L’altissima antenna Rai di Caltanissetta diventerà bene culturale

La Soprintendenza ha dato avvio alla procedura amministrativa per l’apposizione del vincolo, dopo l’ipotesi di abbattimento che ha sollevato diverse proteste della comunità

di Ruggero Altavilla

Con i suoi 286 metri è la più alta d’Italia nel suo genere e fino al 1965 lo era anche d’Europa. È stata spenta per sempre nel 2004 per l’alto costo di mantenimento dell’impianto. La vertiginosa antenna della Rai di Caltanissetta, installata sulla collina di Sant’Anna, è diventata ormai uno dei simboli della città. L’ipotesi di abbattimento ha suscitato, nelle scorse settimane, una vibrante azione di protesta da parte della comunità locale e delle organizzazioni del territorio. Per questo, – fanno sapere dalla Regione – la Soprintendenza ai Beni Culturali di Caltanissetta, ha dato avvio, questa mattina, alla procedura amministrativa per l’apposizione del vincolo di bene di interesse culturale.

L’antenna Rai (foto OppidumNissenae, Wikipedia)

A seguito della sentenza del Tar che autorizzava la Rai all’abbattimento dell’antenna, perché ormai vecchia e per motivi di incolumità pubblica, – si legge in una nota della Regione – si era generato un forte sentimento di protesta da parte della comunità e di quanti in quella struttura hanno riconosciuto un elemento fortemente identificativo, esaltandone, peraltro, il primato di una tra le testimonianze più significative del suo genere in Italia.

L’antenna da piazza Garibaldi (foto OppidumNissenae, Wikipedia)

Nelle scorse settimane, l’assessore regionale ai Beni Culturali, Alberto Samonà, facendosi portavoce della volontà espressa dal governo, aveva chiesto agli uffici di compiere ogni atto amministrativo utile a salvaguardare l’antenna nel rispetto del bene primario della salvaguardia della pubblica incolumità e, nei giorni scorsi, aveva richiesto alla Soprintendenza di Caltanissetta, attraverso una nota ufficiale del Dipartimento, di dare avvio a una nuova procedura tendente ad ottenere il riconoscimento del valore culturale del bene. Procedura che oggi ha preso avvio.

Uno scorcio di Caltanissetta

Il trasmettitore nisseno fa parte di una stazione radio della Rai dismessa per la radiodiffusione in onde lunghe, medie e corte. I lavori di costruzione iniziarono nel 1949, quando la Rai ebbe l’esigenza di rendere fruibile la ricezione del segnale nei paesi del Mediterraneo e del Nord Africa. I costi di costruzione furono di 146 milioni di lire dell’epoca; l’azienda costruttrice fu la Cifa (Compagnia Italiana Forme e Acciaio). L’impianto fu inaugurato il 18 novembre del 1951 da dall’allora ministro delle telecomunicazioni Giuseppe Spataro, dal presidente della Rai Cristiano Rindomi, insieme ai presidenti in carica e uscente della Regione Siciliana, Franco Restivo e Giuseppe Alessi. La Rai, una volta disattivato per le trasmissioni nel 2004 l’impianto, ha espresso l’intenzione di demolire la struttura ormai inattiva e con alti costi di manutenzione; infatti, per la manutenzione periodica sono coinvolti tecnici specializzati per i lavori ad alte quote.

L’antenna vista dal centro abitato (foto OppidumNissenae, Wikipedia)

“Il trasmettitore della stazione radio della Rai, ormai dismesso – commenta l’assessore Samonà – viene percepito nel sentire comune come il luogo-simbolo di una trasformazione epocale, l’espressione di un’archeologia industriale che ha fortemente connotato il territorio, cambiando la fisionomia dei luoghi e integrandosi a tal punto nel contesto ambientale da divenire esso stesso parte della storia della città. Adesso è necessario che tutti facciano la propria parte, non soltanto per salvaguardare il bene culturale, ma anche per valorizzare l’area con una concreta progettualità”.

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