La Passione in quarantena, strade senza processioni

Si fermano per l’emergenza sanitaria anche le celebrazioni del Venerdì Santo, le più attese e sentite della Settimana Santa, organizzate da centinaia di confraternite

di Giulio Giallombardo

Una Passione nel silenzio delle strade senza processioni. I fercoli della Madonna vestita a lutto quest’anno resteranno nella penombra delle chiese a piangere il Cristo morto. In questa Pasqua irreale, stravolta dal virus, anche a Palermo come altrove, non ci saranno fedeli in corteo per le celebrazioni del Venerdì Santo. Non si potranno neanche pregare i simulacri all’interno delle chiese, per limitare al massimo il rischio di contagio. I riti collettivi, da sempre momenti catartici della Settimana Santa, svaniscono per lasciare il posto a una Pasqua più intima, vissuta soltanto tra le pareti di casa.

Confraternita Maria Santissima Addolorata della Soledad (foto Centro diocesano confraternite)

Lo sanno bene i membri delle tantissime confraternite, che ogni anno organizzano le processioni della Passione, oltre duecento quelle appartenenti alla sola Arcidiocesi di Palermo. Come quella storica di Maria Santissima Addolorata della Soledad, la più antica della città fra quelle del Venerdì Santo, fondata nel 1590 con sede nella Chiesa di San Nicolò da Tolentino, in via Maqueda. Oppure come la confraternita di Santa Maria dell’Itria ai Cocchieri del 1596, legata all’omonima maestranza dei cocchieri “maiuri” che prestavano servizio nelle case dei nobili, e ancora quella dell‘Addolorata ai Cassari, fondata nel 1755 da domestici e cuochi in servizio nelle dimore aristocratiche del centro storico, che ha sede attualmente nella chiesa di Santa Maria La Nova. Fino alla più recente confraternita di Maria Santissima Addolorata del Venerdi Santo ai fornai, nata un secolo fa e legata alla chiesa di Sant’Isidoro Agricola all’Albergheria, che ogni anno organizza una sacra rappresentazione che attira tantissimi palermitani (ve ne abbiamo parlato qui).

Statua della Madonna Addolorata

“Tutte le confraternite dell’Arcidiocesi quest’anno devono fare a meno delle processioni. Stiamo vivendo qualcosa che neanche nell’ultima guerra mondiale si era verificata”. A parlare è Biagio Maurizio Puleo, presidente del Centro diocesano per le Confraternite e membro di quella dell’Immacolata a San Francesco d’Assisi. “Anche nel 1943, in piena guerra, con la basilica danneggiata dalle bombe, la Madonna è uscita in strada – dice Puleo a Le Vie dei Tesori News – . È ovvio che le nostre celebrazioni comportano assembramenti e fino a quando non usciremo dall’emergenza tutte le processioni saranno sospese, sono a rischio anche quelle in programma nei prossimi mesi”.

Il fercolo col Cristo morto

Ma quella del Venerdì Santo è la processione più attesa, che abbraccia tutto il mondo confraternale. In questi giorni difficili, le confraternite della Diocesi, hanno anche lanciato una raccolta fondi, che ammonta a circa 17mila euro da donare alla Caritas diocesana. “Stiamo vivendo questa Pasqua con una certa tristezza, è inutile negarlo – prosegue Puleo – . Le chiese sono chiuse e non possiamo fare diversamente, tutti noi confrati siamo consapevoli della situazione e la accettiamo. Anche l’idea di rinviare le processioni in un altro momento, non ci è sembrata opportuna, rischiando di stravolgere ancor di più il clima delle celebrazioni”. Così, tra chiese vuote e strade deserte, c’è chi ha pensato anche di organizzare una Via Crucis virtuale tra i balconi di tutti i quartieri di Palermo, diffondendo le musiche del film “La Passione di Cristo” di Mel Gibson. Sincronizzandosi attraverso una piattaforma (questo il sito), a partire dalle 17 in poi, ogni residente selezionando l’area di appartenenza, verrà indirizzato sul brano da diffondere.

Venerdì Santo ai Fornai (foto Centro diocesano confraternite)

“Dobbiamo cercare di ricavare il massimo da questi giorni di quarantena – osserva Giuseppe Bucaro, direttore dell’Ufficio Beni culturali dell’Arcidiocesi – . Quella che stiamo vivendo è una crisi che ci mette in condizione di interiorizzare in modo più profondo l’esperienza della Settimana Santa. Una Pasqua che si presenta senza segni all’esterno, ma che deve diventare più intima dentro ognuno di noi, recuperando il senso profondo dei nostri valori”.

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