La serva padrona in scena al Massimo

Una rivisitazione ambientata proprio nella sala Onu del teatro con un soprano che ribalta la propria situazione, come nell’originale, sfruttando le proprie opportunità

di Ruggero Altavilla

Serpina è la protagonista de “La serva padrona” che riesce a ribaltare le sue sorti trasformando con furbizia la sua invadenza in riscatto: ora, quella storia di Gennaro Antonio Federico musicata da Giovan Battista Pergolesi nel 1733 e che ha dato inizio al genere dell’Opera buffa, sarà lo spunto per una rivisitazione che andrà in scena fino al 21 novembre nella sala Onu del teatro Massimo.

In questo spettacolo il bisbetico Uberto veste i panni di un severo maestro che nella sala Onu del Teatro Massimo fa delle audizioni per l’opera che andrà in scena a breve. Una giovane soprano, benché impaurita, affronta con coraggio l’audizione e, nonostante il maestro le abbia ingiunto di rinunciare al canto, gli propone invece, con l’aiuto dell’orchestra, di mettere in scena “La serva padrona” di Pergolesi per mostrare le proprie capacità.

Al direttore artistico chiede di interpretare Uberto, lei sarà Serpina, la vivace protagonista che finisce per sposare il padrone. E così ancora una volta, sfruttando le opportunità che le offre il ruolo, il soprano riesce a ribaltare la situazione. In scena, nel doppio ruolo di Uberto e del severo maestro, ci sarà Lorenzo Grante. Serpina e la cantante saranno rispettivamente Giulia Mazzola ed Emanuela Sgarlata, mentre nei panni di Vespone e del tecnico del suono che assiste il maestro ci sarà Alessio Barone.

A firmare drammaturgia e regia è Roberto Catalano, i costumi sono di Alberto Cavallotti, elementi di scena di Roberto Lo Sciuto, mentre Vittorio Di Matteo è il sound maker. Dirige l’orchestra del Teatro Massimo Tommaso Ussardi.

Per informazioni su orari e prezzi è possibile rivolgersi alla biglietteria del teatro Massimo, aperta
da martedì a domenica dalle 9.30 alle 18 e un’ora prima dello spettacolo.

Una rivisitazione ambientata proprio nella sala Onu del teatro con un soprano che ribalta la propria situazione, come nell’originale, sfruttando le proprie opportunità

di Ruggero Altavilla

Serpina è la protagonista de “La serva padrona” che riesce a ribaltare le sue sorti trasformando con furbizia la sua invadenza in riscatto: ora, quella storia di Gennaro Antonio Federico musicata da Giovan Battista Pergolesi nel 1733 e che ha dato inizio al genere dell’Opera buffa, sarà lo spunto per una rivisitazione che andrà in scena fino al 21 novembre nella sala Onu del teatro Massimo.

In questo spettacolo il bisbetico Uberto veste i panni di un severo maestro che nella sala Onu del Teatro Massimo fa delle audizioni per l’opera che andrà in scena a breve. Una giovane soprano, benché impaurita, affronta con coraggio l’audizione e, nonostante il maestro le abbia ingiunto di rinunciare al canto, gli propone invece, con l’aiuto dell’orchestra, di mettere in scena “La serva padrona” di Pergolesi per mostrare le proprie capacità.

Al direttore artistico chiede di interpretare Uberto, lei sarà Serpina, la vivace protagonista che finisce per sposare il padrone. E così ancora una volta, sfruttando le opportunità che le offre il ruolo, il soprano riesce a ribaltare la situazione. In scena, nel doppio ruolo di Uberto e del severo maestro, ci sarà Lorenzo Grante. Serpina e la cantante saranno rispettivamente Giulia Mazzola ed Emanuela Sgarlata, mentre nei panni di Vespone e del tecnico del suono che assiste il maestro ci sarà Alessio Barone.

A firmare drammaturgia e regia è Roberto Catalano, i costumi sono di Alberto Cavallotti, elementi di scena di Roberto Lo Sciuto, mentre Vittorio Di Matteo è il sound maker. Dirige l’orchestra del Teatro Massimo Tommaso Ussardi.

Per informazioni su orari e prezzi è possibile rivolgersi alla biglietteria del teatro Massimo, aperta
da martedì a domenica dalle 9.30 alle 18 e un’ora prima dello spettacolo.

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