L’antica Eloro e la villa del Tellaro tra nuove ricerche e ricostruzioni 3D

Torna per il secondo anno consecutivo la campagna di studi nei due siti di Noto per la creazione di modelli digitali e per pianificare con più precisione futuri interventi di scavo

di Redazione

Le tecnologie digitali più avanzate danno una mano alle ricerche archeologiche in due importanti siti dell’area di Noto: la città greca di Eloro e la villa romana del Tellaro. Lo scopo del progetto è quello di utilizzare gli strumenti più avanzati per l’esplorazione geofisica e il telerilevamento in modo da documentare, attraverso la creazione di modelli 3D, e di reinterpretare le importanti evidenze archeologiche dei due siti, avviando una nuova modalità di comunicazione su scala globale attraverso la produzione di media – sia tradizionali che innovativi – con uso della realtà virtuale aumentata ed immersiva.

La villa romana del Tellaro in 3D

La campagna di studi e ricerche, in corso per il secondo anno consecutivo, si sta svolgendo grazie alla convenzione triennale sottoscritta tra il Parco archeologico e paesaggistico di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro e Akrai, diretto da Antonio Mamo e l’Institute for Digital Exploration dell’University of South Florida, diretto da Davide Tanasi, ricercatore di origine netina, docente di archeologia digitale.

L’agorà di Eloro vista dal drone

Grazie all’applicazione di tecnologie di digitalizzazione 3D e a strumenti di analisi spaziale d’avanguardia, quali la laserscansione terrestre, il lidar, la fotogrammetria digitale terrestre ed aerea ed il Gis, combinati ad uno scrupoloso studio topografico ed architettonico, è stato possibile produrre cartografie tecniche riviste e corrette, evidenziando le principali fasi di sviluppo dei due siti. I modelli 3D ad alta risoluzione generati verranno utilizzati per monitorare nel tempo le condizioni dei siti, dai mosaici della villa del Tellaro alle imponenti architetture in calcare di Eloro, per testare ipotesi di ricerca in ambiente virtuale, offrire esperienze di conoscenza dei siti anche ai visitatori con disabilità e promuovere la divulgazione attraverso il web. Ad Eloro, le indagini si sono concentrate nell’area del cosiddetto santuario di Asclepio ma, soprattutto, nell’area dell’Agorà.

Modello 3D del mosaico del Tellaro

L’utilizzo del georadar ha, inoltre, consentito di identificare nuove evidenze ancora nel sottosuolo che, da una parte, hanno permesso di meglio comprendere il contesto delle strutture già messe in luce, e dall’altra consentiranno di pianificare con estrema precisione interventi di scavo futuri. Durante la campagna 2022 si è completata la scansione 3D di reperti rinvenuti nelle villa romana del Tellaro allo scopo di riposizionarli negli originari contesti di rinvenimento all’interno del modello 3D delle strutture e ambienti della villa. Una “ricontestualizzazione virtuale” che ricreerà digitalmente lo spazio quotidiano al tempo dei Romani.

L’area dell’agorà di Eloro

“Il fine ultimo del progetto – spiega Davide Tanasi – è garantire accessibilità digitale ai due siti attraverso realtà aumentata, realtà virtuale ed attraverso la produzione di documentari e ricostruzioni 3D per ridare vita a questi due siti e riportarli sotto le luci della ribalta. In particolare le tecnologie impiegate sono ormai utilizzate con grande successo nel modo dei musei per coinvolgere maggiormente il pubblico disabile, con mobilità ridotta ma anche con ritardi cognitivi”.

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