La nuova vita di Segesta, il parco si proietta nel futuro

Spettacoli, scavi, restauri e tanti interventi di manutenzione per la rinascita dell’area archeologica, che punta a un milione di visitatori

di Antonio Schembri

Il futuro si disegna salvaguardando, valorizzando e promuovendo la fruizione dei reperti dell’antichità. È stato l’obiettivo di Sebastiano Tusa, l’archeologo delle culture mediterranee, che nel suo breve assessorato regionale ha aperto la strada dell’autonomia amministrativa e finanziaria ai parchi archeologici di Sicilia, istituendone ex novo altri 15. Tra questi l’area di Segesta, famosa per il suo tempio in stile dorico e il suo teatro, uno tra i più rilevanti del mondo ellenistico sotto il profilo dell’acustica e del panorama. A circa un anno dal varo di questo Parco, sono adesso maturi i tempi per avviare l’impegnativa fase dei progetti, sotto il controllo e la vigilanza della Regione. Con un obiettivo ambizioso: incrementare il numero dei visitatori, dai poco meno di 636 mila totalizzati negli ultimi due anni, a un milione.

Un momento della conferenza stampa

Tutto dipenderà da tempi ed efficacia d’attuazione del programma di interventi presentato oggi a Palazzo d’Orleans dal governatore Nello Musumeci che, all’indomani della prematura scomparsa di Tusa, ha assunto l’interim dell’assessorato ai Beni culturali. Un piano che, a cominciare dall’organizzazione della struttura del parco segestano, abbraccia non solo interventi di ordinaria manutenzione dei beni architettonici, ma anche attività di studio e di ricerca idonee a produrre ricadute, oltre che sul piano scientifico, anche, nei limiti del possibile, su quello economico per un territorio, quello della provincia di Trapani, alle prese con i contraccolpi della crisi del suo aeroporto.

Il tempio di Segesta

“Sarà prioritario portare avanti l’attività scientifica e divulgativa con il coinvolgimento di scuole, licei, conservatori e università, nonché incrementare le relazioni con i comuni limitrofi al territorio di Calatafimi e Segesta per un utilizzo condiviso e consapevole delle sue risorse”, sottolinea l’archeologa Rossella Giglio, direttore del Parco di Segesta. Ma c’è anche una lunga lista di interventi tecnici da attuare: da nuovi scavi a operazioni di recupero architettonico, passando per ulteriori migliorie alla pubblica fruizione del teatro.

Più in dettaglio – spiega Giglio – “recupereremo la Casa del Navarca, una tra i più rilevanti complessi architettonici di Segesta (citato anche da Cicerone) che dall’area della Porta di Valle guarda al Golfo di Castellammare, Ma si tratterà anche di intervenire sulla casa rupestre e sulle rovine di un castello medievale”. Solo alcuni tra i luoghi della splendida città fondata dagli antichi elimi a cui si aggiungono la grande Agorà, che con i suoi edifici occupava una superficie di oltre mezzo ettaro circondata da portici e un’ulteriore area di almeno 1.800 metri quadrati occupata dalla sala del consiglio e dal ginnasio.

Il castello

Nei progetti dell’ente parco, c’è anche l’approfondimento degli scavi sul sito di contrada Mango, sotto il monte Barbaro, dove sono affiorate le rovine di un santuario rettangolare circondato da un muro monumentale con i resti di due templi dorici del VI e V secolo avanti Cristo e altri edifici di minore rilevanza. E, aggiunge Giglio, “altri piccoli interventi per migliorare la fruibilità del teatro, la cui massima capienza si attesta oggi sui mille posti a sedere. In particolare cuscini per le sedute, gradinate di legno e ulteriori ampliamenti per facilitare l’accesso a ridosso dell’area dell’orchestra per i portatori di handicap”. Tutte operazioni pronte insomma a partire, visto che il bilancio è già approvato.

Mura medievali

Sul fronte degli spettacoli, anche quest’anno la rassegna delle Dionisiache, da metà luglio ai primi di settembre (il programma verrà reso noto a giorni) costituirà il principale contenitore culturale. Nel quale quest’anno protagoniste saranno anche le stelle. Grazie all’assenza di inquinamento luminoso e alla collaborazione dell’astronoma Violette Impellizzeri, nativa di Alcamo, oggi componente del gruppo internazionale di scienziati del più grande radiotelescopio del mondo, nel deserto di Atacama in Cile, il Parco proporrà infatti eventi dedicati all’osservazione di pianeti e costellazioni con alcuni telescopi posizionati nell’area del tempio.

“Per la Sicilia, la scommessa è puntare con decisione sul turismo culturale – dice il governatore Nello Musumeci – . Per vincerla, articolati piani di recupero, come questo per il Parco di Segesta, sono indispensabili e devono tradursi nella pulizia e nella salvaguardia dei siti, nell’incremento della loro fruibilità e nella loro promozione continua”.

Il valore economico generato dal turismo culturale e paesaggistico in Italia nel 2018 ammonta a 21 miliardi di euro, ossia il 66 per cento della spesa totale dei viaggiatori internazionali nel Belpaese. Stando alle più recenti rilevazioni, da soli, i beni culturali statali attirano 55milioni di visitatori e alimentano un giro d’affari di 229 milioni di euro. Numeri che fotografano un appeal forte, in continua crescita, non più sottovalutabile. “A quasi vent’anni dalla legge che ha istituito i parchi archeologici – conclude Musumeci – l’obiettivo è adesso quello di metterli tutti a disposizione di studiosi e visitatori nel giro di 3-4 mesi”.

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