La serra del Giardino Inglese diventerà Casa delle Ninfee

Entro la prossima primavera rinascerà il padiglione liberty del parco nel centro di Palermo. Sarà uno spazio che ospiterà iniziative culturali e sociali, in collaborazione con associazioni, scuole, enti pubblici e gruppi di cittadini

di Marco Russo

La serra del Giardino Inglese (foto La Casa delle Ninfee)

Un progetto di comunità che ruota attorno a un piccolo tesoro liberty nel centro di Palermo. È iniziato il cantiere di restauro della serra del Giardino Inglese, intitolato alla memoria di Piersanti Mattarella. Un luogo della memoria, da tempo abbandonato e vandalizzato, che presto rinascerà ospitando iniziative culturali e sociali, in collaborazione con associazioni, scuole, enti pubblici e gruppi di cittadini. Già dalla prossima primavera, la serra in ferro battuto del parco storico progettato da Ernesto Basile, diventerà La Casa delle Ninfee, uno spazio verde che sarà riempito dalle colorate piante acquatiche da succulente non spinose abbinate a diversi esemplari di pomelie.

Il ponteggio attorno alla serra (foto La Casa delle Ninfee)

Un’idea a cui lavorano da quasi due anni i volontari dell’associazione Vivi Sano Ets, associazione di promozione sociale che ha esperienza di riqualificazione e gestione di beni comuni e progetti come il Parco della Salute al Foro Italico e il Parco dei Suoni all’Istituto dei Ciechi Florio e Salamone.

I lavori – spiegano da Vivi Sano – verranno realizzati sotto l’egida della Soprintendenza ai Beni Culturali e della Città Storica del Comune di Palermo. La serra dalla prossima primavera verrà gestita dallo staff dell’associazione, insieme a tre giovani con disabilità intellettiva ad alto funzionamento che se ne prenderanno cura acquisendo nuove abilità sociali e lavorative. L’iniziativa è condivisa da istituti scolastici, associazioni e volontari che mettono a disposizione risorse economiche, tempo e professionalità per il bene comune. Una comunità che animerà l’intero parco con un programma di attività educative condivise con associazioni e cittadini.

Le restauratrici Arianna Padrut e Francesca Pagliaro (foto La Casa delle Ninfee)

Il progetto prevede la realizzazione di una “serra fredda” progettata nelle funzioni insieme all’Orto botanico di Palermo, allo studio Provenzano Architetti Associati e alle restauratrici Arianna Padrut e Francesca Pagliaro. La serra non riscaldata artificialmente, – fanno sapere dall’associazione – sfrutterà il calore del sole per creare al suo interno la temperatura ideale per la crescita delle piante. La proposta progettuale prevede inoltre un’offerta educativa con laboratori didattici inclusivi rivolti a bambini e ragazzi, alunni della scuola primaria di primo grado e della secondaria di primo e secondo grado, con attività specifiche e diversificate in base a età, grado di funzionamento e livello d’istruzione.

Sono dieci oggi gli istituti scolastici partner del progetto che rappresentano le scuole del territorio di ogni ordine e grado che ospitano complessivamente più di 7000 alunni. “Molte delle azioni previste – sottolineano da Vivi Sano – saranno sviluppate secondo l’ottica del service learning, attività dentro e fuori la scuola. Metodologia che permetterà di ottenere un duplice scopo: dare risposta a bisogni presenti nella comunità e permettere al contempo agli studenti di sviluppare le cosiddette soft skills, competenze personali e sociali trasversali finalizzate a promuovere esempi virtuosi e tangibili di cittadinanza attiva, legalità, integrazione e inclusione”.

La serra del Giardino Inglese (foto Cristiano Drago, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

La serra liberty, storicamente inserita all’interno di un progetto che richiamasse “l’antico giardino di delizia”, doveva esser parte di un più ampio disegno, capace di emulare il giardino arabo con un linguaggio però aderente alla nuova cultura romantica, testimoniando, insieme a tutte le altre opere, l’elevato livello tecnologico dell’artigianato locale. La serra infatti, interamente progettata in ghisa e vetro, come una barca rovesciata senza una sola saldatura, impreziosiva, insieme ad altre opere (molte delle quali andate perdute), un giardino che avrebbe rappresentato e rappresenta ancora una delle aree verdi più importanti della città.

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