L’appello degli escursionisti siciliani: “Riaprite la natura”

Lettera delle guide naturalistiche ai vertici nazionali e regionali per chiedere di tornare al lavoro nelle aree protette

di Ruggero Altavilla

Tornare a passo lento tra sentieri e boschi delle aree protette siciliane, nel pieno rispetto della sicurezza. È quanto chiedono guide e associazioni ambientaliste che hanno scritto una lettera ai vertici del governo nazionale e al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, sottolineando che “l’escursionismo è molto più sicuro delle attività che stanno per riaprire, in quanto la natura assicura il distanziamento sociale, irrobustisce il sistema immunitario, decongestione le zone urbane, riavvia l’economia, dona benessere fisico e mentale”. Quando ormai la cosiddetta “fase due” è ormai alle porte, con graduali riaperture dopo che il virus ha allentato la presa, ambientalisti e escursionisti fanno sentire la loro voce.

Escursionisti a Piano Cervi, sulle Madonie

Così, Federescursionismo Sicilia, associazione che rappresenta oltre 150 guide naturalistiche che operano in tutto il territorio siciliano, insieme a Astrid Natura e Natura Sicula, hanno lanciato un appello sottoscritto da circa sessanta guide, per chiedere di tornare al lavoro come gradualmente previsto per altre attività professionali a partire dal 4 maggio. “Purtroppo nulla è stato detto in merito alla possibilità, da parte delle guide naturalistiche, di tornare a guidare escursioni all’aperto, di condurre in siti naturali gruppi di camminatori – scrivono le guide – . Nell’immediato si tratterebbe ovviamente di un turismo di prossimità, visto che i contagi non ci consentono ancora di ipotizzare un turismo interregionale e internazionale. Opportunamente muniti di mascherina e rispettando le prescrizioni del governo, sarebbe già qualcosa per ritornare lentamente a lavorare, per tornare a guadagnare, per mantenerci in esercizio. La nostra professione infatti ha bisogno di tenere il fisico allenato, tonico, per renderlo sempre pronto ad affrontare dislivelli, sentieri scoscesi, guadi, distanze e fatiche varie. Purtroppo quasi due mesi di fermo lavorativo hanno fatto regredire le nostre prestazioni fisiche”.

Il bosco di Costa Lunga vicino Palermo

La Sicilia – sottolineano ancora gli escursionisti – è uno dei territori più ricchi, a livello nazionale, di parchi, riserve e altre aree naturali protette, con un parco nazionale, cinque parchi regionali e 76 riserve naturali regionali. Basti pensare alle saline di Trapani, o all’Etna, o alle isole Eolie, o all’oasi di Vendicari, alle quali bisogna aggiungere anche un numero considerevole di Sic, Siti di importanza comunitaria e Zps, Zone di protezione speciale della rete Natura 2000. Dunque, un motivo in più per allentare le restrizioni anche nel settore del turismo naturalistico, diventato negli ultimi anni sempre più strategico.

Escursione sulle Madonie

Sul rischio di contagio durante le escursioni, le guide rassicurano: “L’escursionismo è un’attività che, rispettando le prescrizioni, si può svolgere con molta più sicurezza delle altre professioni che stanno per ripartire. Si svolge in spazi aperti ove la carica virale è notoriamente più bassa e il distanziamento sociale è sempre possibile, anche oltre il metro o i due metri di cui si parla nei vari decreti. Abbiamo bisogno di ritornare a lavorare – concludono le guide naturalistiche – di riappropriarci della nostra dignità professionale, sociale e umana”.

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