La nuova vita delle case cantoniere per rilanciare il turismo lento

Bando dell’Anas per trasformare gli immobili in strutture ricettive e punti di ristoro. In Sicilia edifici disponibili a Cefalù, Catenanuova e Aci Trezza

di Giulio Giallombardo

Il rosso inconfondibile, oggi in molti casi un po’ sbiadito, spicca sul ciglio delle strade statali italiane. È quello pompeiano delle case cantoniere, colore che presto tornerà vivo grazie a un nuovo bando dell’Anas che vuole darne cento in concessione in tutta Italia. Una trentina di edifici sui primi 650 individuati erano stati riqualificati già a partire dal 2016, ora altre case sono state messe a disposizione per trasformarle in piccole strutture ricettive di qualità, punti di ristoro, centri informativi didattici o stazioni di ricarica per veicoli elettrici.

La casa cantoniera di Cefalù

In Sicilia sono soltanto tre le case messe a bando, mentre la Sardegna è la regione con più fabbricati a disposizione – ben 30 – seguita da Lombardia (12), Abruzzo (10), Toscana e Lazio (entrambe 7). A quota cinque si attestano Puglia, Emilia Romagna, Calabria e Piemonte, mentre ne ha tre anche Valle d’Aosta. Infine chiudono la lista, Marche, Campania e Veneto con due e Liguria ed Umbria con una ciascuna.

La casa cantoniera sulla statale 192 della Valle del Dittaino

La prima delle cantoniere siciliane è alle porte di Cefalù, in posizione strategica sulla statale 113, tra bar, alberghi, supermercati e si presenta in buone condizioni. Un’altra si trova in aperta campagna vicino a un agriturismo sulla statale 192 della Valle del Dittaino, a due passi da Catenanuova, ma nel territorio di Agira. La terza, infine, è inglobata tra le case di Aci Castello, sulla statale 114, nella frazione di Aci Trezza, a un passo dalla Riviera dei Ciclopi.

Aci Castello

Il bando – spiegano dall’Anas – fa seguito ad una manifestazione di interesse, condotta lo scorso autunno, con l’obiettivo di promuovere richieste di concessione delle case utilizzate dagli operai addetti alla manutenzione delle strade. Tra le tante proposte, oltre un centinaio hanno attirato l’attenzione dell’azienda, facendo intendere una reale disposizione all’impegno. Il 41 per cento delle richieste è rappresentato da società, il 31 per cento da privati, il 15 per cento da enti, amministrazioni pubbliche e protezione civile, l’8 per cento da associazioni e cooperative ed il restante 5 per cento da aziende agricole. L’impegno di chi prenderà in concessione le case cantoniere – come è previsto dal bando – sarà di conservare i manufatti originari, migliorando l’inserimento nel paesaggio, sia da un punto di vista ambientale che percettivo. Obbligatorio mantenere all’esterno il tipico rosso pompeiano, la targa con l’indicazione della strada statale e della chilometrica e lo stemma identificativo dell’Anas. Per partecipare al bando, c’è tempo fino al prossimo 15 giugno.

L’ingresso della casa cantoniera in via Provinciale a Aci Castello

“Questa operazione – spiega l’amministratore delegato di Anas, Massimo Simonini – si inserisce nell’ottica della riqualificazione, dell’accessibilità e della fruizione degli immobili di proprietà Anas. Attraverso il recupero di questi edifici dal rilevante valore iconico vogliamo promuovere un modello di sviluppo sostenibile in termini ambientali e socio economici per i territori dove sono ubicati, rivitalizzando l’economia locale ed i suoi microsistemi industriali, incentivando un turismo diffuso di qualità, oltre ad offrire all’utenza della strada quanti più servizi possibili, in linea con gli standard comunitari, a sostegno della mobilità e della viabilità, inclusa quella sostenibile. In ultima sintesi restituendo una nuova dimensione a questo patrimonio architettonico che da un secolo testimonia la storia e l’evoluzione del nostro Paese”.

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