La Rotta di Enea diventa itinerario del Consiglio d’Europa

Il percorso entra ufficialmente nella rete già composta da 45 progetti. La Sicilia è tra le cinque regioni italiane che ne fanno parte

di Marco Russo

Un cammino che unisce Oriente e Occidente, con al centro la Sicilia, teatro di fughe precipitose, tra ciclopi e fiumi di lava incandescente. La mitica Rotta di Enea, che ripercorre il viaggio dell’eroe cantato da Virgilio è ufficialmente itinerario culturale riconosciuto dal Consiglio d’Europa (ve ne avevamo parlato anche qui). La cerimonia nella Curia Iulia del Parco archeologico del Colosseo ha sancito l’ingresso del percorso nella rete già composta da 45 progetti alla presenza dei rappresentanti istituzionali dei paesi coinvolti: Turchia, Grecia, Tunisia, Albania e Italia, dove la rotta di Enea si snoda tra Puglia, Calabria, Sicilia, Campania, Basilicata e Lazio.

La Rotta di Enea

Il riconoscimento arriva dopo un “intenso lavoro” iniziato nel 2017 dall’associazione Rotta di Enea che con il nuovo itinerario ha voluto “sostenere i valori racchiusi nel poema virgiliano: il Mediterraneo come mare che unisce e non divide”, ha spiegato il presidente dell’associazione, Giovanni Cafiero. Il viaggio parte dalla Turchia, da Troia, Antandros e il Parco nazionale del Monte Ida, si prosegue in Grecia con Delos, Creta e Lefkada, poi in Albania con Butrinto e si arriva in Italia. La Puglia con Castro, poi la Calabria con Crotone-Hera Lacinia e l’immancabile Sicilia con Trapani-Erice-Segesta. La tappa successiva è in Tunisia con Cartagine, per arrivare poi in campania con Palinuro e Cuma-Pozzuoli, e infine il Lazio con Gaeta e Lavinium fino a Roma, dove Enea incontra Evandro, il re del villaggio sul Palatino.

Mosaico di Polifemo alla Villa Romana del Casale

La Sicilia, dunque, è tra le cinque regioni italiane che fanno parte dell’itinerario, promosso nel 2018 dall’associazione Rotta di Enea, in collaborazione con il Comune di Edremit in Turchia, con la fondazione Lavinium e con altri enti e istituzioni a livello internazionale. Le tappe della Rotta di Enea in Sicilia sono formalmente due – Etna Scogli dei Ciclopi e Trapani Erice Segesta – anche se i luoghi che rientrano nel circuito sono molti di più. L’idea dell’associazione è stata quella di creare un itinerario alla scoperta di un patrimonio di testimonianze archeologiche, religiose, artistiche e siti naturalistici, su cui adesso ha messo il suggello il Consiglio d’Europa.

Il Tempio di Segesta (foto Ludvig14, Wikipedia)

“Oggi viene coronato quello straordinario patrimonio di relazioni mediterranee messo in campo dal progetto che lo scorso maggio ha ricevuto il riconoscimento di itinerario culturale dopo un severo percorso di selezione. Esprimo la mia più profonda soddisfazione perché il Parco ha voluto aderire e sostenere concretamente fin dall’inizio, convinto della rilevanza culturale dell’iniziativa”, ha detto il direttore del Parco del Colosseo, Alfonsina Russo.

Uno scorcio di Erice

“Questo itinerario valorizza l’arte e la cultura che abbiamo nel nostro territorio e che è stata fortemente colpita dalla pandemia. Stiamo supportando a 360 gradi una ripartenza che sia inclusiva e in questo senso la Regione Lazio è accanto a questo progetto e collaborerà per potenziarlo”, ha tenuto a dire l’assessore regionale alla Cultura, Alessandra Troncarelli, mentre la presidente del I Municipio di Roma, Lorenza Bonaccorsi, in fascia tricolore per rappresentare il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha sottolineato il “risultato incredibile di questo riconoscimento europeo. Il cammino ci ricorda quanto sia importante rafforzare il dialogo, l’accoglienza e la tolleranza attraverso incontri con culture diverse”.

Trapani

L’ingresso della rotta di Enea negli itinerari culturali riconosciuti dal Consiglio d’Europa arriva nell’ambito del semestre di presidenza italiana del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa. “Tra gli obiettivi della presidenza – ha detto infine Valeria Biagiotti, capo della task force per la presidenza italiana – c’è un rinnovato impegno dei valori riconosciuti dal Consiglio, come l’attenzione a temi che possano favorire il dialogo, tra cui la cultura”.

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