La scogliera ferita: polvere rossa sulla Scala dei Turchi

Ennesimo atto vandalico sul prezioso sito naturalistico di Realmonte, imbrattata da grandi chiazze di intonaco. Aperta un’inchiesta per individuare i colpevoli

di Antonio Schembri

Chiazze rosse su marna bianca. Anche se è apparsa con le prime luci dell’alba, come avviene con gli stancil di Banksy o come, negli anni ‘80, succedeva nella subway di New York con lo spray nebulizzato sui muri da Keith Haring pochi secondi prima di essere abitualmente arrestato dalla polizia metropolitana, questa sulle nivee e ondulate gradinate della Scala dei Turchi, a Realmonte, non è affatto un’opera d’arte. Ma l’ennesimo atto di bestialità umana, declinato in forma di imbecillità strepitosa, sul patrimonio naturalistico: eseguito da un “sapiens” che colpisce e scappa via; o forse da un gruppo di balordi coadiuvati da una vedetta di controllo tra le tenebre: ulteriore prova che spesso, in fatto di sentimenti, gli stessi animali superano gli umani.

Indagini in corso sulla scogliera

I particolari sulle modalità del reato affioreranno dalle indagini scattate immediatamente.  Intanto questo si assomma a altre iniziative simili. Come quella già registrata qualche anno fa sulla stessa scogliera candidata a entrare nel Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, oggi luogo del cuore del Fai e riconosciuta tra gli scenari costieri più affascinanti del mondo. E al danneggiamento, avvenuto lo scorso settembre, sul simile promontorio di Punta Bianca, a poca distanza da Palma di Montechiaro.

La Scala dei Turchi deturpata dalla polvere

Dai primi accertamenti, pare che lo strumento adoperato per disegnare l’insultante sgorbio sulle rocce, sia lo stesso: polvere di intonaco ricavata da ossido di ferro. “Per fortuna non dovrebbe trattarsi di un danno permanente visto che gli stessi spruzzi delle onde marine sembrano poter cancellare, almeno in parte, l’imbrattamento – dice il sindaco di Realmonte Sabrina Lattuca – . Quanto successo però riaccende la preoccupazione sull’effettivo stato di sicurezza di monumenti naturali fragili come questo, già da anni peraltro seriamente minacciato da un rapido processo d’erosione”.

Le tracce di intonaco sulla scogliera

Le segnalazioni sono intanto già al vaglio dei carabinieri e della Procura di Agrigento. “Attorno alla Scala dei Turchi funziona un sistema di videosorveglianza – riprende il sindaco – . La speranza è che si riesca a capire di più dall’esame dei filmati registrati dalle telecamere la notte scorsa, visto che fino a ieri pomeriggio la scogliera appariva immacolata”. Il procuratore Luigi Patronaggio ha intanto aperto un’inchiesta per danneggiamento di beni di valore paesaggistico, disponendo esami sulla vernice e indagini sulle rivendite della stessa nell’intero territorio agrigentino.

La Scala dei Turchi

Pochi mesi fa la Procura aveva chiesto al gip il decreto penale di condanna a 9.100 euro di multa nei confronti di Ferdinando Sciabbarrà, 73 anni, che ha sempre sostenuto di essere il proprietario della Scala dei Turchi. La scogliera era stata sequestrata il 27 febbraio dello scorso anno, a seguito di indagini per occupazione di suolo demaniale e violazioni in materia di sicurezza e tutela di beni ambientali. Poco dopo era stata disposta la restituzione a Sciabbarrà di una parte della Scala dei Turchi, mentre, in base alle risultanze della perizia collegiale, un’altra porzione era stata restituita alla Regione Siciliana.

“La splendida scogliera di marna bianca della Scala dei Turchi, nell’Agrigentino, attrazione per visitatori di tutto il mondo, è stata vergognosamente deturpata. Condanniamo gli autori di tale gesto vigliacco, che costituisce oltraggio non solo ad un bene paesaggistico di rara bellezza, ma anche all’immagine della nostra Isola. Mi auguro che la magistratura possa giungere velocemente all’identificazione dei responsabili”, ha dichiarato a caldo il governatore Nello Musumeci. “Auspico che chi ha imbrattato la Scala dei Turchi, uno dei luoghi naturalistici e paesaggistici più belli del Mediterraneo, sia presto assicurato alla giustizia e paghi per questo odioso atto di vandalismo: una ferita al paesaggio, alla bellezza e a tutta la Sicilia”, ha aggiunto l’assessore regionale ai beni culturali, Alberto Samonà.

Litorale di Realmonte dalla Scala dei Turchi

“Purtroppo è l’ennesima azione vandalica nei confronti dei monumenti più belli e conosciuti della nostra provincia, dal Tempio della Concordia, a Punta Bianca e adesso la Scala dei Turchi – dice Marcello Mira, presidente dell’associazione culturale e di promozione turistica VisitAgrigento – . Urge risolvere una volta per tutte la questione della proprietà della marna bianca più famosa al mondo mediante il suo esproprio, per passarne la gestione a un ente capace di tenerla sotto controllo: non solo dai vandali, ma anche dagli stessi turisti che, nonostante i divieti e il sequestro di questo prezioso pezzo di territorio, continuano a calpestarla a rimuovere pezzi da portare a casa come souvenir, a conficcare ombrelloni nella roccia e a incidervi scritte, nomi e cuori di fidanzatini”.

In questi anni la chiusura al pubblico della Scala dei Turchi, inizialmente percepita come privazione, è stato l’unico modo per salvaguardarla. “In mancanza di un controllo continuo e preciso – conclude Mira – è giusto che un luogo come questo sia tenuto chiuso e ammirato solo a distanza”. Come avviene per tanti altri monumenti al mondo. Per la costiera agrigentina al cospetto dei Templi, però, tra abusivismo e diffusa insensibilità ambientale, ancora non c’è pace.

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