Le reliquie della Santuzza esposte all’Oratorio Quaroni

Per la prima volta, le spoglie della patrona di Palermo lasciano la chiesa di Santa Caterina. In mostra anche un bozzetto di cera plastica di Filippo Pennino

di Alessia Franco

C’è sempre una prima volta, si dice spesso. E mai come in tempi così provvisori – una post-pandemia che non si sa quanto ci siamo lasciati alle spalle – queste parole si rivelano vere. Anche, soprattutto, per questo Festino che ha dovuto essere, come quasi ogni cosa, ripensato, rimodulato, cambiato. Che ha dovuto rinunciare a essere festa di popolo, ma non festa di devozione popolare.

L’allestimento all’Oratorio Quaroni

E per la prima volta, in questa atipica edizione numero 369, le reliquie della Santuzzasi spostano: dalla chiesa di Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto (dove sono abitualmente custodite) all’Oratorio Quaroni di via Maqueda. L’occasione è l’esposizione “Dive Rosaliae pro peste repulsa”, che si è inaugurata questo pomeriggio. Uno spostamento dal significato altamente simbolico, in tempi di “peste 2.0”. Per la prima volta nella storia, infatti, la piccola e preziosissima teca contenente le spoglie donate alle monache di Santa Caterina subito dopo la proclamazione di Rosalia come unica e principale patrona della città, chiusa dal sigillo del cardinale Giannettino Doria, ha varcato le soglie del monastero per incontrare la comunità dei devoti palermitani.

Bozzetto in cera plastica di Filippo Pennino

La teca non è l’unico elemento che suggella il rapporto tra la santa e i suoi fedeli: fino al 28 agosto (tutti giorni, tranne il lunedì, dalle 10 alle 20 con ingresso gratuito) si potrà ammirare anche un prezioso bozzetto di cera plastica su Santa Rosalia realizzato dallo scultore Filippo Pennino (l’opera finale si trova nell’altare maggiore dell’eremo della Quisquina). Verranno inoltre riproposti i pannelli della mostra “Eris in peste Patrona”, e ancora saranno trasmessi video delle precedenti edizioni del festino, e sarà allestita una mostra di foto in bianco e nero.

La teca che contiene le reliquie di Santa Rosalia

L’esposizione “Dive Rosaliae pro peste repulsa” è stata ideata e realizzata dall’associazione La Coccinella Onlus di Vincenzo Montanelli, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Palermo. Nel pieno rispetto delle norme di sicurezza anti Covid-10, verrà consentito l’ingresso ad un massimo di 30 persone alla volta, dopo la misurazione della temperatura, indossando la mascherina. “L’esposizione Dive Rosaliae pro peste repulsa – spiega Giuseppe Bucaro, direttore dell’ufficio Beni culturali della Diocesi di Palermo – risponde alle indicazioni del nostro arcivescovo: fare di questo Festino un’occasione di raccoglimenti, di interiorità, di preghiera e di celebrazione del legame tra Rosalia e la città. La posizione dell’Oratorio Quaroni testimonia l’incontro tra la diocesi e la città, abbracciate idealmente dalla patrona”.

La mostra delle reliquie di Santa Rosalia all’Oratorio Quaroni

“Quello che stiamo vivendo è un Festino anomalo, particolare – conclude Montanelli – che sarà ricordato per tutto ciò che non si è potuto fare. Abbiamo deciso di essere presenti a fianco della Diocesi di Palermo per dare il nostro contributo all’organizzazione di questa esposizione. Speriamo che questa esperienza unica possa essere il primo passo per la valorizzazione dell’Oratorio Quaroni”.

(Foto Alessia Franco)

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