici raggiungono il luogo indicato dalle coordinate trasmesse dagli apparecchi, per verificare le condizioni dell’animale e per procedere eventualmente al ritrovamento e al recupero per le cure. Questa tecnologia permettendo di seguire costantemente i voli esplorativi delle giovani aquile sul territorio siciliano facilita la conoscenza delle abitudini di vita, dell’alimentazione e dei pericoli che metterebbero a rischio la specie.

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