“Ninna nanna” palermitana vince il Premio Lauzi

Doppio riconoscimento per la cantautrice e pianista siciliana, Giulia Mei, che ha “stregato” la giuria con una canzone scritta in dialetto

di Redazione

Doppio riconoscimento per la cantautrice e pianista Giulia Mei, che con il suo brano “A picciridda mia”, cantata in dialetto palermitano, ha vinto il Premio Lauzi per la miglior musica ed il Premio Cora per la migliore interpretazione.

La musicista siciliana, superando lo “scoglio” del dialetto, ha “stregato” la giuria composta, tra gli altri, da Giordano Sangiorgi, Alberto Zeppieri, Andrea Vianello e Rosita Marchese. Ospiti della serata, che si è svota nei giorni scorsi ad Anacapri, in Campania, il giornalista Andrea Scanzi e il cantante Enrico Ruggeri.

“È una ninna nanna d’amore universale – dice Giulia Mei –  che può essere cantata da un genitore a un figlio, da un amante a un altro amante o a se stessi. Un invito a non soffrire più. È la canzone d’amore che si dedica a chi amiamo e vogliamo salvare dal dolore, consapevoli che non possiamo farlo. A questo punto possiamo solo invitare a vivere la sofferenza, passando avanti su ciò che opprime, lasciando andare le cose come devono andare e ‘levandoci manu’, dato che non è possibile controllare tutti i fatti della vita”.

Inoltre, prodotto da Edoardo De Angelis, nei prossimi mesi uscirà il primo album della musicista, che, prima dei recenti riconoscimenti, aveva vinto il Premio Cesa nel 2017 ed era stata finalista a Musicultura e al Premio De Andrè.

Doppio riconoscimento per la cantautrice e pianista siciliana, Giulia Mei, che ha “stregato” la giuria con una canzone scritta in dialetto

di Redazione

Doppio riconoscimento per la cantautrice e pianista Giulia Mei, che con il suo brano “A picciridda mia”, cantata in dialetto palermitano, ha vinto il Premio Lauzi per la miglior musica ed il Premio Cora per la migliore interpretazione.

La musicista siciliana, superando lo “scoglio” del dialetto, ha “stregato” la giuria composta, tra gli altri, da Giordano Sangiorgi, Alberto Zeppieri, Andrea Vianello e Rosita Marchese. Ospiti della serata, che si è svota nei giorni scorsi ad Anacapri, in Campania, il giornalista Andrea Scanzi e il cantante Enrico Ruggeri.

“È una ninna nanna d’amore universale – dice Giulia Mei –  che può essere cantata da un genitore a un figlio, da un amante a un altro amante o a se stessi. Un invito a non soffrire più. È la canzone d’amore che si dedica a chi amiamo e vogliamo salvare dal dolore, consapevoli che non possiamo farlo. A questo punto possiamo solo invitare a vivere la sofferenza, passando avanti su ciò che opprime, lasciando andare le cose come devono andare e ‘levandoci manu’, dato che non è possibile controllare tutti i fatti della vita”.

Inoltre, prodotto da Edoardo De Angelis, nei prossimi mesi uscirà il primo album della musicista, che, prima dei recenti riconoscimenti, aveva vinto il Premio Cesa nel 2017 ed era stata finalista a Musicultura e al Premio De Andrè.

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