La Palermo della Belle Époque con gli occhi dei bambini

Una storia di amicizia e accoglienza tra due mondi apparentemente inconciliabili è alla base di “Con lo sguardo in su”, il nuovo romanzo della giornalista Alessia Franco

di Redazione

Frammenti di vita, luoghi e personaggi nella Palermo della Belle Époque, s’intrecciano nel nuovo romanzo della giornalista Alessia Franco. Il libro “Con lo sguardo in su”, edito da Kalós per la nuova collana Fili e Trame, sarà presentato venerdì 28 giugno alle 18, alla Feltrinelli di Palermo. Modera il dibattito la giornalista Laura Anello, intervengono l’antropologo Dario Piombino-Mascali, l’editor Luana Lupo e il direttore editoriale di Kalós Salvino Leone.

Alessia Franco

Nel libro si racconta la storia di Josetta, una bambina che si è trasferita da poco a Palermo dalla Germania: fa parte di una colta famiglia mitteleuropea in cui il padre fa l’antiquario e in quella Sicilia colta e aperta vede nuove opportunità di lavoro. La vita della bambina tedesca si intreccia con quella della palermitana Sisidda che, invece, dal suo poverissimo quartiere non si è mai spostata se non per andare a servizio proprio in casa della famiglia di antiquari.

La copertina del libro

Siamo nel periodo della Belle Époque: sono molte le famiglie che decidono di trasferirsi in Sicilia, isola che sembra benedetta sotto moltissimi punti di vista. Ma l’amicizia tra le due bambine (una ricca e istruita, l’altra povera e poco scolarizzata) è incastonata nella più ampia realtà cittadina: le opere d’arte, con quello stile liberty che in Sicilia assumerà nuove declinazioni, i negozi e le merende sempre più incredibili per i piccoli ospiti della nobiltà e di una borghesia che rivendica con sempre maggiore forza il proprio ruolo. Ma anche le vicende dei carusi, che si sfiniscono di lavoro e rischiano la vita nelle zolfare, emblemi della povertà e del più bieco sfruttamento minorile. Dall’incontro di due realtà apparentemente inconciliabili nascono il rispetto, la conoscenza, il dialogo. In una parola, il diritto di ogni bambino di vivere “con lo sguardo in su”.

“Quella che racconto è una storia di accoglienza – spiega l’autrice – come è l’amicizia tra Josetta e Sisidda. È la prima ad accogliere la bambina che va a servizio nella propria casa o è Sisidda a inserire la piccola, venuta da lontano, in un contesto nuovo, ad aprirle gli occhi su certe realtà? Non ha importanza. Palermo emerge nelle sue tante sfaccettature attraverso un minuzioso lavoro di ricostruzione che non è mai fine a se stessa. La bellezza esiste perché tutti i bambini (loro per primi) possano sentirsene custodi e goderne, a prescindere da provenienza o estrazione sociale”.

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