L’accessibilità nel patrimonio architettonico, esperti a confronto

Giornata di studi a Palermo dedicata a progetti di comunicazione inclusiva e rigenerazione urbana e alla fruizione di siti archeologici e centri storici

di Redazione

“L’accessibilità nel patrimonio architettonico: approcci ed esperienze tra tecnologia e restauro”. Questo il titolo della giornata di studi organizzata dalla Sitda, Società italiana della tecnologia dell’architettura, in programma venerdì 24 gennaio, dalle 9 alle 18,30, nell’aula magna del Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo. Nell’arco di tre sessioni di lavoro, diversi esperti si confronteranno sull’accessibilità nei siti archeologici e su progetti di rigenerazione urbana e comunicazione inclusiva. Si discuterà del progetto I-Access Italia-Malta e una sessione, inoltre, sarà dedicata all’accessibilità nelle aree storiche delle città e nei centri minori. Obiettivo della giornata di studi è raccogliere approcci metodologici e orientamenti sull’argomento, così importante per il patrimonio e per la collettività, soprattutto allo scopo di delineare future comuni strategie di ricerca (qui il programma completo).

Il Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo

“L’accessibilità dell’ambiente costruito ha implicazioni di carattere sociale, economico e morale la cui rilevanza aumenta considerando la sfera pubblica – si legge in una nota della Sitda – . Tale requisito resta pertinente e rilevante quando l’ambiente costruito, per specifici interessi, assume il significato di patrimonio architettonico. Il ruolo attribuito all’accessibilità nel riconoscimento nella Unesco World Heritage List dimostra il consolidato interesse globale per la questione. Nel nostro Paese non sono mancate le strategie governative: con riferimento agli obblighi normativi, oggi sono ormai definitivamente superati la logica della deroga e l’alibi della rimovibilità. Parallelamente, negli ultimi anni, si è manifestato un crescente approfondimento teoretico e metodologico, apprezzabile nella produzione scientifica nazionale”.

“Tuttavia – si legge ancora – lo scenario delle realizzazioni rimane disomogeneo, l’accessibilità del patrimonio architettonico resta obiettivo lontano, così come la fruibilità inclusiva dell’ambiente costruito più ordinario. L’emergere di temi come inclusione, partecipazione, comunicazione, ai quali fa da sfondo un ruolo rinnovato dell’utente, conferma l’attualità del tema e la necessità di ulteriori approfondimenti, rendendo opportuno aggiornare su una base condivisa i ragionamenti già sviluppati negli ultimi lustri da numerosi ricercatori italiani afferenti ai settori della tecnologia dell’architettura e del restauro architettonico”.

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