La spiaggia “divorata”, Eraclea pronta a rinascere

Via libera alle analisi sulla sabbia destinata al ripristino del litorale agrigentino, da anni flagellato dall’erosione costiera

di Marco Russo

Un pezzo di costa ormai quasi sparita, risucchiata dal mare. Alberi crollati, stabilimenti balneari distrutti, strade danneggiate: sono le ferite aperte dell’erosione che da anni affligge la spiaggia di Eraclea Minoa, nell’Agrigentino. Una vera e propria emergenza ambientale su cui sono impegnati su più fronti, ambientalisti, enti locali, forze dell’ordine e istituzioni.

Danni a uno stabilimento

Un nuovo passo avanti verso il recupero della spiaggia arriva dal via libera alle analisi sulla sabbia destinata al ripristino del litorale. L’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, guidato dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, – fanno sapere dalla Regione – ha affidato le analisi sulla sabbia da estrarre dal porto di Siculiana Marina e che dovrà essere utilizzata per ripristinare la spiaggia di Eraclea. Ad effettuarle sarà il Cibm (Consorzio per il centro interuniversitario di Livorno), che si è aggiudicato la gara bandita dalla Struttura commissariale diretta da Maurizio Croce. Si tratta di un passaggio indispensabile per dare il via libera ai lavori di dragaggio e, quindi, al ripascimento della spiaggia che – è stato calcolato – arretra ogni anno di circa 13 metri.

Alberi sradicati sulla spiaggia

La caratterizzazione dei sedimenti marini, che dovrà ricevere il benestare dalla commissione Via/Vas dell’assessorato del Territorio e ambiente, non sembra comunque un ostacolo: in passato, per ben due volte – nel 2008 e nel 2017 – le analisi hanno sancito l’assenza di tossicità e la compatibilità con le caratteristiche fisiche della sabbia del litorale di Eraclea Minoa.

Erosione costiera a Eraclea Minoa

Si procede a grandi passi, dunque, per porre fine a quella che il Piano di assetto idrogeologico, redatto dall’Arta Sicilia nel 2006, definì una condizione di rischio e di pericolosità per quasi tre chilometri di costa aggrediti da un accentuato fenomeno di erosione che, recentemente, ha coinvolto pure alcuni tratti della retrostante pineta, oltre a danneggiare diverse strutture turistiche. Le risorse stanziate ammontano ad oltre quattro milioni di euro e l’intervento prevede anche la realizzazione di tre pennelli a mare costituiti da massi ciclopici.

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