Musica “narrata” dagli strumenti al Carmine Maggiore

Sabato 17 novembre “Sulle orme dei suoni”, una serata con l’etnomusicologo Michele Piccione dell’Orchestra di Arci Tavola Tonda, alla scoperta delle tradizioni del bacino del Mediterraneo

di Marco Russo

Un viaggio nella cultura musicale mediterranea ed europea, attraverso gli strumenti musicali tradizionali che nei secoli sono stati prodotti e, nella stessa serata, visita guidata ad una delle chiese più belle di Palermo. È l’evento “Sulle orme dei suoni”, con l’etnomusicologo Michele Piccione dell’Orchestra di Arci Tavola Tonda, a cui si potrà assistere, sabato 17 novembre alle 21, nella chiesa del Carmine Maggiore, a Ballarò, conosciuta per la sua cupola, rivestita da maioliche smaltate.

Si tratta di un concerto narrato di musica tradizionale siciliana, europea e del bacino del Mediterraneo. Si riuscirà a far conoscere ai partecipanti il mondo degli strumenti musicali tradizionali euromediterranei e, insieme ad essi, le culture che li hanno prodotti, attraverso uno spettacolo in cui si prevede una continua interazione e stimolazione dell’uditorio. I partecipanti avranno modo di cogliere le somiglianze e le differenze che connotano le varie identità culturali europee e mediterranee, che esplicano buona parte del proprio apparato simbolico proprio attraverso la produzione di musica e strumenti musicali.

Michele Piccione

Gli strumenti verranno raccontati tenendo conto delle categorie organologiche a cui appartengono, avremo così, della famiglia degli aerofoni: zampogna a paru, zampogna a chiave modificata, cornamusa scozzese, gaita galiziana, flauto di canna, doppio flauto, brogna, duduk armeno, chalumeau. Della famiglia dei membranofoni: tamburi a cornice del meridione d’Italia, tamburi a cornice magrebini e mediorientali, bodhran irlandese, tamburello politimbrico, tamburo a bandoliera bipelle rullante. E ancora degli idiofoni: marranzano (in tutte le sue forme e provenienze), azzarinu, castagnette, cucchiai, conchitas, zils magrebini, ossa, cajon. Infine i cordofoni con la chitarra Battente e la lira calabrese.

Nella stessa serata, organizzata dalla cooperativa Terradamare e da Arci Tavola Tonda, prevista la visita guidata alla chiesa che conserva al suo interno pregevoli manufatti artistici che vanno dal XV al XIX secolo, tra cui un quadro del Novellli e Tommaso De Vigilia. Particolarmente affascinanti sono le colonne tortili realizzate nel 1683 da Giacomo e Giuseppe Serpotta, che traggono ispirazione dal ben noto baldacchino del Bernini.

Sabato 17 novembre “Sulle orme dei suoni”, una serata con l’etnomusicologo Michele Piccione dell’Orchestra di Arci Tavola Tonda, alla scoperta delle tradizioni del bacino del Mediterraneo

di Marco Russo

Un viaggio nella cultura musicale mediterranea ed europea, attraverso gli strumenti musicali tradizionali che nei secoli sono stati prodotti e, nella stessa serata, visita guidata ad una delle chiese più belle di Palermo. È l’evento “Sulle orme dei suoni”, con l’etnomusicologo Michele Piccione dell’Orchestra di Arci Tavola Tonda, a cui si potrà assistere, sabato 17 novembre alle 21, nella chiesa del Carmine Maggiore, a Ballarò, conosciuta per la sua cupola, rivestita da maioliche smaltate.

Si tratta di un concerto narrato di musica tradizionale siciliana, europea e del bacino del Mediterraneo. Si riuscirà a far conoscere ai partecipanti il mondo degli strumenti musicali tradizionali euromediterranei e, insieme ad essi, le culture che li hanno prodotti, attraverso uno spettacolo in cui si prevede una continua interazione e stimolazione dell’uditorio. I partecipanti avranno modo di cogliere le somiglianze e le differenze che connotano le varie identità culturali europee e mediterranee, che esplicano buona parte del proprio apparato simbolico proprio attraverso la produzione di musica e strumenti musicali.

Michele Piccione

Gli strumenti verranno raccontati tenendo conto delle categorie organologiche a cui appartengono, avremo così, della famiglia degli aerofoni: zampogna a paru, zampogna a chiave modificata, cornamusa scozzese, gaita galiziana, flauto di canna, doppio flauto, brogna, duduk armeno, chalumeau. Della famiglia dei membranofoni: tamburi a cornice del meridione d’Italia, tamburi a cornice magrebini e mediorientali, bodhran irlandese, tamburello politimbrico, tamburo a bandoliera bipelle rullante. E ancora degli idiofoni: marranzano (in tutte le sue forme e provenienze), azzarinu, castagnette, cucchiai, conchitas, zils magrebini, ossa, cajon. Infine i cordofoni con la chitarra Battente e la lira calabrese.

Nella stessa serata, organizzata dalla cooperativa Terradamare e da Arci Tavola Tonda, prevista la visita guidata alla chiesa che conserva al suo interno pregevoli manufatti artistici che vanno dal XV al XIX secolo, tra cui un quadro del Novellli e Tommaso De Vigilia. Particolarmente affascinanti sono le colonne tortili realizzate nel 1683 da Giacomo e Giuseppe Serpotta, che traggono ispirazione dal ben noto baldacchino del Bernini.

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