L’albero dello Spasimo sta morendo, salvarlo è un miraggio

La grande pianta all’interno di uno dei monumenti simbolo di Palermo potrebbe essere presto abbattuta perché rischia di crollare

di Giulio Giallombardo

È un monumento nel monumento. Da quasi 80 anni vive dentro la navata dello Spasimo, uno dei simboli della rinascita del centro storico di Palermo. Ma oggi il suo destino sembra segnato. L’albero che ormai è un tutt’uno con l’ex chiesa, un ailanto di 20 metri diventato quasi un pezzo d’architettura, è malato e rischia di venir giù. La scelta forse più saggia – secondo gli esperti – sarebbe quella di abbatterlo per evitare danni più gravi, ma il suo valore storico e identitario ha messo un freno a decisioni troppo avventate.

L’albero dello Spasimo come si presenta attualmente

Indagini recenti hanno documentato che le condizioni dell’albero – già malato da tempo – stanno peggiorando progressivamente. Al suo interno si è aperta una cavità di 30 centimetri alla base del fusto e il legno sano periferico si è ristretto a circa 5 centimetri. La verde chioma è ormai solo un ricordo, mentre il tronco tende sempre più pericolosamente a inclinarsi. Insomma, le probabilità che venga giù presto non sono poche. Ma si tratta di un albero monumentale, anche se formalmente non è stato censito in alcun elenco, né regionale, né nazionale. Dunque, prima di prendere decisioni estreme, tecnici, agronomi e forestali stanno valutando le prossime mosse. “Sono in corso alcune analisi che stiamo conducendo, insieme ai tecnici dell’università, per esaminare i campioni di pianta che abbiamo prelevato, nell’arco di una settimana cercheremo di fugare ogni dubbio”, spiega a Le Vie dei Tesori News, Claudio Benanti, agronomo e responsabile della 5PV, azienda che si occupa del servizio di valutazione di stabilità delle piante ad alto fusto. Insieme a lui, si stanno interessando delle sorti dell’albero, agronomi del calibro di Giuseppe Barbera e Giuseppe La Mantia e gli esperti forestali Carlo Di Leo e Emanuele Rinaldi, che recentemente hanno fatto “visita” all’albero durante un sopralluogo.

L’albero come era qualche anno fa

“Avevo condotto verifiche su quest’albero già sei anni fa e adesso, purtroppo, non ci sono più le condizioni di stabilità – prosegue Benanti – dall’ultimo controllo, la pianta ha subito un elevatissimo degradamento dei tessuti legnosi che ormai sono diventati cavi. Su una sezione del tronco che ha circa 80 centimetri di diametro, oggi quasi la metà sono cavi. Inoltre sono stati rinvenuti dei carpofori, ovvero i corpi fruttiferi di un fungo, che sono attualmente sotto esame al dipartimento di patologia. La pianta ha gravi problemi anche perché la velocità con cui è avanzata questa degradazione, lascia presupporre che sia ormai alla fine del suo ciclo vitale. Essendo quella dello Spasimo un’area che fa circa 120mila visitatori all’anno, facendo una valutazione del rischio, l’abbattimento purtroppo è quasi obbligatorio”.

Lo Spasimo

Così, in attesa di capire quale sarà il destino dell’ailanto dello Spasimo, l’amministrazione ha transennato l’area, mentre è in corso un vivace dibattito tra chi è contrario all’abbattimento e chi, pur con amarezza, non vede altra strada. “A chi si preoccupa ben a ragione della sicurezza dei visitatori e che quindi, al momento, inibisce la frequentazione della navata – scrive Giuseppe Barbera, in un post su Facebook – ai cittadini amanti degli alberi, è nostra intenzioni fornire le indicazioni che tengano sì conto di benvenuti sentimenti di dendrofilia, ma a partire dalle sicurezze (seppure come sempre parziali) che offre una scienza: quella degli alberi”.

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