La nuova vita di Villa Belmonte dopo il restauro

L’ottocentesco complesso monumentale di Palermo, alle falde di Monte Pellegrino, diventerà sede del Consiglio di giustizia amministrativa

di Giulio Giallombardo

Si prepara a rinascere un altro tesoro monumentale di Palermo. Dopo i recenti interventi di restauro e manutenzione, l’ottocentesca Villa Belmonte, uno dei più importanti esempi di architettura neoclassica in città, diventerà sede del Consiglio di giustizia amministrativa. Il complesso monumentale alle falde di Monte Pellegrino, che comprende la villa, i corpi accessori tra cui scuderia, ex cappella, ex casa del custode, parco e tempietto di Vesta, appartiene al demanio della Regione Siciliana, che ha da poco completato i lavori di adeguamento e restauro per trasferirvi gli uffici del Cga, attualmente ospitato in via Cordova.

Uno scorcio di Villa Belmonte

Dopo anni di incuria e abbandono, durante i quali la villa è stata preda dei vandali, adesso è pronta per tornare fruibile. I lavori, durati quasi due anni, per cui la Regione ha investito circa tre milioni di euro, hanno interessato sia l’interno che l’esterno. Si è provveduto alla manutenzione delle finestre e degli infissi, compresa la veranda di piano primo e le grate di protezione. Le sale interne sono state interamente ritinteggiate, ad eccezione di quelle affrescate, del cui restauro si dovrà occupare la Soprintendenza ai Beni culturali. È stato messo a punto l’adeguamento degli impianti elettrici, idrici e di condizionamento, ricavando una sessantina di postazioni di lavoro, con aula riunioni e spazi per gli archivi.

La veranda

Gli unici interventi finora rimasti fuori sono quelli di recupero degli elementi artistici, ovvero gli affreschi delle volte, l’emiciclo e le fontane con i leoni da restaurare. “Siamo partiti un po’ in ritardo, perché il vecchio progetto non comprendeva alcuni aspetti, come il restauro delle volte – spiega a Le Vie dei Tesori News, l’architetto Giovanni Rotondo, rup e dirigente del Servizio 2 del Dipartimento regionale tecnico – abbiamo poi trovato le travi delle stalle in pessime condizioni, per cui è stato fatto un lavoro supplementare. Poi anche alcuni tratti dell’impianto fognario erano in cattivo stato. Abbiamo recuperato un grande vano per fare una sala riunioni, anche questo non previsto in progetto, l’abbiamo pavimentato, ridipinto e rifatto il tetto. La facciata è in discreto stato, ma necessita di interventi di recupero, da fare magari in un secondo tempo. Le emergenze principali erano di carattere statico, soprattutto nelle volte e negli architravi delle finestre, che presentavano lesioni molto serie”.

Nello Musumeci

Bisognerà adesso capire se gli uffici del Cga si trasferiranno in breve tempo o se si dovrà aspettare il restauro degli affreschi ad opera della Soprintendenza. A decidere il trasferimento degli uffici giudiziari nel bene storico è stato il presidente della Regione, Nello Musumeci, che ha approvato recentemente una delibera nel corso di una seduta di giunta che si è svolta a Catania. Il provvedimento, di fatto, ha revocato una delibera del governo regionale, risalente alla precedente legislatura, ma di fatto mai attuata, con la quale era stata destinata al Consiglio di giustizia amministrativa un’ala dell’Albergo delle povere di corso Calatafimi. “I particolari lavori di manutenzione straordinaria eseguiti dalla Regione – ha affermato il governatore Nello Musumeci – oltre a riportare agli antichi splendori uno dei palazzi storici più prestigiosi della città, ci danno la possibilità di mettere a disposizione del Cga una sede autorevole”.

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